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Gli anni 80 e l’America scintillante: il Natale in casa Mc Allister

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Mc Allister
Il 1990 fu l’anno in cui conoscemmo la maestosità del Natale americano attraverso gli occhi incantati del piccolo Kevin McAllister, protagonista della pellicola (firmata Chris Columbus) Mamma ho perso l’aereo (titolo originale: Home alone).

Il film è del 1990 ma porta ovviamente con sé tutto il bagaglio degli anni 80 in ogni forma: dalla moda alle abitudini, dalle acconciature ai cliché.

Non c’è Natale che passi da quell’anno in cui questo film non venga trasmesso e puntualmente rivisto. Personalmente non ho mai trovato, anche negli anni seguenti, un film così maestosamente natalizio come questo: il cine-panettone degli ultimi 20 anni in confronto non è che una pallida imitazione.

Quello che viene fuori da Mamma ho perso l’aereo va ben al di là della trama e confesso che la mia passione per la tipica casa americana nasce qui, a casa Mc Allister, una dimora sontuosa e signorile che conta ben 14 stanze e 4 piani tra mansarda e seminterrato.

Tutto in questa casa trasuda l’opulenza degli anni 80 americani, ostentando senza troppi convenevoli una passione che ancora oggi caratterizza il Natale a stelle e strisce: l’esorbitante quantità di decorazioni. Il Natale americano è davvero un Natale coi fiocchi e se la vetrina temporale è quella dei mitici anni ’80, quella sovrabbondanza cui si accennava è davvero esplosiva.

Casa McAllister
Partiamo proprio da casa Mc Allister: l’esterno è pazzesco. Milioni di kilowatt investiti in una decorazione luminosa degna di nota che fa brillare ogni parte del prospetto, dalle fondamenta alla finestrella più in alto della mansarda. Cosa c’è di Eighties in questo? Chiaramente l’abbondanza. Oggi si è un po’ smarrita per strada, persino in America, la tendenza a esagerare. Il minimal imperversa e se è vero che less is more è una direttiva che di questi tempi detta regola, ecco che l’imponente casa McAllister, così riccamente colorata e illuminata riporta alla mente una stagione decisamente lontana.


Gli anni 80 a casa di Kevin sono ovunque: nei maglioncini tipicamente natalizi sferruzzati a mano, nei grossi cappelli col pon pon rosso e nei bomber imbottiti indossati per proteggersi dal freddo.
Le spalline dei cappotti sono da Guerre Stellari, e le acconciature raggiungono vapori unici e indimenticabili.

Ma è nella casa che ritroviamo tantissimi ricordi di quei Natali anni 80 così poco elettronici ma così romantici da richiamare qualche lacrima di nostalgia. Intanto il rosso.
Questo colore tipicamente natalizio che in casa McAllister è ovunque.
Dai tovaglioli in cucina al copripiumone in camera da letto. La tavola su cui Kevin si appresta a mangiare i suoi maccheroni al formaggio la notte della Vigilia di Natale ospita due enormi angeli dorati porta candele come non se vedono più da tempo: la loro dimensione è decisamente esagerata!

Durante la proiezione della pellicola il regista ci conduce magistralmente a spasso per le stanze, su per le scale, dentro la mansarda e giù nel seminterrato e in ognuna di queste visite a casa McAllister non possiamo fare a meno di notare portavasi di Stelle di Natale in ogni angolo, su ogni ripiano. Questa pianta, simbolica delle feste natalizie, è collocata senza mezze vie in ogni parte della casa, perché la ricchezza del Natale non sia mai trascurata.

E l’albero di Natale? Negli anni ‘80 era un vero abete!

Osservando da vicino l’albero che il piccolo Kevin allestisce la notte della vigilia di Natale in totale solitudine, non sarà difficile accorgersi che è un abete vero. Questo riporta indietro nel tempo i più nostalgici. Gli anni 80 furono l’ultimo decennio in cui l’acquisto di alberi veri era ancora un must.

Già dalla metà degli anni 90 questa pratica iniziò a scemare, fino quasi a scomparire. Oggi c’è una maggiore attenzione a quest’aspetto, e l’attenta campagna di conservazione degli abeti ha reso out la pratica di portare a casa un vero albero perché diventi il fulcro della decorazione natalizia. C’è molta nostalgia, tuttavia, nel ricordare il profumo di un vero abete in casa. Con la fine degli anni 80 quel profumo è scomparso, e se per certi versi è più virtuoso pensare che un albero stia meglio nella terra all’aperto, un po’ ci manca quell’odore inconfondibile dei Natali passati.

Guardando l’abete decorato da Kevin un altro dettaglio non sfugge a un occhio attento: i fili di luce. Questo tipo di decorazione, per tutti gli anni 80, era il top in materia: le lucine con le casette, ovvero quelle piccole lampadine racchiuse all’interno di pacchi regalo, piccole campane o altri gadget tipicamente natalizi. Con il tempo questo tipo di catene luminose è scomparso, lasciando il posto a lucine a led molto piccole, che coltivano il risparmio energetico e la regola già citata del less is more.

Cosa sarebbe stato poi il Natale e il relativo albero negli anni 80 senza quelle romantiche sfere rosse scintillanti in plastica? Oggi esistono ancora le palline da appendere all’albero, ma si preferisce la decorazione minimal, in legno, in stile nordico. Il rosso scintillante della regina dei materiali anni ’80, la plastica, è un po’ accantonato, in favore di un gusto più sobrio e neutro in cui sono i materiali di riciclo a catturare la scena. Come accade per i fiocchi in cima ai pacchi regalo. La casa di Kevin McAllister di fiocchi decorativi ne mostra a bizzeffe: fanno da decorazione alle étagère, ai vasi di piante, alla balaustra della scala.

I fiocchi realizzati con il nastro da regalo (anch’esso rosso e scintillante) vedono negli 80 il periodo di massimo splendore. Il loro uso è tuttora in voga, ma ha quel sapore vintage che si riserva solo ai pacchetti da destinare ai bambini: oggi il fiocco plastificato è ritenuto un po’ kitsch: meglio il packaging realizzato con fili in tessuto, iuta, spago, carta, tutti materiali decisamente più raffinati e cool.

(fonte: https://www.habitissimo.it)

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Denise Carulli
Nata a Bari nel 1989, ultimo anno degli anni '80, ma non per questo il meno importante. Sempre con un occhio verso il passato, resta perennemente affascinata da quell'epoca che ha segnato la storia e che ha marcato in un certo qual modo tutti gli anni '90. È laureata in Lingue e Letterature straniere all'Universitá di Bari e, successivamente specializzata in Lingue per la comunicazione internazionale presso l'Universitá di Torino. Oltre agli anni '80, le sue grandi passioni sono la musica, il calcio (grande tifosa del Bari) ed il nuoto che pratica a livello agonistico, gareggiando in giro per il Mondo. Nei suoi viaggi, porta con sé la sua chitarra, fedele compagna d'avventure ed ha la valigia sempre pronta per seguire, lavoro permettendo, i concerti delle vecchie band rock, in attesa che qualche band nuova riesca a battere gli assoli di chitarra elettrica d'altri tempi. Attualmente lavora come redattrice web per www.habitissimo.it

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