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Da El Charro ad Americanino: che fine hanno fatto?

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Americanino
Raf nel 1989 si chiedeva “Cosa resterà di questi anni 80”?

Beh per quanto riguarda la moda, i vari marchi hanno subito cali di vendite e passaggi di proprietà, ma in un modo o nell’altro sono ancora presenti sul mercato.

Ne abbiamo scelti alcuni, eccoli qui in rassegna, per scoprire che fine hanno fatto.

Americanino
Uno dei marchi preferiti dai “paninari”, creato a Cavarzere (Venezia) da Tato Bardelle. Diversi i passaggi di proprietà, fino al fallimento nel 2013 della Meta Apparel, che coinvolse anche il marchio El Charro. Il marchio è ancora utilizzato e resiste in sud america, come lo dimostra il sito https://www.americanino.com/

Boy London
Icona del New Romantic Punk, indimenticabili i suoi cappellini da baseball con la scritta BOY. È ancora attiva, soprattutto nel mercato britannico.

Naj-Oleari
Fondata nel 1916 dal chimico pavese Riccardo Naj-Oleari e famoso per i prodotti confantasie sgargianti diventate iconiche. Con il passare gli anni le vendite sono calate e i  proprietari del brand lo hanno ceduto al gruppo biellese Bottega Verde.

Burlington
Altro marchio amatissimo dai Paninari, celebre per le sue calze a romb, vero status symbol degli anni 80. Si trovono ancora nei negozi, l’azienda fa parte della calzetteria Kaiser-Roth Corporation, che a sua volta appartiene al gruppo Golden Lady.

Best Company
Marchio italiano creato negli anni Settanta da Olmes Carretti, famoso per i suoi maglioni colorati con il simbolo di un pino. Alla fine degli anni Ottanta, la società è stata venduta al gruppo Fin.part, attualmente fallito, che a sua volta e stato ceduto a Cisalfa, dove potete trovare ancora questo marchoi.

Uniform
Produzione italiana, a Barberino di Mugello (Firenze), altro caposaldo dei Paninari, il marchio è stato rilanciato nel 2003.

Enrico Coveri
Lo stilista è scomparso nel 1990, da lì in poi il declino del marchio. Oggi si è rilanciata riproponendo lo stile delle collezioni originali, piene di colori e paillettes.

Fiorucci
Stesso destino di Coveri, dopo la morte dello stilista nel 2015. il cui successo ha subito una battuta d’arresto nel 2015 dopo la morte di Elio. Il marchio è stato rilevato dall’imprenditrice svizzera Dona Bertarelli, con l’idea di farlo evolvere in termini qualitativi verso una fascia più alta con una produzione al 100% realizzata in Italia.

El Charro
Il brand El Charro, famoso per le sue cinture e i vestiti con aquile, cowboy e bufali, dopo gli anni 80 ha avuto un vistoso calo di vendite. Il marchio ha avuto diversi passaggi di proprietà negli anni fino al fallimento e la messa all’asta nel 2013 insieme ad Americanino.
Il marchio viene successivamente spacchettato e ceduto – in base ai diversi settori retail – ad altre aziende, dove la Bros Srl spicca come detentrice della parte più estesa e importante del marchio, oggi utilizzato per capi di abbigliamento e accessori.

Sergio Tacchini
Marchio del tennista diventato manager, ha ceduto il suo ultimo negozio monomarca nel 2013. Dopo un debito da circa 70 milioni di euro, ha ceduto tutto ai cinesi della Hembly International Holdings.

 

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