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Anni80 – Noi Che ….l’abbiamo vissuti: Primo Tempo: Anni70…La fine di una adolescenza

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Anni80

Prima di immergerci e navigare, con la memoria, in questi Anni80 facciamo un breve passo indietro di dieci anni quando eravamo ancora bambini sul finire degli anni settanta.
Ricordando un determinato periodo storico, viene spesso da indicarlo come “mitico” quando di solito pensiamo agli anni sessanta.
Questo non vale certo per il decennio successivo (Anni70) che ci vide ragazzini, in quello che per molti fu un periodo assai oscuro.
Austerity, crisi economica, terrorismo, scioperi e manifestazioni, realtà queste che contraddistinsero la vita degli italiani, il peggio che una società civile mai avrebbe desiderato.

Gli Anni70 si sono portati via tutta la leggerezza dei favolosi anni sessanta, del boom economico del “Sapore di Mare”, di quella certa ingenuità che univa l’Italia grazie anche a Mike Bongiorno, al Festival di Sanremo e al Giro d’Italia.
Poi come nel film di Dino Risi “Il Sorpasso” cademmo in un burrone sociale in cui ciascuno di noi pagò a caro prezzo il proprio modo di vivere e di vedere le cose.
In quel decennio, assai grigio, c’eravamo anche noi bambini che sul finire degli Anni70 andavamo a scuola ancora con il grembiule ed il fiocco, uscivamo alle dodici e mezza con la cartella sulle spalle.

Allora salivamo in auto senza cintura di sicurezza, realtà questa che sarebbe andata avanti ancora per circa vent’anni, allo stesso modo in bicicletta non portavamo il caschetto, se cadendo ti fossi sbucciato un ginocchio bastava un po’ d’acqua fredda per anestetizzare e dare una prima pulita alla sbucciatura.
Il traffico non era eccessivo e sia la strada che il cortile di casa erano la nostra sala giochi, non eravamo troppo sotto controllo dai genitori, indicavamo sempre dove andavamo senza il bisogno che qualcuno venisse a cercarci, inoltre essendo in piccoli gruppi questo era di certo un ottimo aiuto non rimanendo ma da soli; l’importante era rientrare a casa per l’ora di pranzo e di cena.
Nel mio condominio tra quelli nati tra il 65 ed il 69 eravamo circa una ventina, tutti solo “veri amici”, il cortile di casa rimaneva il nostro ritrovo preferito che nei primi giorni estivi si animava dalle prime ore del mattino, andando avanti anche dopo cena fino alle ventitré.

Non avevamo allora la Playstation, X-Box, masterizzatori, lettori Mp-3, giochi portatili, quando non uscivamo ciascuno di noi rimaneva in casa con i giocattoli tradizionali e poco tecnologici, ma una volta usciti diventavamo un tutt’uno con la fantasia.
Fuori si giocava a nascondino, un due tre…stella, a campana, palla prigioniera, guardie e ladri, la bicicletta era l’unico mezzo di locomozione di allora e che poteva portarci a girare anche fuori dell’area condominiale.

piaggio ciao
Con l’arrivo dei quattordici anni siamo passati dalla bicicletta al motorino tra questi il “Ciao” della Piaggio oppure la classica “Vespa” e da quel momento in poi i giochi di quartiere hanno lasciato il posto a esplorazioni più ampie per iniziare ad uscire dal nostro cortile che per tanti anni era stato l’unico campo giochi.
Abbiamo sicuramente avuto un infanzia molto più semplice, rispetto ai ragazzini di oggi che possiedono tutto e subito, già proiettati in una realtà in cui il cortile condominale inteso come area giochi, è oggi in molti luoghi un entità ormai scomparsa e senza rendersi conto cosa hanno perduto, di concreto, hanno in lontananza un futuro assai incerto.
Devo essere sincero , non ho troppa nostalgia per quel decennio, forse perché ero ancora troppo ragazzino, anche se mi ricordo con affetto per filo e per segno quel periodo.

Ecco perché la mia più viva memoria mi riporta al passaggio tra l’adolescenza e la maturità quindi agli Anni80.

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Antonio Lari
Salve mi chiamo Antonio Lari, classe 1966. Luogo di nascita: un cittadina della provincia Toscana. Cosa resterà degli Anni 80 ? come il titolo di una nota canzone di Raf ? … non lo so, so soltanto che la memoria di molti, e la mia è ancora viva di ricordi legati a quel decennio. Momenti magici, vissuti con gli occhi di un adolescente, quando la tecnologia che oggi condiziona la nostra vita era molto la a venire. Abbiamo vissuto bene quel periodo, uno stile di vita che ormai sembra distante secoli ma che ha lasciato un profondo segno. Inoltre per dieci anni ho avuto modo di far parte dell’emittenza radiofonica privata, per cui ho vissuto anche quel momento storico, quando le radio libere erano un mito per molti, e vivendo tale fenomeno dall’interno si assaporava molto di più le novità del momento. LA’66

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