Con “Misfit”, Marco Corona firma una nuova rilettura di un grande classico del pop britannico. Il brano riprende infatti l’omonima hit dei Curiosity Killed the Cat, originariamente uscita nel 1986, donandole un sound più moderno e orientato alla dance, senza tradire l’atmosfera che l’ha resa celebre.
L’operazione non è un semplice remix, ma una vera reinterpretazione che unisce l’energia della produzione contemporanea alle melodie tipiche degli anni Ottanta. Il risultato è un brano pensato sia per chi conserva un ricordo dell’originale, sia per le nuove generazioni che possono scoprire una canzone diventata un piccolo cult del pop inglese. La versione di Marco Corona mantiene intatto il fascino di “Misfit”, aggiornandone però ritmo e sonorità con arrangiamenti elettronici, bassi più incisivi e una produzione fresca, perfetta per le playlist estive e le piste da ballo. Non a caso il singolo è stato presentato come una delle proposte musicali dell’estate 2026.
Negli ultimi anni Marco Corona si è distinto per la capacità di reinterpretare brani iconici della musica dance e pop, proponendo produzioni che guardano al passato con uno stile moderno. “Misfit” conferma questa direzione artistica, dimostrando come una grande canzone possa attraversare le generazioni senza perdere la propria identità.
Lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto qualche domanda per scoprire qualcosa in più sul nuovo disco.
Ciao Marco, arriva l’estate e anche il tuo nuovo brano. Come nasce questo nuovo disco?
Nasce, come sempre, dalla voglia di accompagnare le persone con una canzone che “faccia stare bene”. L’estate è il momento perfetto per regalare leggerezza e divertimento: spero che questo brano possa diventare la colonna sonora di tanti momenti “speciali”.
Non ti nego che adoravo i Curiosity… e ho avuto l’occasione di vedere il cantante dal vivo in discoteca negli anni ’80: che stile! Come nasce questa scelta?
Ben Volpeliere! Anch’io lo adoravo! In realtà amavo tutta la scena musicale britannica di quegli anni, ma lui aveva qualcosa di unico: il modo di cantare, di muoversi sul palco e un’eleganza tutta sua. E poi come dimenticare il suo iconico cappellino girato al contrario? È un omaggio a un gruppo che mi ha ispirato e a un periodo musicale che continua a emozionarmi.
Alla fine peschi sempre dagli anni ’80. Cosa ti fa scegliere questa decade rispetto a un’altra?
Perché gli anni ’80 rappresentano un equilibrio perfetto tra melodia, ritmo e personalità. C’erano produzioni raffinate, grandi canzoni e artisti con un’identità fortissima. È una musica che mi ha formato e che ancora oggi riesce a emozionare persone di tutte le età. Mi piace prenderne l’essenza e reinterpretarla con un suono attuale.
Dove ti possiamo trovare in Romagna questa estate, oltre che ad ascoltarti su Radio San Marino?
In radio, ogni giorno “Stabiliamo un contatto” dalle 16:00 e in replica alle 20:00 su Radio San Marino.
Sarò poi in giro, con diversi appuntamenti, tra piazze, locali ed eventi della Riviera Adriatica.
In modo particolare segnatevi il 14 agosto: dopo il concerto degli EIFFEL 65 a Riccione in piazzale Roma, farò insieme a due famosi dj, un viaggio nella dance più bella di sempre! È sempre un piacere condividere, dal vivo, la mia passione per la musica Ottanta e Novanta: anche perchè, in un certo senso, racconta chi ero e chi sono adesso.
