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Regali Inaspettati

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Regali Inaspettati

Quando si è bambini, per Natale ci si aspetta sempre dei bei regali. E i giocattoli che si vedevano in tv, nei cataloghi Gig e su Topolino e i giornaletti in generale ne erano un ottimo e desiderato esempio.

Tutti noi nel ricevere una particolare Barbie, un Big Jim con accessori, il Masters tanto desiderato o il Cicciobello ben vestito eravamo felici, pur essendo oggetti piuttosto prevedibili.
Il massimo erano ovviamente le maxi-confezioni, che lasciavano presagire qualcosa di grosso (appunto): se si scopriva un Voltron tutto completo o la villa di Barbie con piscina, allora eravamo capaci di fare i salti di gioia e, perché no, piangere dalla felicità per quel regalo inaspettato.

Big Jim
Big Jim

Crescendo si perdono certe ingenuità e, specialmente nella pubertà, si diventa fin troppo smaliziati per farsi sorprendere.

Ma non è sempre così.

Anche se a 14 anni cercavi di sembrare più adulto di quanto effettivamente fossi. Ci sono volte che, proprio perché conoscevi i prezzi di certi oggetti, quando te li ritrovavi davanti rimanevi seriamente sbigottito. Io ho tre regali inaspettati che ricorderò sempre con molto affetto. In un ipotetico podio la medaglia di bronzo va al Moncler.

Il Moncler
Il Moncler

Era il Natale 1985, e come capitava spesso le feste le passavo a Livorno con i miei genitori. Quando mi venne dato il pacco, la sorpresa nel trovarmi davanti il capo per eccellenza di quegli anni da paninari fu enorme, e la felicità da bimbetto dodicenne ebbe conseguenze di cui potrei vergognarmi: salti, urla di gioia, pianti e sereno shock. Era BELLISSIMO. Azzurro scuro tendente al blu, con le maniche staccabili, un profumo che mai più ho risentito, caldo e morbido, accogliente come nessun altro giubbotto in futuro. Desiderato come poche cose in quel periodo.

La medaglia d’argento la assegno alla mitica e fantastica AMIGA 500.

Amiga 500
Amiga 500

Natale 1988. L’anno prima debuttavo in teatro e i miei studi in questo campo procedevano molto bene. Il giorno prima di Natale avevamo finito una piccola serie di spettacoli per bambini con la mia accademia di teatro e, seppur ancora un po’ attratto, i giocattoli erano un dolce ricordo. Quando arrivò il momento di scartare il grosso (vedi sopra) pacco sotto l’albero, che ricordo non sapevo nemmeno fosse mio – ho un vago ricordo di qualcosa del tipo “è per tuo zio” o una scusa simile – rimasi impietrito.
La mitica Amiga faceva bella mostra di sé nella foto della confezione.
Non era mai stata nominata da me, sinceramente nemmeno desiderata anche se molto ammirata. Non ricordo affatto di averne mai parlato con i miei. Sta di fatto che mi ritrovai un gioiello enorme in mano, con cui mi divertii assieme agli amici di sempre fra lunghe partite a giochi di ruolo, i primi programmi informatici, fumetti virtuali e tanti floppy disk di ingenua pornografia in 2D.

Il 1986 fu un Natale particolare.
Non riuscimmo ad andare a Livorno come sempre.
Mio padre però in inverno andava sempre in trasferta lavorativa nella cittadina toscana, quindi lui non c’era e quella festività le trascorsi con mia madre, le mie zie, le piccole cugine varie ed amici di famiglia.

Quando arrivò il momento di spacchettare i regali, fra il delirio generale dei bambini e i sorrisi dei genitori, mi venne consegnato un regalo: quando lo aprì mi trovai in mano un cd dei “Rondò Veneziano” al che, pensando ad un errore, mi venne ingenuamente da dire “grazie zia, ma io non lo posso sentire. Ho solo il giradischi”.
Fu in quel momento che mia madre, aiutata da un mio zio, si presentò con un pacco enorme contenente il mitico

Philips Cubo.

Philips KuboDue lettori di cassette, giradischi, lettore cd, equalizzatore regolabile, radio am/fm, vari pulsanti per dare un suono più corposo a tutto. Una bomba!
Non potevo crederci. Di lì a poco casa mia venne invasa dalle note dei dischi di Madonna, dai cd dei Pink Floyd, dalle cassette dei Dire Straits registrate dagli amici e da radio Deejay a tutto volume.

Dei tre regali è l’unico che è sopravvissuto fino ad oggi, anche se in disuso in cantina.
Mi ha tenuto compagnia per più di venti anni, fedele amico di mille avventure musicali.
Anche per questo la medaglia d’oro mi sento di assegnarla a lui.

Buon Natale!

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Tunch

Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore.
Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo.
Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera.
Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90.
I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona.
Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd.
Due volte.
Insomma, la fine più che degna per questo decennio.