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“Opera”, cala il sipario sul thriller argentiano anni ’80

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opera

Opera (1987).

Incipit mozzafiato, la geniale idea dei corvi che incastrano l’assassino, gli omicidi sanguinari scanditi dalle musiche di Giuseppe Verdi. “Opera” è l’ultimo grande thriller classico girato da Dario Argento.
Il bluray con la versione integrale restaurata, curata da Cecchi Gori Entertainment con Nocturno Cinema, ci riporta direttamente alla stagione 1987/1988, quando la pellicola uscì nei cinema. Un salto indietro di 30 anni che renderà felici i lettori del nostro sito.

Il formidabile giallo del Maestro del brivido fu il mio film di Natale (!) durante le vacanze di quarta liceo.
Rivisto oggi resta un film potente, e Argento lo considera uno dei suoi lavori più riusciti. «Lo abbiamo girato al Teatro Regio di Parma, e la città riservò alla troupe un’accoglienza meravigliosa.
I censori invece mi provocarono enormi sofferenze, all’inizio volevano vietarne l’uscita e dovette intervenire il produttore Cecchi Gori»
, mi ha confermato il regista nei mesi scorsi.

Le scene con il Regio invaso dai corvacci infuriati sono le mie preferite e mettono ancora tanta paura. A questo proposito Argento ricorda: «Sono state sequenze assai difficili da realizzare, stavamo rinchiusi in teatro dal mattino alla sera».

Avendo preso una cotta adolescenziale per “Phenomena” (1985), all’epoca evocai tutte le divinità possibili perché super Dario scritturasse di nuovo la protagonista Jennifer Connelly e la portasse sul set a Parma (50 chilometri da casa mia!).
La scelta è invece caduta su Cristina Marsillach, notata dal regista romano in un celebre spot televisivo di Emporio Armani.

Proprio in occasione del 30esimo anniversario di “Opera”, lo scorso dicembre sono finalmente riuscito a parlare con Dario (cordialissimo e assai cortese) e ad esprimergli tutta la mia ammirazione per il suo cinema.

Il Ciak d'oro per il poster di Opera a Renato Casaro
Il Ciak d’oro per il poster di Opera a Renato Casaro

Mi sono concesso pure lo sfizio di essere io a raccontare a lui un aneddoto sul film: due corvi smarriti nei meandri del teatro, terminate le riprese, erano stati adottati da un macchinista del Regio che li ribattezzò “Dario” e “Opera”.

Il Maestro ha gradito molto.
La copertina del bluray Cecchi Gori
La copertina del bluray Cecchi Gori