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Lee Marrow

Ormai lo sapete: l’italo disco è sicuramente il mio genere preferito degli anni 80 e mi piace raccontarvi i gruppi e i cantanti di questo stile musicale tutto italiano. Ed ecco che oggi parleremo di un progetto che a metà anni 80 ha avuto un grande successo, sto parlando di Lee Marrow.

Francesco Bontempi, questo il nome di battesimo del nostro protagonista di oggi, negli anni 70 era un abile batterista e si dilettava a suonare in piccoli gruppi locali nella zona di Carrara. Poi nel 1974 inizia a lavorare come dj in vari club, guadagnandosi una certa popolarità nel suo campo. A metà anni 80 gli viene concesso un contratto discografico dalla Disco Magic di Sergio Lombardoni, con il nome Lee Marrow.

Così nel 1985 esce il primo singolo “Shanghai”: il genere ovviamente è italo disco, ma con richiami e sonorità del mondo asiatico (allora esotico e ancora ancorato alle sue tradizioni), un singolo unico nel suo genere! Subito il pezzo riscuote un ottimo successo e oltre che in italia, Shanghai entra nella top ten tedesca dove rimane per 20 settimane, arrivando a posizionarsi al numero 8 in classifica, poi ricordiamo un 6 posto in Svizzera e il 12 in Austria.

Se vi ricordate avevo già citato Lee Marrow quando abbiamo trattato delle mille voci di Ivana Spagna, infatti nello stesso anno esce il secondo singolo “Sayonara”, che cavalca l’onda dell’esotismo asiatico ottenendo riscontri positivi in molte zone d’Europa: la voce come abbiamo detto è quella di Spagna che in quel periodo era molto disponibile nel prestare la sua voce per varie hit italo, come “Happy Station” e “Color my Love” delle Fun Fun, o “Love is like a Game” delle Hot Cold.

L’anno dopo, il 1986, invece esce “Mr. Fantasy”. Anche qui ritroviamo la voce di Spagna, il sound è sempre dance ma rispetto al singolo precedente è più elettronico. Nella copertina del disco troviamo infatti a lato la scritta “Dedicated to: Patrick Cowley” un omaggio al grande artista, compositore, uno dei pionieri della musica elettronica assieme al nostro italiano Giorgio Moroder.

Ultimo grande singolo che vorrei ricordare del progetto Lee Marrow è “Don’t Stop the Music” del 1987, quasi un richiamo al Don’t Stop di Sayonara, ma con uno stile filo house.

Oltre ai Lee Marrow, Bontempi però prende parte ad altre produzioni importanti: ricordiamo infatti negli anni 90, “The Summer Is Magic” di Playahitty e soprattutto “The Rhytm of the Night” dei Corona: Bontempi è infatti il produttore di questo grande brano degli anni 90, una produzione tutta italiana che vedeva impegnato anche Savage, che ne aveva composto il ritornello!

Vi ricordate di quando abbiamo parlato della somiglianza tra il brano dei Corona e quello delle Say When, “Save Me”? Beh ecco la risposta di Lee Marrow:

“I tuttologi dei social, che da anni mi accusano di aver copiato il brano delle Say When!, per me sono e resteranno sempre dei perfetti invisibili. Se bastasse semplicemente copiare, tutti farebbero delle hit! In realtà io non ho né copiato né preso spunto, ho più semplicemente ‘rubato’, e comunque resto del parere che a fare la differenza non sia stata la strofa bensì il ritornello. Le Say When! non se le filava nessuno o quasi, e non fui certamente l’unico a servirsi di sample o di idee altrui. Anzi, credo che chi, come me, produceva musica in quel periodo abbia creato un mercato esplorando in modo pionieristico tutto ciò che oggi rientra nella normalità quotidiana. La DWA fece un buon lavoro ma era semplice presentarsi alle major con un prodotto di quel tipo, voleva dire ‘vincere facile’.

Aggiungo un aneddoto: ‘The Rhythm Of The Night’ venne scartato da una persona che ai tempi lavorava in Dig It International, mi disse che non suonava bene, che risultava ‘vecchio’ nella costruzione e che Albertino non avrebbe mai passato un pezzo del genere nel suo programma su Radio DeeJay. Eppure avvenne l’esatto opposto, e se non ci fosse stato Albertino non so se le cose sarebbero andate così. Sono convinto che, dopo tanti anni, senta ‘The Rhythm Of The Night’ anche un po’ suo visto che fu lui a tenerlo a battesimo. Ad oggi non è possibile quantificare con precisione le vendite del disco (e a testimonianza di ciò si vedano le differenti certificazioni riportate da Wikipedia sulla pagina inglese ed italiana , nda) . Nonostante siano trascorsi venticinque anni è ancora nelle classifiche come su iTunes”.

Lee Marrow negli anni 80
Questa è la storia della disco italiana, anche oggi abbiamo ricordato delle grandi hit, sia quelle anni 80 dei Lee Marrow ma anche le produzioni dei primi anni 90, che ci hanno resi famosi in tutto il mondo.

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