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Come facevamo a guardare la TV negli anni 80?

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Pochi minuti fa ho sentito una pubblicità alla radio che mi ha lasciato molto su cui riflettere.

Parte dal punto di vista di una madre di famiglia che ha bisogno di tempo per se stessa; e questo ci sta.
Lo spot è di Sky-Fastweb e prosegue con uno degli scenari contemporanei più temuti dalla sociologia: una ragazzina che chatta, un bambino che gioca con un tablet, un papà che guarda la partita e una mamma che segue la sua serie preferita.
Ovvio, la pubblicità evidenzia i pregi del binomio connessione veloce + contenuti personalizzati.
Dal mio punto di vista lo fa in maniera sbagliata, ma non è questo il punto.
Insomma, sebbene io sia un grande fan della tecnologia, questa cosa che in una famiglia ognuno si faccia i cazzi suoi mi dà un pelo fastidio.

Quando ero bambino negli anni 80, la mia famiglia era pressoché identica a quella descritta nello spot.
Mio fratello maggiore si era già trasferito a Milano, così in casa vivevamo io, mia sorella maggiore e i miei genitori.
E’ superfluo ricordare che a quei tempo non c’era internet e non c’era neppure la televisione a pagamento.
La mitica TELEPIU’ arrivò solo nel 1990 e me la ricordo bene, perché seppur non abbonato riuscii a seguire qualche partita senza audio e con i colori scambiati.
Già, perché per un periodo si capiva TUTTO.
Poi probabilmente qualcuno se ne accorse e “disturbò” il segnale in maniera più efficace.

Il fatto è che, dopo cena, ci riunivamo tutti in salotto per guardare l’unica televisione.
Che ad essere sinceri non era proprio l’unica televisione.
In cameretta c’era un microscopico apparecchio in bianco e nero che utilizzavo per attaccare il mio primo computer.
Non voglio essere ipocrita-nostalgico: quello che la TV offriva in quel periodo non era nemmeno paragonabile a quello che c’è oggi.
La pubblicità-vedi-sopra dice effettivamente il vero. Oggi chiunque, su qualsiasi dispositivo, può trovare a un prezzo ragionevole un contenuto di suo interesse e goderne quando vuole e può.

A quei tempi, invece, alle 20:30 iniziava ‘la prima serata’, e o c’eri o non c’eri.
Faccio notare che oggi le prime serate iniziano circa un’ora più tardi e tagliano fuori dalla fruizione i bambini più piccoli. Non ho mai capito a fondo il perché e mi lancio in un azzardo.

Credo che la rivoluzione sia iniziata con ‘Striscia la Notizia’. Striscia era ed è un programma breve, posizionato tra il telegiornale e il film di prima serata.
La prima puntata andò in onda nel 1988 e a presentarla erano Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo, ben noti per Drive-in.
Per il suo contenuto trasversale e per l’orario, Striscia ebbe subito enormi ascolti e per la televisione commerciale fu uno specchietto per le allodole.
Tutta la pubblicità si concentrava lì, inoltre se guardavi Striscia e poi cambiavi canale i film erano già iniziati… quindi rimanevi su Italia1. Credo che questo abbia spinto tutti gli altri a posticipare l’inizio della prima serata, ma questa rimane una mia supposizione.

Torniamo a noi. La ‘prima serata’, vista con gli occhi di oggi, aveva tutte le carte in regola per essere un miserabile fallimento.
Una sola TV, al massimo da 26″ e ben lontana dall’essere HD.
Pochissima offerta di canali e di contenuti.

Eppure era uno spettacolo.

Ad esempio, il sabato c’era Fantastico, che agli occhi di un bambino era tutto fuorché fantastico.
Il programma era disegnato per un pubblico adulto, con pochi spazi per i bambini.
Io ricordo Nino Frassica e il Cacao Meravigliao, e ancora meglio ricordo Heather Parisi di cui mi innamorai follemente.
Tutto il resto era per me una noia.

Andava molto meglio, almeno al sottoscritto, con la programmazione dei film. Guardavamo la serie di Rocky, gli Squali di Spielberg e i film fantastici come “Elliot il drago invisibile” o “La storia infinita”.
Altri must invece, come “La Piovra”, non solo non incontravano il mio gusto, ma non erano molto adatti ad un bambino.
Spesso non erano prime visioni e finiva che ci propinavamo gli stessi film insistentemente. Ricordo solo una serie di film che era in grado di accontentare tutti: Fantozzi, le cui battute conoscevamo a memoria (e le riproponiamo ancora oggi ai nostri amici).

In ogni caso l’importante non era quello che guardavi, ma guardarlo insieme. E ridere, commentare, commuoversi, a volte incazzarsi.
Oggi la tecnologia ci dà un’enorme opportunità: quella di fare come allora, scegliere qualcosa che interessa a tutti! Possiamo persino aspettare chi è in ritardo o chi è dovuto correre in bagno.

Ecco perché non mi piace quella pubblicità.

La tecnologia è una cosa meravigliosa se indirizzata a ciò che ci rende felici.
Cari Sky-Fastweb, la sorellina può chattare quando vuole; è bello e stimolante che il bambino giochi con il tablet quando ha finito i compiti.
C’è la partita e il papà la può vedere invece che ascoltarla alla radio come facevo io? Meraviglioso.

Ma almeno la sera, dopo una giornata delirante, vogliamo provare a stare tutti insieme?
Mi rivolgo a te, mamma, che sei il membro più sensibile della famiglia… scegli una serie che piaccia anche agli altri, riunisci la tua famiglia e guardatela insieme.
Questo vi unirà e avrete una cosa in più di cui parlare.
Negli anni 80 non avevamo questa possibilità, non buttatela via!

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