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La compilation estiva anni 80

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compilation

Avete preparato le valigie?
Siete pronti per la partenza?
Non vedete l’ora di ritrovarvi in panciolle su qualche spiaggia, a girovagare presso città d’arte o sotto le ombre fresche di alberi di montagna?
Sicuri di aver preso tutto?
E con la musica come siete messi?

Ma come, vi siete dimenticati di prepararvi una compilation adatta a queste giornate di riposo e divertimento?
Ci pensiamo noi de glianni80.it!
Ecco la lista, da riversare rigorosamente in una bella musicassetta come ai bei tempi andati.

Ho pensato di prendere una hit estiva di ogni annata del decennio che tanto amiamo. La scelta è stata dura, vi sono moltissimi titoli che potevo aggiungere.
Magari prepareremo altre future musicassette!

Partiamo.

• 1980 – Stella Stai (Umberto Tozzi)

Cominciamo col botto, con un artista che fu icona degli anni fra la fine dei 70 e gli inizi degli 80. Uno di quelli che venivano trasmessi in rotazione sulle radio private (appena nate), che faceva impazzire le ragazze e sapeva unire il romanticismo a una certa grinta rock, che ancora oggi ti regala un po’ di energia. Il ricordo di quel periodo mi torna sempre prepotente, quando ascolto Umberto Tozzi.
Quelle sue hit che hanno accompagnato la mia infanzia fra baby sitter, giochi e tanta radio.
Hit per cui Tozzi resta  amato e riconosciuto in tutto il mondo.
Scivolascivolascivolascivolascivolascivolascivolascivola…

• 1981 – Rock’n’roll Robot (Alberto Camerini)

Continuiamo con un allegro motivo un po’ ska, un po’ rock, un po’ futurista, con quella idea tutta anni 80 di come sarebbe stato il futuro.
Un brano che ancora oggi ti fa gridare alla nostalgia, facendoti ballare con la sua ingenua cantilena.
Un brano iconico di un artista che ha conosciuto fama in fretta, e che purtroppo altrettanto in fretta è svanito. Ma il ricordo di questo suo brano è rimasto indelebile nelle menti di tutti noi figli dei 70, apprezzatissimo tuttora! Con quella voce effettata stile robot ricordo le partecipazioni televisive di Camerini con una pettinatura punk che oltre trent’anni dopo verrà adottata dai giovani “Emo”, una canottiera alla Arlecchino (che viene citato nel testo), le movenze robotiche e ska, gli effetti sonori e il finto loop finale ne fanno un must incredibile.

• 1982 – Paradise (Phoebe Cates)

Con questa, confesso, vado a toccare a fondo nei miei sentimenti, perché sì: mi innamorai – come penso il 90% della popolazione maschile di allora – di questa cantante-attrice, che fu protagonista del film omonimo da cui la canzone è tratta.
Aveva una dolcezza infinita, un viso davvero particolare e, anche se bambino, la combinazione mi colpì molto. Il film in questione fu un successo mondiale, una pellicola adolescenziale sull’onda di “Laguna Blu” dove due adolescenti scoprono i piaceri della natura (anche in ambito affettivo e sessuale) in un angolo di paradiso.
La canzone ebbe ancora più successo del film: una dolce ninna nanna che ti riporta ad atmosfere davvero paradisiache. Difficile ascoltarla e non farsi travolgere da immagini di mare, sabbia, palme e amori adolescenziali.

• 1983 – Tropicana (Gruppo Italiano)

Tendiamo a dimenticare che i tormentoni estivi sono sempre esistiti. Soprattutto grazie ad artisti-meteora che brillano una estate sola, lanciando una hit che diventa indimenticabile (nel bene e nel male) e poi scompaiono, lasciando dietro di sé solamente la scia di quel successo. Il Gruppo Italiano si può tranquillamente annoverare fra questi. La loro “Tropicana” fu il successo dell’estate 1983, a pari merito con l’altra indimenticabile hit spagnoleggiante dei Righeira a titolo “Vamos A La Playa”.
Dovendo operare una scelta, questa è andata alla hit del quintetto con le atmosfere caraibiche, un testo assolutamente estivo, leggero e frizzante, con quel passaggio ancora oggi misterioso (almeno per me) nel ritornello che diceva “mentre la tv diceva, mentre la tv cantava, BEVILA perché è Tropicana Yeah” a cui non sono riuscito a dare una spiegazione ancora oggi. Ma è tutto così estivo, così colorato, così solare e tropicale che ci si passa sopra, ci si ferma solamente a comprare un ghiacciolo, a leggere un Topolino e a preparare la pista delle biglie sulla spiaggia.
Ah, “Tropicana” segna anche il mio debutto in discoteca, in una afosa serata estiva in un castello fra schiuma e bolle di sapone, parenti amici e tanta innocenza. Ma quella è un’altra storia.

