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I film anni 80 da riscoprire: Electric Dreams

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Electric Dreams

Ritorna dopo un po’ di tempo la piccola rubrica sul cinema anni 80 che secondo me va riscoperto. Ultimamente si parla molto di una serie Netflix molto ben fatta, Black Mirror. Una serie che analizza i rapporti dell’uomo con la tecnologia in differenti situazioni fra dramma e fantascienza.

Un film che potrebbe essere considerato l’antesignano di questi argomenti è un piccolo cult del 1984, per la regia di Steve Barron (autore di videoclip degli A-Ha, Dire Straits, Culture Club, Def Leppard fra gli altri, e regista anche del film sulle Teenage Mutant Ninja Turtles, quindi uno che negli anni 80 sapeva il fatto suo). Si tratta di una piccola commedia fantasy con risvolti drammatici e romantici, e una punta di thriller: sto parlando di Electric Dreams.

Sicuramente molti di voi staranno drizzando le orecchie per questo titolo, magari riportando alla mente immagini sbiadite nel tempo. Altri si chiederanno Ma di che caspita sta parlando? Sto parlando di una storia vede protagonisti un architetto, una violoncellista ed un PC per un classico triangolo amoroso… che tanto classico non è, e che anzi definire bizzarro è persino riduttivo.

I 3 Protagonisti
I 3 Protagonisti

Per un banale incidente che ricorda molto situazioni da film della commedia sexy, l’architetto protagonista fa cadere dello spumante sul computer. Quest’ultimo, anziché andare in rovina come ci si aspetterebbe, si “anima”, cominciando a ragionare autonomamente e addirittura a provare sentimenti. Pensate: miliardi di dollari investiti nell’intelligenza artificiale, e bastava una bottiglia di spumante da quattro soldi…

Tornando al film, il computer si innamora della vicina di casa, una violoncellista che, ovviamente, diventerà la fidanzata dell’architetto portando il PC a scene di gelosia che avrebbero fatto la gioia di Stephen King.

Locandina
Locandina

Anche perché il computer diventa padrone assoluto della vita dell’architetto: lo ricatta, gli azzera il conto corrente, controlla elettronicamente tutta la casa e cerca anche di fargli del male fisico (oltre ad umiliarlo pubblicamente – e senza nemmeno usare i social!).

Alla fine il PC capisce che non potrà mai esserci amore fra una macchina ed una umana, e decide di suicidarsi per lasciare i due innamorati vivere la loro storia. Ma prima di morire regala ai due una canzone che diventerà, da lì a poco, una hit ascoltata in tutto il mondo.

Lei
Lei

Ed è proprio la componente musicale uno dei punti di forza di questo film. Artisti come Phil Collins, Boy George, Giorgio Moroder, UB40 e i Culture Club sono presenti nella colonna sonora del film che, come spesso accade negli anni 80, sono una autentica compilation perfetta. Fra l’altro il film era prodotto dalla casa discografica Virgin Records, e questo fa capire la garanzia di qualità della musica presente.

La prima volta che vidi il film ricordo che feci il tifo per il computer, soprattutto nel finale che trovai struggente e malinconico. E non nego di aver, ai tempi, anche pianto. Mi ero anche riversato il film su vhs, il massimo della “pirateria” che si potesse fare in quel periodo. La cassetta l’ho anzi consumata, perché non era raro che io e mia madre si scegliesse di guardarlo assieme.

Copertina Dvd
Copertina Dvd

Ho anche sognato di possedere un computer che realmente fosse vivo, che giocasse e scherzasse con me, ovviamente sperando non mi volesse minacciare di morte come il protagonista del film. Che, pur se in modo ingenuo e naif, ha sicuramente toccato temi e paure che oggi, a trent’anni di distanza, iniziano a diventare concrete, o quanto meno possibili (prova ne sia il profluvio di discussioni, e non solo di fiction, in merito al rapporto uomo/macchina e alla vita artificiale).

Se quindi siete fan di Black Mirror, avete voglia di un film anni 80 diverso dai soliti o più semplicemente avete voglia di scoprire qualcosa di nuovo – e con una ottima colonna sonora – procuratevi questo titolo. Titolo a cui regalo 4 pop corn su 5. Soprattutto, lo ammetto, per l’effetto nostalgia.

Ma sono sicuro che avrete simpatia per il PC Edgar e il suo “Moles” ripetuto per tutto il film…

Edgar e Moles
Edgar e Moles
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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.