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“Profondo Nero”: Dylan Dog visto da Dario Argento

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Dylan Dog
Dylan Dog riesce sempre a stupire il suo pubblico e con il numero 383 di luglio 2018 fa il colpaccio, accogliendo come autore il grande regista Dario Argento.

L’albo si chiama “Profondo Nero“, titolo che prende platealmente spunto da uno dei più grandi successi del regista: “Profondo Rosso“. L’episodio, ben costruito e divertente anche se non troppo originale, ha un tono rassicurante, con quel pizzico di proibito che cattura l’attenzione ma non impegna, senza creare scompiglio, senza scandalizzare né inquietare il lettore.

Dario Argento, sicura fonte di ispirazione per Tiziano Sclavi (papà di Dylan Dog) che soprattutto nei primi albi ha citato spesso le opere del regista, affascina ma allo stesso tempo lascia l’amaro in bocca.

Se da un lato il regista sembra ricambiare, omaggiando il lavoro di Sclavi, dall’altra mette da parte lo stile splatter, ormai escluso dagli albi di Bonelli da edicola, affrontando invece il mondo del bondage (o comunque della sottomissione e masochismo), spulciando da storie come la saga di “Cinquanta Sfumature” di E.L. James e dal meno noto (ma senz’altro da riscoprire) film Secretary (2001) di Steven Shainberg.

Insomma: il racconto si poteva tranquillamente intitolare “50 sfumature d’argento“. Resta comunque il fascino dell’incrocio di destini (e di lavoro) tra i due riferimenti italiani dell’horror: vi lasciamo all’acquisto e alla lettura dell’albo di Dylan Dog… aspettando un vostro giudizio.

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Amministro il sito e cerco di far funzionare tutti i motori al meglio. Nel tempo rimanente scrivo dei miei anni 80 e creo effetti speciali.

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