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Provate a resistere a Matt!

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Matt Bianco
Chi etichetta la musica degli anni 80 come “scontata” o “troppo semplice” dimentica non solo le grandi figure rock dell’epoca come Bruce Springsteen o gli U2, ma anche esperienze pop sofisticate come i Talk Talk, i Supertramp o, perché no, i Matt Bianco.

E già, “i” Matt Bianco. Perché non si tratta di un solista bensì di un gruppo, che scelse come nome quello di un personaggio di fantasia che richiamasse un gangster o una spia, una specie di Simon Templar del pop. Il nucleo del gruppo si forma nel 1982 ed è composto dal cantante Mark Reilly, dal tastierista Danny White e dal bassista brasiliano Kito Poncioni, che porta in dote la sua impronta latineggiante.

In cerca di una voce femminile, il trio ingaggia la sconosciuta cantante polacca Basia Trzetrzelewska, che aggiunge una potente interpretazione del brano di prova, “Whose Side Are You On?” (“Da che parte stai?”), destinata a segnare la direzione di tutta la produzione successiva dei Matt Bianco: un sofisticato stile pop-soul con influenze che vanno dal jazz alla Bossa Nova al technopop.

Il brano parla di un agente a Roma, un corriere, una microspia e un caffè drogato e insomma è in linea con lo stile “agente segreto”, come pure gli altri testi dell’album. Tra le cui canzoni vanno ricordate, oltre alla title track “Whose Side Are You On?”, anche “Get Out of Your Lazy Bed” e la trascinante “Sneaking Out the Back Door”, entrambe sul versante “agente segreto = seduttore” e con alle voci sempre Reilly e la Trzetrzelewska.

Il grande e imprevisto successo, con due dischi d’oro e uno di platino, delle canzoni e dello stile dei Matt Bianco, fa però esplodere le tensioni all’interno del gruppo, lasciato dalla Trzetrzelewska e da White che nel frattempo si sono messi insieme.

Il vuoto lasciato dai due viene però egregiamente riempito dall’ex tastierista e session man degli Wham! Mark Fisher, un piccolo fenomeno che riesce a traghettare lo stile del gruppo verso un sound molto più attuale e a evitare il naufragio del progetto.

I due album “Matt Bianco” (1986) e “Indigo” (1988) da lui prodotti riscuotono un buon successo internazionale, prima che il gruppo con gli anni 90 svolti decisamente verso il latino-americano (di cui sono di fatto precursori).

Personalmente li scopro come al solito a ritroso, dopo che la solita Deejay Television mi fa ascoltare “Don’t Blame it on that girl” nella caldissima estate del 1988, per la quale i ritmi latini e il video in stile coloniale sono assolutamente appropriati.

Continuo ancora oggi a trovare irresistibilmente allegro e spensierato il loro stile, una vera colonna del sound Eighties. E che vi piaccia il latino o meno, i Matt Bianco sono stati uno dei vertici del pop inglese dell’epoca: ancor più che per il loro successo, per la raffinata composizione dei loro brani.

Canzoni che mantengono appeal e fascino ancora oggi, tanto che è facile sentirle passare in radio e continuare a chiedersi, se non si conosce la storia del gruppo, “Ma chi era questo Matt Bianco?”

E la leggenda dell’agente segreto del pop prosegue…
I Matt Bianco oggi
I Matt Bianco oggi

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