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Festivalbar, jukebox e altre storie

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Festivalbar
Il Festivalbar, basta dare un occhio alla pagina Facebook “Rivogliamo Festivalbar” manca veramente a tante persone.
Ma partiamo dalle origini.

Il Festivalbar è una creatura di Vittorio Salvetti, il quale affascinato dall’arrivo dei jukebox, aveva identificato in lui un sistema veloce per conoscere i brani più ascoltati dell’estate.
Quanto di voi avranno infilato le mitiche 100 lire nella fessura e avranno scelto il proprio brano preferito nel jukebox posizionato nei bar, sala giochi o stabilimenti balneari.

Il Festivalbar parte in Veneto (regione patria di Salvetti) nel 1964 e poi si espande velocemente in modo itinerante in tutta le piazze di Italia, venendo trasmesso dalla Rai fino al 1982.

Negli anni il programma musicale avrà come scenario naturale la Piazza degli Scacchi di Marostica, Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, Piazza del Plebiscito a Napoli e l’immancabile finale all’Arena Verona, giusto per ricordare quelle più amate dai telespettatori.

Nel 1983 avviene però la svolta grazie all’arrivo della tv privata di Berlusconi e il programma si guadagna la prima serata su Canale 5.

L’edizione del 1986 segna una novità all’interno del solito rituale, cioè la nascita del Festivalbar 33′, ovvero la premiazione del miglior 33 giri (poi album) dell’estate.

Il programma è subito un successo, proponendo le hit del momento, sfoggia i presentatori sulla cresta dell’onda e vede sul palco ospiti internazionali di tutto riguardo.

Nel 1989 il programma passa sulla giovane Italia Uno, dove dalla già presente Deejay Television preleva come presentatori Gerry Scotti, Amadeus e Fiorello.

Vittorio Salvetti passa a miglior vita nel 1998, ma lo spettacolo continua assegnando le redini all’ugualmente valido figlio Andrea.

Solo nel 2002 venne accantonato il playback e quasi tutti gli artisti iniziarono a esibirsi dal vivo, il programma continuò inizialmente a ottenere il favore del pubblico, con buoni risultati in termini di share, fino all’edizione del 2006, che registrò invece ascolti decisamente deludenti, il digitale e youtube stavano sbranando la creatura di Salvetti, la musica stava diventando velocemente on-demand.

Tutto procede secondo copione fino al 2007, ma è il 2008 l’anno nel quale lo show musicale scompare definitivamente dai palinsesti tv.

Successivamente altre trasmissioni hanno ripreso la formula del Festivalbar, a partire dal Summer Festival e Battiti Live, senza però riuscire nemmeno lontanamente a eguagliarne il fascino e il successo.

Che fine ha fatto quindi il Festivalbar?

I motivi della sua scomparsa sono diversi, il mercato musicale è cambiato, le case discografiche fanno fatica a reggere l’avvento del digitale, le piazze non sono più disposte a pagare lo show e anche le reti tv non vedono più proficuo l’investimento senza un ritorno economico importante.

Andrea Salvetti, figlio del patron è ancora oggi detentore del marchio e non lo ha mai voluto cedere, neppure in affitto, tanto meno quando qualche anno fa Maria De Filippi si era fatta avanti per il rilancio dello show (vi ricorda nulla “Saranno Famosi” diventato poi “Amici”?).

La proprietà è comune fra Mediaset e Salvetti, e senza accordo non si sblocca niente.

Ciò che rimane del programma è il sito www.festivalbar.it un pò poco per colmare la sete di musica di tanti nostalgici come me.

A me personalmente il programma manca tanto e mi fa tornare in mente l’anno di Fotoromanza e dei suoi infiniti ascolti nel jukebox della piscina vicino a casa.

E voi quale brano gettonavate di più negli anni 80?

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Amministro il sito e cerco di far funzionare tutti i motori al meglio. Nel tempo rimanente scrivo dei miei anni 80 e creo effetti speciali.

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