• 1984 – Fotoromanza (Gianna Nannini)

L’estate 1984 fu una di quelle epocali, per me. Avevo appena finito le elementari, salutavo i miei vecchi compagni di scuola e la mia amata maestra, preparandomi a vivere un mondo nuovo, più adulto, con quel filo di eccitazione e paura tipiche di un bambino. Fra i tanti brani che mi accompagnavano in quelle ore spensierate e ricche di aspettative, la superhit di Gianna Nannini è quella che mi ha segnato di più.
Magari sbaglio, ma fu proprio questa canzone a farmi conoscere la Gianna nazionale, così rock e così particolare nel suo vestito da marinaretto, una canzone indimenticabile, un successo clamoroso di cui posseggo ancora orgoglioso il 45 giri.
Il ritornello esplode esattamente come dice il testo, immortale.
Uno di quei brani che ti riescono una volta nella vita.
La Nannini farà uscire ancora altri brani meravigliosi ma, forse per i ricordi legati a quel periodo, questa canzone per me rimane eterna.

• 1985 – L’Estate Sta Finendo (Righeira)

Se per il 1983 ho voluto fare una scelta differente, per il 1985 vince a mani basse il duo torinese con questo successo che, a differenza di tutte le altre canzoni, ha come tema la nostalgia “in anticipo” per qualcosa che è giunto al termine. Invece di narrare l’estate che sta trascorrendo, o che sta per arrivare, questo brano parla della sua fine. Evocando, in me, un autunno in arrivo, la pioggia sulla spiaggia, il mare agitato e gli amici estivi che ti salutano e che non vedrai mai più. Ovviamente la metafora sulla crescita è forte e prepotente, quella sensazione di lasciare l’adolescenza per entrare nel mondo degli adulti. Pur essendo all’epoca un bimbetto, questa sensazione mi toccò molto. E ogni volta che riascolto questa canzone mi tornano in mente le stesse immagini. Nel tempo mi son ritrovato a incrociare più volte la strada con i Righeira (piuttosto facile farlo, qui a Torino), fra lavoro e amicizie anche di famiglia. Magari un giorno vedrò di affrontare con loro le mie sensazioni nostalgiche riguardo questa canzone. E, anche se non ve lo state chiedendo, sì: posseggo anche questo 45 giri.

• 1986 – True Blue (Madonna)

Qui gioco facile.
Dal 1983 al 1990 Madonna è stata il mio chiodo fisso, come per la stragrande maggioranza dei ragazzini della mia generazione.
E quindi mi sembra naturale scegliere la sua hit estiva come rappresentate per il 1986. L’album omonimo fu per lei il disco della consacrazione e della maturità, dove Madonna abbandonava i pizzi, i merletti e le croci, avvicinandosi a un look più maturo con un taglio di capelli tattico e un abbigliamento più sobrio. Affrontando anche tematiche più adulte, nei suoi testi.
Da lì in poi sarebbe anche cambiata fisicamente, con i muscoli che sarebbero stati esibiti nei concerti e nei video (frutto di un allenamento costante e maniacale).
Comunque questo brano fu la mia colonna sonora di quel periodo, in cui vidi la nazionale di calcio della “mia” Argentina trionfare grazie a Maradona e i suoi compagni, le prime serie cotte fra scuola ed amicizie , i primi baci rubati e decine di poster di Madonna nella mia cameretta. Inutile dire che 45 giri, LP e tutto ciò che riguardava la bionda cantante è ancora tutto in mio geloso possesso.
La canzone è una leggera dichiarazione d’amore, fresca ed estiva al punto giusto, che al di là della mia predilezione sicuramente non poteva mancare nella nostra cassetta estiva.

