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Gazebo – Telephone Mama

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Telephone Mama
Continua il viaggio negli 80 italiani e le love songs che ci hanno fatto ballare: oggi parliamo di un protagonista le cui canzoni hanno graffiato il cuore di tutti i sentimental dancers e anche le classifiche.

1983. Gazebo, nome d’arte di Paul Mazzolini, ha poco più di vent’anni quando con I like Chopin se la gioca nelle chart di mezzo mondo coi big, quelli grossi (settimo posto mentre al primo c’è Michael Jackson: è successo anche questo). Sul podio in Spagna, Austria, Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Olanda e – naturalmente – Italia, Gazebo intona Rainy days never say goodbye, e s’ispira alla storia d’amore tra il musicista Chopin e la scrittrice George Sand. Si vola altissimo, Italo Disco rulez.

Videoclip “I like Chopin”:

Nel 1984 arriva l’ambizioso sequel. La squadra sostanzialmente è la stessa, con Pierluigi Giombini che compone, suona, arrangia e produce per Baby Records. Gazebo scrive, ci mette la voce, la faccia e l’idea da filmmaker. Quella di fare un album che si snoda come uno spy movie. Un concept album, per la precisione.

Telephone Mama è il biglietto da visita del progetto, il singolo. Con la sua intro anomala apre l’omonimo 33, ma anche Mixage inverno 1984, compilation all’epoca vendutissima che ospita solo grandi successi del momento. L’inizio della song è già cinema: ci sono un uomo e una donna che parlano.

Una telefonata in codice.

Scopriamo nel racconto che entrambi sono spie, che non stanno dalla stessa parte. E che faranno un errore: cedere a un sentimento pericoloso, l’amore. È qualcosa che non possono permettersi, e questo carica la song di una tensione emotiva sempre sul punto d’incrinarsi. Come una colt puntata. Per niente facile cedere ai sentimenti se sei “a robot dressed to kill”, canta Paul.

Videoclip “Telephone Mama”:

Lui (nome in codice Bolivian Dancer) è un americano della classe media in forze alla CIA, lei (nome in codice Fraulein) viene dalla working class russa e opera per il KGB. Come dire, un amore impossibile, se consideriamo che la caduta del Muro e la Perestrojka sono ancora di là da venire. Telephone Mama è l’ultimo nome in codice, quello della missione oltre cortina in cui sono coinvolti, e che li vedrà prima rivali a Berlino e poi amanti in fuga, in un finale (vedi anche il lato B del 45, Strategy) aperto sulla sorte dei due.

Pezzo più complesso dei singoli precedenti, in Telephone Mama ci sono chitarre elettriche e fremiti rock (mister Mazzolini da sempre ama il progressive), declinati però in maniera elegante, soundtrack per un James Bond tormentato. Il 45 giri esce la settimana del 23 dicembre 1984, scala la classifica italiana sino al 9 posto. Riscuote un buon successo, piace soprattutto in Giappone, ed è presente anche nella prestigiosa compilation Bilboard hot 100 volume 5.

Dopo la parentesi dei ’90, Gazebo oggi è ancora il nostro King of Italo Disco, forte di una discografia sempre in evoluzione e coerente, che lo ha visto di recente esibirsi per la prima volta in italiano ne “La Divina”, omaggio alla Callas e alla passione.

E a proposito di passione, a noi piace immaginare che alla fine ce l’abbiano fatta. E che forse – da qualche parte, nel mondo delle love songs – Bolivian Dancer e Fraulein stiano ancora sorseggiando un Martini Cocktail e un Vodka Lemon, insieme.

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Sceneggiatore, regista, musicista, podcaster, si diverte a fare incursioni là dove lo porta la curiosità. Con Fabio Fraschini è anima, mente e cuore di Milano 84, progetto musicale che nasce dal desiderio di manipolare il pop degli anni 80 per portarlo in quello di oggi e vedere l'effetto che fa.

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