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Spot della Kit Kat plagia Atari?

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Atari contro Nestlé riguardo un presunto plagio contenuto nell’ultimo spot dedicato al Kit-Kat, il quale copierebbe il famoso videogame Breakout. Il videogioco risale agli anni 80 ed è impossibile non riconoscerlo: è di fatto il successore di “Pong” al quale hanno lavorato anche i fondatori di Apple, Steve Wozniak e Steve Jobs.

Atari dice che Nestlé ha sfruttato il format per vendere i suoi prodotti. Nello spot, le somiglianze ci sono e appaiono evidenti, anche se bisogna intendersi sul concetto di plagio, che nel campo dell’arte e del diritto d’autore è piuttosto sfumato: quel geniaccio di Francis Bacon ha realizzato il suo quadro migliore copiandone (a modo suo) uno dipinto da Velàzquez tre secoli prima, in campo musicale il campionamento è ormai la norma e non esiste film di quello che è forse il miglior regista contemporaneo, Quentin Tarantino, che non citi espressamente film dei suoi idoli (come il nostro Sergio Leone).

Anche in questo caso ci pare si tratti più di un omaggio che di plagio, insomma un peccatuccio veniale, che anzi ha il merito di ricordare Atari la cui stella si è un po’ affievolita negli anni. Ma Atari e Nestlé, più che l’arte, hanno in mente le venali regole del marketing: infatti il legale Atari, che ha presentato il caso al tribunale di San Francisco, accusa gli svizzeri di aver sfruttato “il posto speciale che Breakout occupa nel cuore di intere generazioni e anche in quello dei Millennials”. Diciamo un modo un po’ infantile di porre la questione, considerando che arriva sicuramente da qualche avvocato d’alto bordo con parcella da qualche centinaio di dollari l’ora.

La risposta di Nestlé? Altrettanto infantile: non gioco più. Un portavoce della multinazionale ha infatti risposto: “Questo spot è destinato alla televisione britannica, è stato trasmesso nel 2016 e non abbiamo intenzione di riproporlo“.