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Datemi un Soldino!

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Soldino

Ci sono dei prodotti, come merendine biscotti succhi eccetera, che risvegliano in noi ragazzini degli anni 80 ricordi molto forti. Ricordi di ricreazioni a scuola, gite fuori porta, pic-nic e merende con gli amici e le amiche, fra una partita di pallone o una giornata con le Barbie. Peccato che poi abbiamo visto, di colpo, con grande sorpresa, questi prodotti scomparire dagli scaffali dei negozi, dalle nostre tavole, dagli zaini e dalle cartelle (ma come, non c’è più il Biancorì? Che era così buono? E le Brooklin Cinammon, le mie preferite?), lasciandoci orfani e tristi. Per sempre. Quest’oggi voglio parlarvi del… rullo di tamburi…

Soldino!

E qui già vedo due fazioni. Quelli che lo ricordano, emozionati, sparando petardi di giubilo e saltando di gioia. E quelli che, con facce più o meno dubbiose, si stanno chiedendo “Chi? Cosa? Eh?” vedendo una parola simile associata a un cibo.

Il Soldino era una merendina davvero lussuriosa: a forma quadrata prima, successivamente rettangolare, era costituito da un interno di torta soffice con crema al cioccolato ricoperto da una golosissima glassa al cioccolato e, soprattutto, un soldino di cioccolata bella spessa adagiata sopra, da cui il nome del prodotto.
Già l’acquolina in bocca e la nostalgia stanno prendendo possesso di me.

L’iter per mangiare questa delizia era uguale per tutti:
– si apriva delicatamente la confezione (non era di quelle da far scoppiare);
– si toglieva il soldino da sopra, leccando la base del soldo di cioccolata per togliere la sottile patina di merendina rimasta attaccata;
– si teneva il soldino con due dita, per non rischiare di farlo sciogliere, in una mano;
– ci si dedicava con golosità al delicato e saporito pezzo di torta glassata, mangiandolo lentamente, con l’altra mano;
– solo alla fine ci si dedicava, con impareggiabile gioia, al soldino di cioccolata. Come fosse un premio. E lo era.

Lo “stack” al primo morso di questa medaglietta di cioccolata è un colpo al cuore dei nostri ricordi di infanzia. Perché ad un certo punto della nostra vita, dopo che per anni ci ha tenuto compagnia, anche il Soldino è letteralmente sparito.

soldinoAgli inizi pensavo che mancasse dagli scaffali dei negozi (non ancora ipermercati) per una sorta di esaurimento prodotto. Ai tempi succedeva spesso che qualche prodotto restasse esaurito per un po’, proprio perché i piccoli market non erano certo la grande distribuzione di oggi, con le grosse quantità rifornite ogni giorno vengono fornite. Ma man mano che il tempo passava mi resi conto, come tutti, che per questa meraviglia del palato era calato il sipario.

Oggi grazie a internet, in cui si trova ogni cosa, si è tornato a parlare anche del Soldino fra tutti noi nostalgici. Ci sono petizioni online e pagine facebook per sollecitare Mulino Bianco a tornare a produrre questo gioiello, la Rolls-Royce delle merendine; e la cosa accadde davvero, in edizione limitatissima e per un periodo (se non vado errato) di un paio di giorni, in alcune piazze italiane dentro stand appositi. Anche io auspico un ritorno del Soldino. Per chi lo ha avuto fra le mani, e ora piange lacrime di cioccolata; e per chi non ha mai avuto il piacere di assaggiare questo spettacolare prodotto. E potrà così capire che con la gran parte delle merendine oggi in commercio, così avare nella farcitura, non c’è proprio storia.

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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.

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