Negli anni ’80 il Festival di Sanremo non era soltanto il tempio della canzone melodica italiana, ma anche un palcoscenico dove, spesso in modo sorprendente, trovavano spazio sonorità moderne, sintetiche e internazionali. Eccone alcune…
Dhuo – Walkin’ (1984)
Un caso particolare è quello dei Dhuo, progetto formato da Bruno Bergonzi e Mike Logan. Nel 1984 portarono a Sanremo “Walkin'”, cantata interamente in inglese: un episodio storico, perché fu l’ultimo brano in lingua inglese a partecipare al Festival. Il pezzo ebbe buoni riscontri anche all’estero, entrando nelle classifiche tedesche.
Flavia Fortunato – Casco Blu (1983)
Un vero frammento di Italo-pop dei primi anni ’80.
“Casco Blu” segna il debutto discografico di Flavia Fortunato e accompagna la sua prima partecipazione a Sanremo 1983 nella sezione Nuove Proposte. Il brano racchiude perfettamente l’estetica sonora dell’epoca: synth brillanti, melodia immediata e quella leggerezza pop tipicamente italiana che oggi è diventata culto.
Canton – Sonnambulismo (1984)
I Canton possono essere definiti un classico “one-hit wonder”, ma la loro storia è strettamente legata a una figura chiave del pop italiano: Enrico Ruggeri. Fu proprio Ruggeri — allora frontman dei Decibel e talent scout — a scrivere per loro “Sonnambulismo”, portato a Sanremo 1984 dove raggiunse un sorprendente quarto posto tra le Nuove Proposte. Il brano divenne subito una gemma del synth-pop italiano, tanto da essere inciso anche in inglese con il titolo “Sleepwalking”, nel tentativo di conquistare il mercato internazionale.
Meccano – Ipnotica (1986)
La svolta per i Meccano arriva nel 1986 con “Ipnotica”, presentata a Sanremo nella sezione Nuove Proposte e classificatasi al quinto posto. Il singolo ebbe una distribuzione internazionale con il titolo “Activate My Heart”, ottenendo un notevole successo in Europa e perfino negli Stati Uniti, dove il gruppo riuscì a entrare nelle classifiche dance di Billboard.
Righeira – Innamoratissimo (1986)
Nel 1986 anche il duo Italo-disco per eccellenza, i Righeira, approdò al Festival con “Innamoratissimo (Tu che fai battere forte il mio cuore)”.
Il brano, scritto tra gli altri da Johnson Righeira, Michael Righeira e dai produttori La Bionda, non ebbe un grande piazzamento (15° posto tra i Big), ma dimostrò come l’estetica Italo-disco potesse convivere anche con il palco più tradizionale della musica italiana.
