C’è una generazione cresciuta davanti alla tv che riconoscerebbe ad occhi chiusi quel led rosso che scorre da un lato all’altro del cruscotto, accompagnato da una voce metallica e leggermente ironica. Supercar, la Pontiac Firebird Trans Am nera che tutti conoscevamo come KITT, sta per tornare. Questa volta non in tv, ma sul grande schermo.
Dal piccolo schermo al cinema: un progetto Universal
Universal Pictures ha messo in cantiere un lungometraggio dedicato a Knight Rider, il titolo originale della serie che in Italia è diventata un classico con il nome Supercar. Non si tratta di una voce isolata destinata a spegnersi in fretta: il progetto risulta già in una fase di sviluppo concreta, anche se ancora agli inizi.
A rendere la notizia ancora più interessante sono i nomi coinvolti. Alla sceneggiatura ci sarebbe il trio che ha firmato uno dei revival più riusciti degli ultimi anni: Cobra Kai. Josh Heald, Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, gli stessi autori capaci di trasformare l’eredità di Karate Kid in una saga che ha conquistato più generazioni, sarebbero in trattativa per scrivere il film, con Hurwitz e Schlossberg che starebbero valutando anche la regia.
Chi ha seguito il loro lavoro sa che non si limitano a riesumare un marchio: lo aggiornano con rispetto e ironia, senza tradirne lo spirito. Applicare lo stesso metodo a Knight Rider significa provare a trasformare un cult televisivo in un vero evento cinematografico, cosa che finora non era mai riuscita del tutto nonostante film per la tv, un videogioco e un reboot del 2008.
KITT, Michael Knight e un’eredità che dura da oltre quarant’anni
La serie originale, ideata da Glen A. Larson, debuttò nel 1982 e andò avanti per quattro stagioni. Protagonista David Hasselhoff nei panni di Michael Knight, un ex poliziotto con una nuova identità al servizio della Foundation for Law and Government. Ma la vera star, va detto, era l’auto: un’intelligenza artificiale su quattro ruote, praticamente indistruttibile, con una personalità tutta sua e una voce (quella di William Daniels) capace di reggere il confronto con qualsiasi attore in carne e ossa.
In un’epoca senza effetti digitali, la serie costruì la sua identità su inseguimenti reali, stunt fisici e un’estetica notturna che oggi definiremmo quasi cyberpunk ante litteram. Non stupisce che quel tema musicale sia rimasto nella memoria collettiva al punto da essere campionato da Busta Rhymes, o che l’immaginario delle strade illuminate abbia influenzato artisti come Kavinsky.
Un’auto pensante per l’epoca dell’AI generativa
La sfida più grande, oggi, non è far tornare KITT: è renderlo di nuovo sorprendente in un mondo dove assistenti vocali e intelligenza artificiale fanno già parte della quotidianità. Secondo alcune indiscrezioni non confermate, il nuovo film potrebbe spingersi oltre la semplice “auto che parla”, esplorando un rapporto uomo-macchina più complesso, con un KITT capace persino di mettere in discussione le scelte del protagonista.
Circola anche il nome di Tom Holland come possibile nuovo Michael Knight, ma resta per ora un rumor senza alcuna conferma ufficiale. Se dovesse concretizzarsi, il film potrebbe diventare l’occasione per raccontare qualcosa di più profondo: la fiducia (o la diffidenza) verso un’intelligenza non umana, tema quanto mai attuale.
Chi c’è dietro la macchina da presa
A produrre il progetto, insieme a Spyglass, sono Kelly McCormick e David Leitch con la loro etichetta 87North — la stessa firma dietro film come John Wick e Atomic Blonde. Il loro marchio di fabbrica è un action fisico, coreografato al millimetro, con un’attenzione quasi ossessiva per gli stunt pratici. Applicato a Knight Rider, potrebbe voler dire inseguimenti più adrenalinici e meno “cartoon”, pur restando fedeli allo spirito originale.
Il led rosso non si tocca
Ogni volta che si mette mano a un’icona degli anni ’80, il popolo della nostalgia si divide subito in due fazioni: chi sogna un cameo di Hasselhoff e chi teme che la Trans Am nera venga sostituita da un modello irriconoscibile pieno di product placement.
Una cosa, però, dovrebbe restare intoccabile: quel led rosso che scorre da un capo all’altro del muso dell’auto. Non è solo un dettaglio estetico, è la firma visiva di un’idea che ha attraversato quattro decenni — quella di un eroe solitario che riesce a fare la differenza grazie all’aiuto di una macchina più “umana” di molti villain in carne e ossa. Il progetto è ancora nelle fasi iniziali, senza cast ufficiale né data di uscita. Ma l’idea stessa di rivedere KITT sfrecciare su una strada buia, con quel led rosso e quella voce metallica, basta ad accendere qualcosa che va oltre la semplice curiosità da appassionati.
Se il trio di Cobra Kai riuscirà a ripetere con Supercar la stessa operazione fatta con Karate Kid, potremmo trovarci davanti a un nuovo capitolo capace di parlare sia a chi è cresciuto negli anni ’80 sia a chi, quell’epoca, la conosce solo attraverso YouTube e le citazioni pop.
La strada è appena iniziata. E questa volta sembra portare dritta verso il futuro (anche perchè per ora parliamo ancora di rumors).
