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George: una vita da brivido

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George

Verso la fine degli anni 70 ricordo che, a casa di una zia a Napoli, c’era l’usanza di affittare delle pizze cinematografiche.
I videoregistratori sarebbero arrivati in Italia qualche anno dopo.
Uno dei film che ricordo di aver visto in una di queste occasioni fu “Zombi“, il secondo capolavoro di George A Romero.
Difficile dimenticare un film del genere.

La sua angoscia, le musiche dei Goblin, l’incedere lento e mortale degli Zombi.
Una sensazione mista fra eccitazione e paura che mi accompagnò fino a metà anni 80 quando finalmente, su un canale privato, riuscì a rivedere questo immenso film, registrandolo anche in vhs.

In questo decennio Romero proseguì la sua saga sui morti viventi, facendo uscire nel 1985il giorno degli Zombi” ma girò anche due altri capolavori, di cui uno dimenticato.
Il film a episodi “Creepshow“, tratto da una collana a fumetti.

Ma soprattutto “monkey shines” film meraviglioso che non tutti conoscono, e che io mi sento vivamente di consigliare.
I morti viventi, comunque, rimarranno nella storia del cinema col nome di Romero a caratteri cubitali.

Se gli zombie dominano un po’ ovunque nell’immaginario moderno, fra fumetti serie TV e anche giocattoli, lo si deve principalmente a lui.
Alla sua fantasia, alla sua voglia di sperimentare, alla sua totale indipendenza dalle Major cinematografiche, la sua visione politica e di denuncia, un modo di fare cinema horror che ha anticipato personaggi come Freddy Krueger, Leatherface e Jason Vorshees, la sua amicizia con il nome tutelare italiano del cinema thriller Dario Argento (con cui ha scritto e prodotto proprio Zombi) e il suo modo di girare, mai noioso o fine a se stesso (in cui il cinema splatter spesso cade).
Proprio un paio di mesi fa sono andato a vedere la proiezione di Zombie musicato dal vivo dai Goblin, presentato da Dario Argento in persona.
Una esperienza indimenticabile e assolutamente da provare.



Anche George, ora, ci ha salutati.
Ha salutato questa terra così fragile.
Ma sicuramente avrà pensato al modo migliore per ripresentarsi a noi a breve.
Se sotto forma di zombie o di ironico e fantasmagorico intrattenitore.

Grazie George. A presto.

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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.