Diciamolo subito: Gremlins è un film di Natale. Non “tipo”, non “un po’”. È proprio un Christmas movie travestito da horror comico.
Abbiamo:
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La cittadina innevata perfetta.
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Le vetrine illuminate.
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Il papà che cerca il regalo speciale all’ultimo minuto.
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Il cagnolino, le decorazioni, le canzoni natalizie in sottofondo.
E in mezzo a tutto questo zucchero, arriva lui: Gizmo, il Mogwai più tenero della storia del cinema, con tre semplicissime regole:
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Niente luce forte (e il flash della Polaroid degli anni 80 ringrazia).
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Niente acqua (che poi negli anni 80 avevamo paura anche a rovesciare il bicchiere sul telecomando).
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Mai dargli da mangiare dopo mezzanotte.
Ovviamente, in puro stile anni 80, qualcuna di queste regole viene ignorata… e il resto è storia: da “film di Natale carino da vedere con la famiglia” a “caos totale con gremlin che devastano bar, cinema, case e nervi dei vicini”.
Il fascino anni 80 di Gremlins
Gremlins (1984) è uno di quei film che oggi definiremmo “impossibili da produrre così com’è”. È contemporaneamente:
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tenero e cattivo
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natalizio e crudele
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per famiglie… ma con scene che da bambini ci hanno fatto dire “ok, questa me la ricorderò per sempre”.
Il bello è proprio questo equilibrio:
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La scena al cinema con i Gremlins che guardano Biancaneve è pura magia cinefila.
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Le gag al bar con i Gremlins ubriachi sembrano uscite da un cartone animato impazzito.
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La storia di Kate e del camino è una delle cose più cupe mai raccontate in un (presunto) film per famiglie.
E poi c’è l’estetica: i Gremlins “cattivi” sono autentici mostriciattoli anni 80, di gomma, cavi, animatronici. Nessuna CGI, solo artigianato puro. E questo li rende ancora oggi incredibilmente vivi e fisici, quasi “tattili”. Da bambini li avremmo voluti come pupazzi… ma solo finché non spegnevano la luce.
Gremlins 2: la follia totale (e geniale)
Nel 1990 arriva Gremlins 2: La nuova stirpe, e qui gli sceneggiatori decidono: “Ok, abbiamo fatto un film di Natale con i mostriciattoli. Adesso facciamo… TUTTO il resto”.
Niente atmosfera natalizia questa volta, ma:
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Grattacielo ultramoderno pieno di canali TV, laboratori, uffici e tecnologie che oggi fanno tanto “retro-futuro”.
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Gremlins mutanti di ogni tipo: quello pipistrello, quello ragno, quello cervellone con gli occhiali (sì, il nerd della situazione).
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Umorismo meta: il film che commenta se stesso, i Gremlins che “rompono” letteralmente la pellicola, la parodia dei critici e della TV.
Se il primo Gremlins è il film che da bambini ci spaventava e affascinava a Natale, il secondo è quello che da adolescenti ci faceva dire: “Ok, ma questi erano fuori di testa… ed è bellissimo così”.
Certo, è meno “caldo” e meno natalizio, ma è una lettera d’amore al cinema, ai cartoni animati, ai mostri e alla cultura pop che esplodeva a fine anni 80. È l’equivalente cinematografico di aprire un’edicola anni 90 e comprare tutto: fumetti, adesivi, riviste TV, figurine.
È (anche) un film natalizio di formazione
Una delle cose più sottovalutate della saga è che, sotto i mostri e le gag, Gremlins racconta una storia molto anni 80:
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Il regalo “speciale” che ti cambia la vita.
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Le responsabilità improvvise (tipo: “ti affido un Mogwai, non rovinare il mondo, grazie”).
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La classica cittadina americana dove sembra tutto perfetto, ma sotto la neve c’è caos, frustrazione, solitudine.
In mezzo arriva Gizmo, che è un po’:
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il peluche che tutti volevamo sotto l’albero,
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l’amico diverso da proteggere,
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e al tempo stesso la “prova” da superare per diventare grandi.
E forse è anche per questo che, quando a dicembre si pensa ai film di Natale da vedere, insieme a Una poltrona per due e Mamma ho perso l’aereo, prima o poi spunta sempre lui: Gremlins. Magari non la sera della Vigilia con i parenti sensibili… ma quella sera di dicembre in cui ti va un po’ di nostalgia anni 80 col retrogusto di marachella.
E il terzo Gremlins? Il ritorno dei Mogwai
Da anni si parla di un Gremlins 3, e per chi è cresciuto negli anni 80 è un po’ come l’arrivo dei regali sotto l’albero: si sa che qualcosa sta arrivando, ma non si vede mai il pacchetto scartato.
Quello che è emerso negli ultimi anni è che:
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Chris Columbus (sceneggiatore del primo film) ha dichiarato di aver scritto una sceneggiatura per Gremlins 3.
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L’idea, a quanto detto in varie interviste, sarebbe quella di tornare di più alle atmosfere del primo film, con toni un po’ più dark.
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Si parla di un progetto “in sviluppo” più volte confermato come in lavorazione, anche se – come spesso succede a Hollywood – i tempi si allungano, si rivedono piani, entrano in gioco piattaforme, budget, ecc.
Nel frattempo, l’universo dei Mogwai è stato riaperto con la serie animata Gremlins: Secrets of the Mogwai, che racconta le origini di Gizmo in chiave più favolistica. È un segnale chiaro: i Gremlins non sono stati dimenticati, anzi, stanno lentamente tornando al centro della scena.
Per un blog dedicato agli anni 80, la prospettiva di un Gremlins 3 è una piccola vendetta nostalgica: dopo anni di reboot, remake e sequel poco ispirati, l’idea di rivedere Gizmo (magari ancora in versione animatronica, con effetti pratici) è un po’ come ritrovare in soffitta il vecchio pupazzo preferito… e scoprire che funziona ancora.
Perché i Gremlins funzionano ancora oggi
In un’epoca in cui i mostri sono tutti digitali, i Gremlins hanno ancora un vantaggio enorme: sembrano veri. Sono:
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sporchi, viscidi, rumorosi, pieni di tic e smorfie.
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buffi ma anche un po’ inquietanti.
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capaci di passare da gag cartoonesca a momento horror nel giro di un frame.
E poi c’è il fattore nostalgia:
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Chi li ha visti da bambino li ricorda come “quel film che forse non era proprio per la mia età, ma che adoravo”.
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Chi li scopre oggi, spesso lo fa proprio a Natale, durante una retrospettiva o una maratona anni 80.
È uno di quei titoli che unisce generazioni: i genitori che dicono “questo lo guardavo io da piccolo” e i ragazzi che scoprono un tipo di cinema meno patinato, più artigianale, ma incredibilmente vivo.
E in attesa del terzo capitolo definitivo, una cosa è certa: tra tutti i film di Natale, pochi riescono a essere allo stesso tempo così dolci, scorretti, divertenti e… pericolosi. Proprio come un Mogwai dopo mezzanotte.
