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“La Casa Nella Prateria” e le mattinate con la febbre

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“La Casa Nella Prateria” rappresenta uno dei telefilm più iconici degli Ottanta. Almeno per il sottoscritto.

Avete presente quelle mattinate autunnali in cui il termometro segnava trentottogradiemezzo e voi ve ne stavate appollaiati sotto le coperte in cerca di calore e di un tranquillo passatempo televisivo?

Ecco. In tal senso, per molte persone (e il sottoscritto tra queste), “La Casa Nella Prateria” ha rappresentato un po’ l’equivalente de “I Chips” (anch’essi onnipresenti nei palinsesti televisivi di chi si ammalava e non poteva andare a scuola), anche se – ovviamente – si trattava di un’opera diametralmente opposta.

Già. Perché la serie televisiva statunitense prodotta tra il 1974 e il 1983, in 204 episodi, oltre a quattro lungometraggi per la TV, è stata ispirata da alcuni romanzi il cui titolo originale era “Little House” (Letteralmente, “La Piccola Casa Nella Prateria”).

E poi, ammettiamolo, si trattava di un telefilm in cui – al di là della patina ovattata e familiare – spesso venivano affrontati temi oltremodo seriosi e per nulla banali. Dall’alcolismo, al razzismo.

Per ciò che concerne la trama, infatti, “La Casa Nella Prateria” narra le difficoltose vicissitudini di una tradizionale famiglia americana che vive in una fattoria durante il periodo 1870-1890.

In pratica, le vicende della vita di Walnut Grove, piccolo villaggio del Minnesota, vengono filtrate attraverso gli occhi di Laura Ingalls (interpretata magistralmente da una giovanissima Melissa Gilbert), da quando è bambina fino all’età adulta.

Il papà, Charles, è un uomo mite e forte lavoratore, la mamma Caroline è una donna dolcissima e mite e le tre figlie, Mary, la sopraccitata Laura e Carrie rappresentano il fulcro della famiglia Ingalls.

Va da sé, naturalmente, che nel corso degli anni siano state molte le repliche e le contro-repliche del telefilm in questione. In Italia, la serie venne trasmessa per la prima volta dal 30 marzo al 27 aprile 1977 su Rete 1 alle 19:20, col titolo “La Piccola Casa Nella Prateria”.

La Rai trasmise solo 12 episodi in ordine sparso della prima stagione, ciascuno diviso in due parti di 25 minuti.

Successivamente, gli episodi inediti vennero trasmessi senza rispettarne l’ordine cronologico dalle TV private regionali del gruppo Rusconi (tra cui Quinta Rete e Antenna Nord) dal 14 ottobre 1979 al 26 luglio 1981, inizialmente con il titolo (leggermente modificato) “Quella Casa Nella Prateria”).

La serie continuò ad andare in onda su Italia 1 dall’11 settembre 1982 e poi, a partire dal 12 novembre 1984, su Canale 5. Non solo. Il 4 luglio 2003, a 29 anni di distanza dalla messa in onda originale, venne trasmesso per la prima volta da Canale 5 il film pilota della serie con un ulteriore cast di doppiatori.

Insomma, i volti dei personaggi de “La Casa Nella Prateria” sono stati a lungo parte della vita televisiva del belpaese. Poco da dire. Personalmente, lo ricordo con un pizzico di nostalgia.

Dopotutto, l’infanzia è uno dei luoghi-non luoghi in cui torniamo più spesso e il telefilm che narra le vicende della famiglia Ingalls occuperà sempre uno spazio importante all’interno dei miei ricordi più reconditi.

Anche se al netto della febbre alta e del termometro che segnava trentottogradiemezzo.

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