• 1987 – If You Let Me Stay (Terence Trent D’Arby)

Come per il 1984, anche l’estate 1987 fu per me un cambiamento. Mi si sarebbe prospettato un futuro che vivo ancora oggi, con scelte di studi e lavoro che mi accompagnano da quella estate.
La scuola media era finita, le mode che ci avevano accompagnato in quegli anni stavano sparendo, si stavano avvicinando altri interessi, i giocattoli ormai prendevano polvere da qualche parte in casa e quella che già ai tempi era la mia band preferita, i Pink Floyd, stava per tornare con un nuovo album.
Ma oltre questo, il 1987 ha portato l’entrata dirompente di Jovanotti e la sua banda di Radio Deejay, che fece parecchio breccia su moltissimi di noi quasi adolescenti. Ma di lui parlerò più avanti, mentre dedico il 1987 a un artista che in un paio di anni lascerà una hit dietro l’altra, piene di groove e potenza.
Diversi, sia lui che le sue canzoni, da tutto quello che c’era in circolazione in quel periodo.
Un misto di soul e funky condito con quel retrogusto pop che non fa mai male. Terence Trent D’Arby mi tenne parecchio compagnia in quel periodo, nelle cassette compilation fatte in casa ed ascoltate con le cuffiette dei walkman mentre si passeggiava in città, tipo le lunghissime gite che facevo con i miei parenti.
Fu anche l’estate in cui conobbi per la prima volta il mio nonno argentino, venuto in Italia per il matrimonio dei miei genitori. Sì, l’estate 1987 è stata davvero unica per me. E Terence fu parte di quella colonna sonora.

• 1988 – Alzati La Gonna (Steve Rogers Band)

Ai tempi non sapevo che la Steve Rogers Band era la band di Vasco Rossi, per me erano solamente quelli di questa canzone irriverente, divertente, rock e con un video scemo il giusto.
Una band in una sala prove improvvisata (come avrei avuto modo di sperimentare appena pochi anni dopo) e situazioni di strada e vita vissuta in maniera allegra e spensierata.
“Alzati La Gonna” fu il tormentone dell’estate 1988, ricordo anche qualche piccola polemica sul testo, che faceva parte del gioco e che probabilmente ne sancì il successo. Quando parecchi anni dopo, in gita a Zocca, andai a salutare il piccolo Massimo Riva, dove ora riposa, lo ringraziai proprio canticchiando questo brano.
Sicuro che lui avrebbe sorriso ed apprezzato.

• 1989 – La Mia Moto (Jovanotti)

E chiudiamo questa compilation estiva degnamente.
Se il 1987 fu l’anno che lo fece arrivare prepotente agli occhi del pubblico, il 1989 fu per Jovanotti l’anno della conferma.
Prima a Sanremo e, in estate, con una operazione di marketing straordinaria.
Tempo prima Jovanotti aveva dichiarato che, se il suo primo disco fosse arrivato a vendere tot copie, si sarebbe comprato una Harley-Davidson, emblema del suo sogno americano. Cosa che effettivamente avvenne. L’operazione continuò con il suo secondo album, intitolato ovviamente “La Mia Moto” e lanciato da un videoclip che era un vero e proprio cortometraggio di oltre 10 minuti, in cui si narrava la storia di una coppia di giovani (Jovanotti e Rosita Celentano) e della moto di lui, mentre acquistando il disco si partecipava a un concorso che metteva in palio proprio quella moto.
Per celebrare i 30 anni di carriera, Jovanotti volle poi una due ruote anni 80 sulla copertina di Lorenzo 2015 CC.
“La Mia Moto” fu anche la prima grande svolta di Jovanotti, che passò da un inglese piuttosto maccheronico alla lingua italina, manovra non certo così prevedibile e facile ai tempi, anzi. Nessuno avrebbe scommesso nulla su Jovanotti in inglese nel 1987, nessuno avrebbe scommesso nulla su Jovanotti in italiano nel 1989. Sembrava destinato ad essere una meteora, e invece…
Invece siamo nel 2017 e Jovanotti (ormai solamente Lorenzo) è ancora qui a riempire gli stadi.
Una cosa che ai tempi sarebbe sembrata impossibile a lui stesso per primo. “La Mia Moto” rimane un brano leggero e divertente da ascoltare, non all’altezza delle sue produzioni successive ma che chiude il decennio rappresentandone tutti i pregi e i difetti.

Buone Vacanze!

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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.