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Quotidiano Libertà intervista Gli Anni 80

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Libertà

«I mitici anni Ottanta non sono mai passati»

Ironia e amarcord sul web con i piacentini Cavaciuti e CavozziI

Indietro tutta! Con il sito www.glianni80.it, nostalgici e reduci di quel decennio hanno trovato pane per i loro denti.
Telefilm cult, “meteore” della musica, giocattoli fuori produzione, merendine cadute in disgrazia: Christian Cavaciuti e Massimo Cavozzi sono sbarcati sul web per mettere un
po’ di ordine nei ricordi di una generazione di ex giovanotti pop. «Il 5 novembre 2015 abbiamo riaperto i nostri vecchi diari, traboccanti di foto e di appunti raccolti ai tempi delle scuole tra Carpaneto e Piacenza, per trasferirli idealmente su internet.
In pochi mesi c’è stato un boom di visite, siamo cresciuti sui social e altri appassionati hanno voluto partecipare al progetto», raccontano i due amici che oggi coordinano il lavoro di una ventina di esperti collaboratori sparsi in tutta Italia e aggiornano il portale al ritmo di un articolo al giorno.

Christian Cavaciuti Oggi
Christian Cavaciuti Oggi

Ora che avete trovato le chiavi della mitica DeLorean di “Ritorno al futuro” dove andrete?
«Il successo del sito è stato inaspettato, abbiamo ancora un sacco di idee da sviluppare, ma non viaggeremo più indietro del 1980 e più avanti del 1989».

Raf cantava “Cosa resterà degli anni ’80”. Voi che dite?
«E’ rimasto tantissimo! Non a caso più che puntare sulla nostalgia del tempo che fu, gli articoli del nostro sito sono solidamente ancorati al presente. Basta accendere la tv, andare al cinema, seguire la moda per accorgersi che stili e modelli di quel decennio resistono al passare degli anni».

Voi dove eravate negli anni Ottanta?
«A Carpaneto! Compagni di banco alle elementari e alle medie.
Alle superiori a Piacenza ci siamo invece persi di vista per poi ritrovarci nel 2013 alla cena dei coscritti del 1973, dunque in occasione dei 40 anni.
E’ stato lì che abbiamo cominciato a par lare del progetto.
Inizialmente pensavamo ad un libro, ma ha prevalso l’idea del web».

Christian e Massimo ai tempi delle elementari
Christian e Massimo ai tempi delle elementari

E’ stato complicato inventare un portale su quegli anni?
«La vera sfida è stata trovare la chiave giusta per raccontare quel periodo, visto che non siamo certo arrivati per primi.
Abbiamo così deciso di evitare rimpianti e malinconia, puntando su ironia e autoironia. All’epoca non tutto era meraviglioso e se impazzivamo per certi improbabili artisti oggi non possiamo esimerci dal recitare il “mea culpa”!
Probabilmente per questa scelta a suo modo controcorrente e spesso “tranchant” ci stiamo ritagliando un nostro spazio, tenuto conto che per noi si tratta di un hobby (Cavaciuti è giornalista al mensile “Dueruote” dell’editoriale Domus di Milano; Cavozzi lavora come webmaster alla “Step cosmetici” di Castelsangiovanni, ndr) ».

Cavozzi con Tony Hadley
Cavozzi con Tony Hadley

Che numeri avete raggiunto fino ad ora?
«Viaggiamo sulle 40.000 pagine viste al mese, con 15mila utenti unici e 2 – 3 minuti di permanenza media dei visitatori, segno questo che gli articoli vengono letti. Inoltre crescono velocemente i follower su Facebook, Youtube, Twitter e Instagram.
Anche gli artisti ci sostengono, rilanciando spesso i nostri contenuti.
Tra l’altro collaborano con noi sia il gruppo “Paninari”, sia il gruppo “Cyberludus”, un’autorità nel campo del gaming, e ospitiamo il blog del pupazzo Uan, che consideriamo il valore aggiunto del nostro sito».

Quali difficoltà avete incontrato?
«La parte più complicata ha riguardato la visibilità nei principali motori di ricerca. Oggi siamo in prima pagina, ma è stato faticoso.
Il dominio “glianni80.it” si è rivelato particolarmente azzeccato, non credevamo ai nostri
occhi quando abbiamo scoperto che era libero. E’ stato registrato al volo, ispirato dal titolo dell’omonimo documentario trasmesso dal canale National Geographic su Sky».

Anche il logo è particolarmente efficace…
«E’ ispirato al neon-style, tipico dell’epoca, con un occhio alla grafica di quel programma cult che fu “Drive In” di Antonio Ricci ».

