Fabio Di Ranno
Fabio Di Rannohttps://www.facebook.com/milano84italopop
Sceneggiatore, regista, musicista, podcaster, si diverte a fare incursioni là dove lo porta la curiosità. Con Fabio Fraschini è anima, mente e cuore di Milano 84, progetto musicale che nasce dal desiderio di manipolare il pop degli anni 80 per portarlo in quello di oggi e vedere l'effetto che fa.

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Clandestine Anticipation: il disco italiano del 1982 che sta ancora aspettando il futuro.

Alcuni dischi diventano il simbolo di un’epoca. Altri, invece, sembrano non appartenere a nessuna. Clandestine Anticipation, pubblicato dai Krisma all’inizio degli anni 80, e oggi finalmente disponibile in una nuova edizione in CD per Saifam, fa parte della seconda categoria. Più che fotografare gli anni Ottanta, li attraversa, li supera, li fa evolvere. Per questo, a oltre quarant’anni di distanza, continua a suonare sorprendente e spiazzante.

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1982. L’elettronica sta cambiando il lessico della musica pop. I Kraftwerk hanno già dimostrato che le macchine possono avere un’anima, gli Human League e i Depeche Mode stanno portando Synclavier e Fairlight nelle classifiche. In Italia, però, la musica fatta coi sintetizzatori e i computer rimane ancora un linguaggio per pochi. I Krisma sono tra i rarissimi artisti a comprenderne davvero le possibilità, ma scelgono una strada tutta loro.

Maurizio Arcieri e Christina Moser – mai come in questa occasione – non rincorrono una tendenza, semmai l’anticipano. E lo dichiarano già dal titolo: Clandestine Anticipation è forse il momento in cui la loro attitudine al pop crossover e alla ricerca raggiunge la forma più alta e compiuta.

L’album nasce da un processo lungo, quasi ostinato. I lavori iniziano negli studi Philips di Hilversum, dove il duo collabora con Martin Hannett (produttore dei Joy Division). Il progetto, però, si interrompe presto. Hannett sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua vita e i Krisma decidono di continuare da soli. È la svolta decisiva.

Si isolano in uno chalet trasformato in studio, a Stresa, e lì lavorano per mesi, sperimentano senza orari e senza compromessi. Christina Moser scrive tutti i testi e segue anche il lavoro come tecnico del suono; Arcieri compone, programma, produce e modifica gli strumenti elettronici per ottenere timbri che ancora non esistono. Un modo di lavorare che oggi definiremmo “artigianale” e “visionario” insieme: è come se i Krisma – da sempre avanti sui tempi – avessero allora già intuito il principio fondamentale che oggi guida (o dovrebbe guidare) la produzione musicale più interessante: la tecnologia non deve suggerire l’idea artistica. Deve essere l’idea artistica a piegare la tecnologia.

Lo raccontava lo stesso Arcieri in un testo promozionale dell’epoca (contenuto in un raro box in sole 350 copie numerate e personalizzate a mano, oggi cercatissimo dai collezionisti) scrivendo con ironia di essere finalmente “uscito dal tunnel dell’elettronica”. Prima viene l’intuizione, poi la macchina, ci tenevano a precisare Maurizio e Christina, ed è una lezione che oggi, nell’epoca dei software infiniti e dell’intelligenza artificiale applicata alla composizione, suona quasi profetica.

Videoclip “Water”:

Il concept del disco è semplice e potente: l’acqua attraversa tutto l’album come un elemento in continua trasformazione: mare, pioggia, ghiaccio, nuvola. È una metafora del cambiamento, ma anche del suono stesso dei Krisma, che non resta mai fermo, si ostina a non voler diventare mai “formula”.
Ascoltato oggi, Clandestine Anticipation colpisce soprattutto perché è un monolite scuro sotto il sole, una black box approdata sulla sabbia di una spiaggia misteriosa. Dentro non c’è il synth-pop perfetto, ma i prodromi di quello che verrà: l’IDM (Wrong Island), la techno astratta (Miami), l’elettronica più minimale e sentimentale (Samora Club).
È forse questa la ragione per cui il disco continua a parlare oggi, e la sua ristampa ha un valore che va oltre il recupero storico. Restituisce un’opera che la musica italiana non ha mai davvero assimilato e che, proprio per questo, può ancora insegnare una cosa fondamentale: come pensare un suono che ancora non esiste, e farci un disco.

Meravigliosa la grafica di Mario Convertino, stupendi i videoclip girati a Bali per Miami, Water e Samora Club, coprodotti dalla RAI per Mister Fantasy di Carlo Massarini. E unici Christina e Maurizio. Questa riedizione del disco forse più avventuroso che abbiano mai concepito continua a far risplendere la loro luce. Imperdibile.

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