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Uno Mattina – 22 dicembre 1986

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Uno Mattina

La sveglia degli italiani è puntata su Raiuno ormai da trent’anni.
Era lunedì 22 dicembre 1986 quando Piero Badaloni e Elisabetta Gardini accesero per la prima volta le luci dello studio 5 di “Uno Mattina”.
Una partenza piena di incognite in via Teulada, ma il format entrò velocemente nelle abitudini dei telespettatori.

uno mattina
Stando alle cronache dell’epoca, però, i vertici di Viale Mazzini presentarono il programma senza troppa convinzione.
Si trattava di una vera e propria rivoluzione per l’ammiraglia Rai: mai prima d’allora era stata tentata una sinergia così stretta tra rete (Raiuno) e testata (Tg1), tanto più in una fascia oraria inesplorata per la tv di Stato.

Badaloni & Gardini
Badaloni & Gardini

La sigla spacca il minuto, alle 7.20. Due ore e 17 minuti dopo, Badaloni esulta: «È come se avessimo già alle spalle sei mesi di esperienza. È andato tutto benissimo. È filato tutto via liscio: non possiamo che essere soddisfatti». Gli altri volti del mattino sono Tiziana Ferrario e Lamberto Sposini, alla conduzione del telegiornale, e Paolo Sottocorona per il meteo. Nella scaletta anche un collegamento con la redazione del Gr2. Lo studio è rimasto nella memoria: 500 metri quadri arredati con scrivanie, qualche salottino, uno spazio per la redazione che lavorerà dal vivo e l’enorme cromakey. Ricordo che la Gardini debuttò “svegliando” Piero Angela nel giorno del suo compleanno. Anche la conduttrice, dopo la grande tensione dell’esordio, tirò un sospiro di sollievo: «Sono frastornata, ma è andata benissimo».

“Uno Mattina”, come ha scritto Aldo Grasso, inaugurò il day time di Raiuno in risposta al flusso ininterrotto di trasmissioni proposte dalle reti private (quando ancora negli anni ’80 le trasmissioni Rai avevano un inizio e una fine, e in mezzo c’erano otto o dieci ore di Te Deum). Il programma contenitore è uno dei format più longevi e di successo della nostra televisione. La fascia del mattino segnò una svolta per “mamma Rai”, con un rinnovamento del palinsesto più vicino al gusto degli spettatori, e Raiuno puntò in particolare sul vantaggio competitivo che gli editori privati ancora non possedevano: la diretta.

A gennaio 1987, un mese dopo la puntata d’esordio, l’allora direttore del Tg1 Albino Longhi annunciò che “Uno Mattina” raggiungeva una media quotidiana di 2-3 milioni di italiani, con le punte di maggiore ascolto durante le tre edizioni del telegiornale (alle 8, alle 9 e alle 9.30)

La concorrenza non rimase a guardare. Il gruppo Fininvest rispose per le rime già lunedì 9 marzo 1987 con “Buongiorno Italia”, su Canale 5. Spettò a Fiorella Pierobon ridare linfa allo show trasmesso per la prima volta nel 1980 su Telemilano 58, e poi sospeso nel 1984. E inaugurando quella che nel decennio successivo diventerà una prassi della guerra tra i telegiornali, il “Biscione” lancia la sfida agli ascolti del day time anticipando di alcuni minuti la sigla di “Uno Mattina”.

Bisogna comunque riconoscere al “Buongiorno Italia” di Telemilano 58 di aver segnato la nascita della televisione del mattino nel nostro Paese, con 7 anni di anticipo sulla tv di Stato e a testimonianza dell’incredibile vitalità delle televisioni private di quel periodo. Purtroppo il programma non decollò mai veramente, soprattutto per la mancanza degli aggiornamenti “live” sui fatti principali come breaking news, situazione del traffico e previsioni meteo che solo la Rai, unica autorizzata all’epoca a trasmettere in diretta, poteva avere. E nonostante i mezzi ben superiori, anche l’esperimento di “Buongiorno Italia” del 1987 finì per seguire la stessa sorte, venendo sostituita dagli intramontabili (e assai meno costosi) telefilm già l’anno successivo.