Matteo Redigolo
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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

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“Dirty Talk” di Klein + M.B.O.: Il Sound Italiano che Ha Rivoluzionato la Dance negli USA

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Dirty Talk, pubblicato nel 1982 dal gruppo italo disco Klein + M.B.O., è uno di quei brani che trascendono epoche e generi, diventando una pietra miliare della musica dance. Estratto come singolo pilota dal loro primo e unico album, Dejavu, rinominato poi First.

Dirty Talk ha saputo catturare l’attenzione non solo del pubblico europeo, ma anche di quello americano, influenzando generazioni di DJ e produttori, ha contribuito a gettare le basi della Chicago house, diventando un cult nei club underground degli Stati Uniti.

Dirty Talk nasce in un piccolo studio di Forlì, è stato il prodotto di un team di talentuosi artisti italiani, con i produttori Mario Boncaldo e Tony Carrasco e il contributo di Davide Piatto, musicista visionario che portò in studio la TR-808, allora appena uscita. I beat incalzanti e le atmosfere magnetiche del brano, arricchite dalle voci di Rossana Casale e Naimy Hackett, hanno creato una sonorità inedita, tanto che Slant Magazine l’ha inserita al 37 posto tra i migliori brani dance definendola una testimonianza del “fascino meravigliosamente senza senso dell’Italo Disco.”

Ma ciò che rese Dirty Talk davvero memorabile fu il suo approdo oltreoceano: i DJ americani erano alla ricerca di una ventata di aria fresca. Il sound Italo Disco, con il suo carattere melodico ed elettronico, divenne la nuova scoperta nei club americani. Negli anni ’80, questa musica, pur se prodotta lontano dagli USA, incarnava la sperimentazione e l’innovazione tanto amate dai DJ americani.

Quando Dirty Talk arrivò negli Stati Uniti, il merito fu in gran parte del DJ newyorkese Jellybean Benitez, che ne riconobbe subito il potenziale. Dopo aver ricevuto il disco dal suo amico Tony Carrasco, Benitez iniziò a suonarlo nei club e nelle stazioni radio di New York, contribuendo rapidamente alla sua diffusione. Altri DJ, come gli influenti Hot Mix 5 di Chicago, adottarono Dirty Talk, rendendolo una presenza costante nelle radio e nei club underground della città. Fu proprio a Chicago che Dirty Talk trovò terreno fertile, influenzando profondamente il nascente movimento della Chicago house.

L’eredità di Dirty Talk ha continuato a crescere negli anni, facendo da modello per molti altri artisti e produttori. La hit Blue Monday dei New Order, pubblicata nel 1983, presenta un arrangiamento ispirato direttamente a Dirty Talk, a dimostrazione del profondo impatto che questo brano ebbe anche sulla scena synth-pop britannica. Negli anni successivi, i Pet Shop Boys inserirono Dirty Talk nella loro antologia Back to Mine.

La storia di Dirty Talk è il racconto di un sound che riuscì ad attraversare l’oceano, influenzando due continenti e gettando le basi per la rivoluzione house e techno americana. Negli Stati Uniti, Dirty Talk divenne simbolo della sperimentazione elettronica, una fonte di ispirazione per i DJ pionieri della Chicago house e della techno di Detroit. Grazie a Tony Carrasco e agli altri membri del team Klein + M.B.O., il sound Italo Disco riuscì a farsi strada e diventare immortale, celebrato ancora oggi nei club di tutto il mondo.

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