Home Disco & Dischi TOPO & ROBY – quando un robot incontra l’italo disco

TOPO & ROBY – quando un robot incontra l’italo disco

128
TOPO & ROBY
Sapete che la disco made in Italy è per me uno stile di vita, e in ormai diversi anni di articoli, vi ho raccontato numerose stranezze e curiosità a proposito.

Abbiamo infatti parlato di stravaganti progetti in cui c’erano modelli come frontman e cantanti che non uscivano in studio di registrazione (vedi il caso Den Harrow), oppure gruppi che mescolavano le voci bianche dei bambini alle sonorità dance come i Baby’s Gang.

Oggi un’altra chicca: un robot cantante! Il suo nome è Topo e insieme a Roby, stavolta una persona vera, è diventato una star internazionale grazie al brano “Under the Ice” del 1984.

Ma come mai si scelse proprio Topo? Iniziamo a dire che venne progettato nel 1983 dalla Androbot, un ramo della Atari. Pur nei limiti delle tecnologie dell’epoca, era in grado di muoversi e di eseguire compiti, e addirittura era dotato di sintesi vocale per relazionarsi con gli umani.

Da qui l’intuizione dei nostri produttori Italo Disco: far cantare un robot sarebbe stata una cosa mai vista per l’epoca e in più avrebbe dato visibilità al nuovo progetto della Androbot.

Così grazie ad Aldo Martinelli e Fabrizio Gatto nel 1983 nasce il progetto Topo & Roby, anche in questo caso la frontman non è la vocalist, la voce è ancora quella di Simona Zanini, che per tutti gli anni 80 ha preso parte a svariate produzioni dance. Topo invece fa sentire la sua voce, diciamo una serie di onomatopee che però si sposano bene con le sonorità dell’epoca: “Ha, oh, ha, eh, hu ” e ” Tudu tudu tudu tudu”.

 

Il testo racconta di un robot, la cui navicella spaziale si schianta accidentalmente sulla Terra lasciandolo sepolto sotto il ghiaccio del polo nord. Sembra per lui non ci sia nulla da fare, inizia a ricordare nostalgicamente le sue origini e manda dei segnali di soccorso finché degli umani lo tirano fuori e lo curano.

Il singolo diventa una hit internazionale e viene ballato in tutta Europa, in Italia e Francia scala le classifiche permettendogli di rimanere ancora oggi uno dei brani di culto della dance italiana.

Solo noi avremmo potuto avere un’idea del genere…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.