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Ti sposerò perché

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Patsy Kensit
Millenovecentottantasette, a Sanremo esplode la bomba Patsy Kensit: sul palco, alla cantante degli Eight Wonder scende il vestito e si scopre una tetta.

Apriti cielo. In quello stesso anno, giusto per dire come stanno le cose in Italia, Zucchero canta “Solo una sana e consapevole libidine (salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica)”. Ma Zucchero nel 1987 conta come il due di picche, mentre Sanremo è il regno dell’Azione Cattolica che ne governa oscuramente le sorti attraverso, più o meno, Pippo Baudo. Tanto per dire, quel festival lo vince il Trio (Morandi-Ruggeri-Tozzi) con “Si può dare di più”, una canzone perfetta per la raccolta delle offerte in chiesa.

Siamo in piena Guerra Fredda, e finché a Sabrina Salerno e Samantha Fox scende il reggiseno sulle reti Mediaset, ancora ancora. Ma la tetta in prima serata su Raiuno, davanti a coppie sposate, coppie con bambini, sacerdoti, sacerdoti con bambini, no, non può passare.

A dire il vero Patsy non sembra particolarmente preoccupata di non scoprirsi: se mai il contrario. E il fatto che per il mese successivo in Italia non si parli d’altro le dà pienamente ragione.
Persino Baudo, accortosi della potenza pruriginosa dell’argomento, a Eros Ramazzotti che aveva appena duettato con lei in “La luce buona delle stelle” chiede in diretta cosa ne pensi. Eros, con la sincerità che gli ho sempre riconosciuto, risponde “Mah, non è che abbia poi tante tette.” Diventato favolosamente pallido, Baudo cerca di salvarsi in corner correggendo “Volevo dire cosa pensi di come canta”. E Eros, imperterrito: “Beh, non è che abbia neanche tanta voce”.

Poche tette, poca voce e poca personalità, Patsy Kensit ha però attraversato tre decenni sempre sulla cresta dell’onda, grazie a una capacità fuori dal comune di accasarsi col partito migliore. Probabilmente folgorata dalla storia di Caterina di Russia, la lavandaia che di marito in marito arrivò a diventare zarina, Patsy dopo aver mostrato un capezzolo a qualche decina di milioni di italiani perfezionò le sue tecniche di seduzione arrivando a sposarsi quattro volte, sempre con musicisti in vista: Dan Donovan dei Big Audio Dynamite (1988), Jim Kerr dei Simple Minds (1992), Liam Gallagher degli Oasis (1997) e il noto DJ Jeremy Healy (2007). Praticamente il top della musica inglese decennio per decennio: è come se Victoria Adams avesse sposato prima di Beckham Paul Gascoigne, e dopo Wayne Rooney. Ma Victoria, per quanto anche lei con poca voce e poche tette, in confronto a Patsy è una dilettante.

Allora, però, non lo sapevo. E avendo io un debole per le bionde, Patsy aveva il potere di non farmi cambiare canale anche quando mi infliggeva motivetti come “Baby Baby” e “Will You Remember”, di cui probabilmente mi ricordo solo io: la punizione celeste per la mia debolezza di allora. Per fortuna durò poco, perché nessuno dei suoi mariti riuscì a rilanciarla, e lei si “accontentò” della sua carriera di attrice, che ci ha lasciato titoli memorabili come “Bella e accessibile”.

Per cui la sua vocina piccina picciò ci ha allietato per poco: gli Eight Wonder pubblicarono un solo album (Fearless, 1985) e poi, da vere meteore, una raccolta di successi (non bastava ristampare l’album?) tra i quali forse ricorderete “Stay With Me”, famoso perché la Rai usò il tema come sigla di qualcosa, “Cross My Heart”, famoso perché fu lì che notai quanto gnocca fosse la Kensit, e “I’m Not Scared”, famosa per essere stata prodotta da quei geniacci ricchioni dei Pet Shop Boys – e difatti un altro passo rispetto a qualunque altra cosa abbia mai cantato Patsy.
Che dopo quella hit provò anzi a sposare Neil Tennant, la mente dei Pet Shop Boys, non riuscendoci per ovvi motivi.

Se comunque foste interessati, Patsy ha divorziato dal quarto marito nel 2008 per cui, nel caso, è libera.

Patsy Kensit nel 2016
Patsy Kensit nel 2016
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cavaz
Nato nel 1973, ha di conseguenza preso gli anni 80 in piena faccia, e non si è più riavuto. Ha vissuto tra Piacenza, Milano, Parigi, Roma e Torino facendo il raccoglitore di pomodori, il programmatore, l'ingegnere, il ricercatore, l'insegnante, il dipendente pubblico, il pugile, il giornalista, il traduttore, il cassintegrato e il disoccupato. Si sposta solo in moto, detesta i social media e rilegge sempre gli stessi libri.

2 COMMENTI

  1. Una delle poche bellezze “moderne” già negli anni 80, di una bellezza che non sfigurerebbe con i canoni estetici del XXI secolo. In fondo, fisicamente, quasi una Sienna Miller ante litteram… 😛

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