In principio fu… il buon Michelangelo Buonarroti.

Risalente al 1962. Piú che una banconota, un biglietto per la felicitá. Per oltre un decennio anni ha coperto come un dolce lenzuolo di flanella i sogni mostruosamente proibiti degli italiani.

Nel 1976 la zecca mandó in pensione il genio fiorentino, ma la scelta estetica ed iconografica non fu delle piú felici. Un “ritratto d’uomo“ di Andrea del Castagno. Una banconota grigio-verdognola, che non sapeva stuzzicare la fantasia ed i consumi del Belpaese.
Complice la sua estetica poco accattivante ed una svalutazione galoppante, la diecimilalire che accompagnó la fine degli anni settanta e la prima metá degli anni ottanta fu sbrigativamente messa in cantina per lasciare il posto alla regina delle diecimilalire. Alessandro Volta ed il suo mausoleo … sul quel ramo del lago di Como. Anzi no… proprio a Como! Cittá natale dell’illustre fisico e chimico inventore della pila!

Bella, la diecimilalire. Azzurra come il cielo, sorniona e rassicurante.
Nascosta tra la patente (rosa vivo) e la carta di identitá (rosa pallido burocratico).
Una luce azzurrognola che si accendeva ogniqualvolta si apriva il portafoglio; quello del Volta era uno sguardo ed un sorriso misterioso quasi come quello della Gioconda. Ci sorrideva e ci diceva: si! te lo puoi permettere!
La spesa, il capriccio, la voglia di dolce o di salato. Per qualsiasi sogno (a buon mercato) il Volta era li al nostro fianco.
Una pila, che irradiava di azzurro il cielo della nostra vita.
A questo punto, la domanda delle domande: ok, ma cosa si poteva comprare negli anni ottanta con diecimilalire?
La risposta piú corretta sarebbe: dipende.
Dipende cioé dall’anno esatto!
Con l’introduzione dell’Euro, il termine svalutazione ha assunto connotati quasi da denuncia penale. Ma negli ottanta si svalutava come se non ci fosse un domani. Anche se poi.. il domani arrivó! Eccome!

La buona diecimilalire aveva perso, quasi senza che ce ne accorgessimo (o forse si?) oltre il 60% del suo valore.
Ma senza fare troppo i pignoli, proviamo a scavare nelle vecchie note spese – rigorosamente senza scontrino…tutto alla buona su foglietti volanti – per capire cosa ci si poteva permettere con diecimilalire.
Alimentari e ristorazione.
Pizza e birra. La vera base alimentare degli italiani. Con il deca, si pagava il conto della pizzeria: margherita + moretti + caffe. E avanzava pure qualcosa per farsi una partita a pacman alla macchinetta del ristorante.
Gelato.
Quello della gelateria al mare. Per accompagnare la passeggiata digestiva serale. Per tirare l´ora di tornare in albergo. Costava mille lire.
Con la diecimila, un padre di familia faceva felice lui, sua moglie ed i due pargoletti. E si prendeva pure 5 mila lire di resto! Quelli industriali, quelli fatti di spuma, dolcificanti, coloranti e zucchero artificiale, da cercare come speleologi nei frigoriferi dalle saracinesche trasparenti dei bar, chiedendo gentilmente di spostare la gazza ed i giornali comodamente sdraiati a prendere il fresco, costavano meno ma avevano il potere di anestetizzare il palato per mezzo pomeriggio.
Luoghi sacri: l’oratorio!
Spuma o chinotto? 750-800 lire nei bar. 300 all’oratorio. Quindi: tutti di corsa da Don Alfredo a sentire il catechismo sognando di rinfrescare la gola dopo la partita sul campo di calcio tipo Roland Garros (terra battuta!). All´oratorio si andava con mille lire. Neanche il figlio del cumenda, si presentava con diecimilalire!
Tecnologia
Per le musicassette originali occorreva qualcosina in piú delle diecimila. Ma per una buona cassetta acquistata presso una bancarella del mercato erano sufficienti. Oppure se ne comprava una originale in societá e poi via con le cassette vergini per una mille …diecimila! Riproduzioni! Per chi aveva avuto in dono, sotto l’albero di Natale anni ottanta, una console Commodore, le diecimilalire avevano lo stesso volto di un videogioco nuovo di zecca.
Il cinema
La fabbrica dei sogni. Giusto diecimilalire era il prezzo per poter pronunciare il fatidico “apriti sesamo“ e permetterti di trovare posto tra le sedie in velluto intrise di puzza di fumo e chicche appicicate sopra, sotto, di lato alla poltroncina. Ovviamente senza numero. Chi prima arriva, meglio si accomoda.
Abbigliamento
Ovviamente le buone diecimila non permettevano di vestirsi. Al massimo magliette ed accessori. Ma per gli amanti di spille, toppe, decorazioni di giobbotti o pantaloni, le diecimila permettevano di sentirsi Madonna, o un guppo di metallo pesante, o gotici. Per i seguaci del panino i budget erano invece piú proibitivi!
Benzina
Il Prezzo al litro era attorno alle 850 lire. Con le buone diecimilalire quindi si poteva fare il pieno di miscela (vespe e motorni). Il babbo che invece doveva riempire il serbatoio dell’auto, doveva mettere in fila almeno 4 o 5 Alessandri Volta…
Insomma un biglietto per i sogni semplici, le diecimilalire azzurre..
Un compagno fedele, nostrano, il caro biglietto azzurro.
Un compagno che parlava la nostra lingua e ci capiva. E che seppe stare al nostro fianco fino alle soglie del nuovo millennio. Quello della nuova moneta. Quello dell´Europa madre e a volte matrigna.
Un compagno che, come solo i grandi artisti, seppe farsi da parte discretamente. Si congedó da noi con un inchino, mentre calava il sipario su di una lunga stagione della nostra vita. Ricevendo gli applausi, i sorrisi e magari anche qualche lacrimuccia, da parte del pubblico (pagante).
