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35 anni di Monciccì e il loro ritorno in tv

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Monciccì

Ebbene sì, oggi sono andato a dormire pensando ai Monciccì.

E di quanto li detestassi.

E ora, come nei peggiori degli incubi, mi risveglio scoprendo che sono tornati, dopo ben 35 anni dal loro debutto su Canale 5 nel 1982.

“Merito” di DeAjunior, che li farà tornare in TV insieme a Victoria Cabello (?) con una nuova serie animati composta da ben 52 episodi.

A cantare la nuova sigla non ci sarà più l’amata Cristina D’Avena, ma appunto Victoria Cabello che introdurrà gli episodi raccontando gli usi e costumi del Giappone, la patria delle scimmiette tanto amate nei nostri anni 80.

I Monchhichi (nome originale giapponese) sbarcarono nella TV nipponica nel lontano 1980 con il titolo “Futago no Monchicchi” (“I gemelli Monchicchi”) e prodotta da Ashi Production. Indimenticabili (in tutti i sensi) furono i pupazzi giocattolo creati da Koichi Sekiguchi nel 1974 con un grandissimo successo, tanto da essere distribuiti globalmente a partire dal 1975.

Il nome giapponese, che giocava con la parola inglese “monkey”, scimmia, perse quasi ovunque questo significato, storpiandosi in “Chicaboo” in Regno Unito, “Kiki” in Francia, “Mon Cicci” (sì, staccato) in Italia e “Virkiki” in Spagna; nel 1979 i giocattoli arrivarono anche in Nord America (the “Monchhichis”) e la Mattel ne acquistò i diritti.

Continuiamo a preferire la versione italiana, specie perché dalle nostre parti, se avevi una decina d’anni, il “cicì” era il pisellino dei maschietti. Ecco perché l’unico antidoto disponibile alla loro martellante pubblicità, per me e cavaz che li detestavamo, era passare gli intervalli a scuola canticchiando “Monciccì, che piacere averti qui“, indicando appunto il posto dove avevamo il piacere di avere il cicì.

Bei tempi, nonostante i Monciccì.

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