C’è un suono che basta sentire per essere catapultati immediatamente su una spiaggia affollata, tra un juke-box acceso a tutto volume e l’odore di crema solare. È il suono dell’estate italiana anni ’80, fatta di synth pop scintillanti, ritornelli orecchiabili e ballate che facevano scatenare intere generazioni sotto gli ombrelloni e nelle discoteche a bordo mare.
Ripercorriamo insieme, anno dopo anno, i tormentoni che hanno reso indimenticabili quelle estati.
1980
L’estate si apre con “Kobra” di Donatella Rettore, tra le voci più eccentriche e provocatorie della musica italiana del periodo, e con “Luna” di Gianni Togni, brano che in origine si intitolava “Anna” prima che l’autore cambiasse idea di fronte a un’alba milanese. Non manca “Il vento caldo dell’estate” di Alice, tra le interpreti più raffinate della scena pop di quegli anni.
1981
L’anno del vero e proprio tormentone da ballare tutti insieme: “Gioca Jouer” di Claudio Cecchetto, più un gioco di gruppo che una canzone, con un testo interamente dedicato ai passi da eseguire in pista. Accanto a lui, “Donatella” di Donatella Rettore, che con il suo ritmo ska si aggiudicò il Festivalbar di quell’anno.
1982
Un’estate storica, coincisa con il trionfo della Nazionale ai Mondiali di Spagna. A dominare le classifiche fu “Un’estate al mare” di Giuni Russo, scritta da Franco Battiato, capace di unire un’atmosfera scanzonata a un testo tutt’altro che leggero. Grande successo anche per “Non sono una signora” di Loredana Bertè e per “Lamette” di Donatella Rettore. Sul fronte più goliardico, l’Italia intera ballò “Il ballo del qua qua” di Romina Power.
1983
L’anno che secondo molti critici musicali segna la nascita del vero tormentone estivo moderno: “Vamos a la Playa” dei Righeira. Il duo torinese, prodotto dai La Bionda, conquistò l’Italia con un ritornello semplicissimo e un ritmo irresistibile, diventando lo standard a cui ogni tormentone successivo si sarebbe ispirato. Accanto a loro, spopolò anche “Tropicana” del Gruppo Italiano.
1984
Un’annata ricchissima. “Self Control” di Raf si impose come una delle hit più amate dell’estate, mentre “Fotoromanza” di Gianna Nannini le valse la vittoria al Festivalbar. Grande successo anche per “Kalimba de Luna” di Tony Esposito, per “People from Ibiza” di Sandy Marton e per il ritorno dei Righeira con “No Tengo Dinero”.
1985
I Righeira bissano il proprio trionfo con “L’Estate sta Finendo”, che vince ancora una volta il Festivalbar, questa volta con un’atmosfera decisamente più malinconica rispetto a “Vamos a la Playa” di soli due anni prima.
1986
Due voci femminili si contendono la scena: “Easy Lady” di Ivana Spagna e “Bello e Impossibile” di Gianna Nannini. Molto apprezzata anche “Run to Me”, che lanciò la giovanissima Tracy Spencer, altra scoperta prodotta da Claudio Cecchetto.
1987
L’anno di “Boys (Summertime Love)” di Sabrina Salerno, capolavoro pop che raggiunse il primo posto in diverse classifiche europee e portò l’immagine della cantante genovese a diventare un’icona pop dell’epoca. Da ricordare anche il successo italiano de “La Bamba” dei Los Lobos, riadattamento di un celebre brano popolare messicano.
1988
Fa il suo debutto un giovanissimo Jovanotti con “Gimme Five”, che porta per la prima volta il rap nelle classifiche estive italiane. Molto ballata anche “Alzati la Gonna” della Steve Rogers Band.
1989
L’estate si chiude in bellezza con “Lambada” dei Kaoma, fenomeno planetario capace di uscire dai confini della musica italiana per diventare un successo mondiale, e con il ritorno del Cocoricò di Riccione, inaugurato proprio quell’estate con la sua iconica piramide di vetro.
Il fenomeno Festivalbar e Deejay Time
Gran parte del successo di questi tormentoni passava attraverso due fenomeni mediatici fondamentali: il Festivalbar, che consacrava ogni estate le canzoni destinate a diventare hit, e Deejay Time, il programma radiofonico-televisivo che portava la musica dance direttamente nelle case e negli stabilimenti balneari di tutta Italia.
Le compilation su musicassetta che raccoglievano questi successi diventavano un accessorio indispensabile per ogni vacanza: si ascoltavano nel mangianastri dell’auto durante il viaggio verso il mare, e poi ancora sulla spiaggia con il primo walkman. A distanza di più di trent’anni, questi brani continuano a essere riproposti in radio, nelle serate revival e nelle playlist “anni ’80” più ascoltate in streaming. C’è qualcosa nella loro semplicità, nella loro capacità di trasmettere pura spensieratezza, che li rende immuni al tempo.
Forse è proprio questo il segreto dei veri tormentoni: non raccontano solo una canzone, ma un’intera epoca fatta di libertà, sole e ballo senza pensieri.
