Se sei cresciuto negli anni ’80 (o li rimpiangi come se li avessi vissuti davvero), basta dire due parole per farti partire la sigla nella testa: Flash! Superflash!
E sì, dietro a quei quiz velocissimi, coloratissimi e un po’ pazzi c’era lui, l’uomo che più di tutti ha insegnato agli italiani a stare davanti alla TV con la penna in mano e il cuore in gola: Mike Bongiorno.
Flash (1980–1982, Rai): quando la velocità era tutto
All’inizio degli anni ’80 la Rai decide di sperimentare qualcosa di diverso. Nasce Flash, un quiz che non ti lasciava il tempo di pensare troppo. Domande secche, risposte immediate, ritmo serrato.
Niente spiegoni, niente pause drammatiche: qui bisognava sapere e basta.
Mike Bongiorno era nel suo elemento naturale. Diretto, ironico, rassicurante. Ogni concorrente sembrava tuo cugino, ogni errore poteva capitare anche a te, e quando Mike commentava con una delle sue frasi immortali (“Allegria!” non serviva nemmeno dirlo), ti sentivi meno solo davanti alla TV.
Flash era il quiz perfetto per l’Italia che stava cambiando: più veloce, più moderna, con il telecomando sempre più vicino.
Superflash (1982–1985, Canale 5): il turbo del quiz
Poi arriva il grande salto. Mike passa a Canale 5 e Flash diventa Superflash. E come suggerisce il nome, qui si preme sull’acceleratore.
Studio più colorato, ritmo ancora più incalzante, atmosfera decisamente “commerciale” (nel senso più anni ’80 possibile).
Superflash era il quiz che ti faceva sentire intelligente… o tremendamente lento, a seconda dei casi.
Le domande piovevano una dopo l’altra e tu, da casa, urlavi la risposta mezzo secondo dopo. Troppo tardi. Sempre troppo tardi.
Ed era proprio questo il bello.
A rendere Flash e Superflash indimenticabili non era solo il format, ma Mike.
Con lui il quiz non era mai snob. Non ti faceva sentire stupido se sbagliavi, anzi: sembrava quasi dirti “tranquillo, capita a tutti”. Mike aveva il dono di trasformare la cultura in intrattenimento puro. Era pop, accessibile, umano.
E in un’epoca in cui la TV stava diventando sempre più spettacolo, lui rimaneva il punto fermo: la voce amica nel salotto.
Riguardare oggi (o anche solo ricordare) Flash e Superflash è come fare un tuffo in un’Italia più ingenua, più lenta… ma anche più autentica.
Un’Italia in cui bastava accendere la TV e sentire Mike Bongiorno per sentirsi a casa.
E allora sì, diciamolo tutti insieme, come avrebbe fatto lui:
Allegria!