Avete già realizzato qualche scoop?
«Sì, un’intervista a Cicciolina che ha raccontato la sessualità degli italiani negli anni ’80 senza tabù. E’ stata lei stessa a contattarci e questo ci ha riempiti d’orgoglio».

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Cicciolina

Quali sono gli argomenti che macinano più visualizzazioni?
«Gli amarcord sulle memorabilia, tipo zaini e giocattoli, solleticano sempre molta curiosità.
Poi “tirano” gli approfondimenti su videogiochi e musica.
La morte improvvisa del cantante Pete Burns, a ottobre, ha riacceso i riflettori sul gruppo “Dead or alive”, così il nostro articolo pubblicato qualche mese fa è tornato in auge grazie alle primissime posizioni sui motori di ricerca con un boom di visite in poche ore».

E i lettori come interagiscono con vostro il sito?
«Molti mandano le foto scattate in compagnia degli artisti, altri ringraziano per aver riportato a galla un momento del passato.
Sono le reazioni tipiche di quando si sfoglia l’album dei ricordi».

A trent’anni dal vostro decennio preferito, quali artisti consigliereste di rivalutare?
«I Duran Duran non erano esattamente in cima alle nostre preferenze, li consideravamo
“roba da ragazzine”. Oggi dobbiamo ammettere che ci sbagliavamo».

Ci sono artisti che state inseguendo?
«I protagonisti della italo-dance
non sempre sono raggiungibili: spesso sono in giro per il mondo, magari in Russia dove il
genere è sempreverde. Abbiamo corteggiato a lungo Den Harrow che siamo riusciti a intervistare solo di recente, in occasione dell’esibizione a Codogno, a due passi da casa».

Periodo entusiasmante anche per radio e tv

I due creatori del sito vintage: «Ora sogniamo un programma con spezzoni d’epoca»

Il decennio più eccentrico, effeverscente e colorato del secolo scorso raccontato per filo e
per segno da un giornalista e da un webmaster nati e cresciuti
nella nostra provincia.
Tracciare confini quando si parla della Rete può sembrare paradossale, ma il cuore del sito www.glianni80. it batte orgogliosamente a Piacenza.
Formidabili quegli anni, sorride Christian Cavaciuti, redattore del mensile “Dueruote”, mentre ripercorre il periodo trascorso a Carpaneto: «Eravamo lontani dalla città, fuori dalle
mode, eppure ci sentivamo al centro dell’universo.
Le tv private, i canali Fininvest soprattutto, scandivano i pomeriggi e il top era “Bim Bum Bam”.
La passione per “Drive In” e “Deejay Television” si manifestò più avanti, assieme alle festine, la italo-dance, i videoclip. Negli anni ’90, dopo le superiori, il lavoro mi ha
portato in giro per l’Italia e per il mondo, così ho perso di vista gli amici di sempre.
Ma sono bastate una pizza e una birra con Massimo per passare in modalità
rewind e progettare il sito».
A proposito di dance ’80 e musica in generale, Cavozzi ricorda: «Ho fatto il dj per 25 anni e sono cresciuto a pane e note. Mio zio Ettore Meli era titolare del negozio
di dischi a Carpaneto, grazie a lui riuscivo ad avere gli album stranieri in largo anticipo sull’uscita italiana.
Madonna era la mia preferita. Un altro idolo di quei tempi è Claudio Cecchetto: nel weekend lui volava a Londra e rientrava con le canzoni dei Duran Duran e degli Human
League, le passava alla radio e per noi ragazzini si spalancava
un mondo nuovo.
Diventammo tutti un po’ meno provinciali». Dal 2005 al 2012 Cavozzi ha lavorato
a Radio 105 («Mi occupavo del web per lo “Zoo”») e in quel periodo la passione per la
comunicazione si è rafforzata al punto di voler creare un sito dinamico e ricco di contenuti come glianni80.it con Christian ed uno staff di collaboratori in tutta Italia.
«I nostri contributor hanno un’età compresa tra i 20 e i 50 anni e sono bravissimi – sottolineano i due amici -. Ormai pubblichiamo un articolo al giorno e vogliamo crescere ancora. Magari accendendo una web radio per navigare su internet con la musica anni ’80 di sottofondo».
Un altro sogno nel cassetto riguarda la tv: «Mediaset ha un patrimonio immenso nei suoi
archivi. Pensiamo a “Festivalbar”, “Drive In”, “Deejay Television”,
“Premiatissima”, “Odiens”.
Sarebbe bello ideare un format che riproponga il meglio di quel periodo».

Articolo Libertà
L’articolo stampato sul quotidiano Libertà

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