Oggi se n’è andato Mauro Di Francesco, e con lui un pezzo autentico della nostra commedia più tenera e malinconica. Non era solo “il comico” che ci faceva ridere nelle serate allegre davanti alla TV: era l’amico di tutti, quello che con uno sguardo ironico e una battuta surreale riusciva a farci sentire parte di una stagione irripetibile del cinema italiano.
Mauro di Francesco è stato un volto inconfondibile di quella generazione di attori che hanno colorato gli anni ’80, affiancando protagonisti come Diego Abatantuono nelle commedie dirette da Carlo Vanzina e non solo. Da “Eccezzziunale… veramente” a “Viuuulentemente mia”. Il isuo modo di stare in scena era unico: non cercava mai di rubare la scena, ma la riempiva con naturalezza, con quella spontaneità che pochi sanno conservare.
E poi c’è “Sapore di mare”, un titolo che da solo evoca un’epoca, un modo di vivere e di sognare. Mauro era lì – con la sua leggerezza e la sua ironia di fondo – a raccontare una giovinezza che oggi sembra lontana, fatta di amori estivi, risate, e vacanze al ritmo di canzoni che tutti ricordiamo.
Nel tempo, aveva saputo reinventarsi, passando dal cabaret alla recitazione più strutturata senza mai perdere quella sua aria sincera, un po’ timida, ma sempre capace di mettere il cuore in ogni battuta. “Chewingum”, “Domani mi sposo”, “Mia moglie è una bestia”, “I miei primi quarant’anni”: film che oggi profumano di nostalgia e che ci riportano a una commedia umana, dolce e scanzonata.
Lo ricordiamo così, Mauro di Francesco: con il sorriso un po’ sghembo, lo sguardo buono, e quella voce riconoscibile che sembrava sempre sul punto di ridere, anche quando raccontava la vita con amarezza. Oggi, chi ha amato il cinema italiano di quegli anni perde un compagno di viaggio. Noi, spettatori un po’ più grandi e più sentimentali, gli diciamo grazie.
Grazie per averci regalato momenti veri, ironici, e un senso leggero delle cose che ci mancherà, come l’estate di un tempo che non torna più.
