Matteo Redigolo
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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

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Il Discotto: la storica etichetta Italo Disco

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Negli anni ’80, l’Italia è stata il cuore pulsante della scena Italo Disco, un genere che ha lasciato un segno indelebile nella musica elettronica e dance. Tra le etichette discografiche più importanti dell’epoca, accanto alla celebre Discomagic, spiccava Il Discotto Productions, una delle principali case discografiche e società di distribuzione del genere.

Fondata nel 1982 e gestita da Roberto Fusar-Poli, Il Discotto ebbe il suo quartier generale inizialmente a Sesto San Giovanni, per poi trasferirsi a Cologno Monzese nel 1983. In breve tempo, l’etichetta si affermò come uno dei marchi di riferimento della musica dance italiana, competendo direttamente con Discomagic e diventando un punto di riferimento per artisti e DJ.

Gli artisti e i successi
Il Discotto ha pubblicato e distribuito un gran numero di artisti di rilievo, contribuendo alla diffusione di alcuni dei brani più iconici dell’Italo Disco. Tra i nomi più rappresentativi troviamo:

Gary Low – “You Are a Danger”, “La Collegiala”

Scotch – “Penguin’s Invasion”

Doctor’s Cat – “Feel The Drive”

Brand Image – “Are You Loving?”

Martinelli – “Voice in the Night”

Paul Sharada – “Dancing All The Night”

Carrara – “Shine on Dance”

Betty Miranda – “Take Me To The Top”

Reeds – “In Your Eyes”

Mike Rogers – “Just A Story”

Raggio Di Luna – “Comanchero”

Hot Cold – “Love Is Like A Game”

Eugene – “Livin’ In Your Love”

Max Coveri – “One More Time”

Oltre ai nomi più noti, l’etichetta ha anche promosso progetti più sperimentali e dal forte taglio electro, come Gay Cat Park, Bo Boss, Thanya, Trilogy, Some Bizarre…

Oltre alla produzione diretta, Il Discotto ha svolto un ruolo cruciale nella distribuzione di altre etichette, contribuendo alla diffusione di realtà come Memory Records, Cruisín’ Records, House Of Music, Did Records e American Disco. Inoltre, vantava diverse sublabel, tra cui Blow Up Disco, Keepon Musik, Blood Record, Crash, Lion Records, FDT, Thick Record, Hiss Records e molte altre, specializzate in diversi sottogeneri della musica elettronica e dance.

Nonostante il successo, Il Discotto chiuse nella prima metà del 1987 a causa di problemi finanziari. Alcune delle sue sublabel, come Blow Up Disco (attiva fino al 1998) e Keepon Musik (attiva fino al 1991), riuscirono a sopravvivere per qualche anno prima di chiudere definitivamente.

Oggi, Il Discotto è considerata una delle etichette più influenti dell’Italo Disco, con le sue produzioni e distribuzioni che continuano a essere apprezzate da collezionisti e appassionati del genere. Il suo contributo alla musica elettronica rimane indelebile, segnando un’epoca irripetibile per la dance italiana.

1 commento

  1. Mi meraviglio che non avete citato Masterpiece, di cui Fusar Poli fu anche co-produttore, che distribuì su licenza della Best (la Baby arrivò solo successivamente) e stampato anche su 12” rosso. Comunque la Discotto non poteva superare quel periodo tanto era legata a quel suono. E tutto sommato fu meglio così altrimenti si sarebbe ‘snaturata’ come accadde alla Discomagic e, in parte, alla Memory.

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