Nel Sottosopra: Come Stranger Things ha reinventato il racconto degli anni 80
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Descrizione
INTRODUZIONEQuesto libro non è una guida.Non è un'enciclopedia, non è un wiki, non è una raccolta di schede tecniche sugli episodi.Esistono già, per fortuna, risorse di quel tipo: accurate, aggiornate, gratuite, consultabili in qualsiasi momento da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. Non c'era bisogno di aggiungerne un'altra.Questo libro è invece un tentativo di capire qualcosa che le schede tecniche non spiegano: perché.Perché una serie televisiva ambientata in una piccola città immaginaria dell'Indiana negli anni Ottanta con i mostri,i walkie-talkie, le biciclette BMX e le cassette dei Clash ha toccato qualcosa di così profondo in così tante persone,in culture diverse, in momenti diversi della vita.Perché adulti di quarant'anni piangono per personaggi di tredici anni.Perché chi non ha vissuto gli anni Ottanta li ricorda ugualmente con una nostalgia precisa, fisica, quasi olfattiva.Perché la morte di un personaggio immaginario in una serie televisiva può far sentire davvero in lutto.Ho scritto questo libro come spettatore prima che come autore.L'ho scritto ricordando la prima volta che ho visto Stranger Things, quel caldo luglio del 2016 in cui era impossibile smettere di guardare, in cui ogni episodio finiva con quella musica e quei titoli e la certezza che il successivo avrebbe cambiato qualcosa e cercando di capire cosa stesse succedendo mentre guardavo.Non cosa stava succedendo nella trama.Cosa stava succedendo in me.Questo libro ha bisogno di lettori che abbiano già visto Stranger Things, possibilmente tutta Stranger Things inclusa la quinta stagione. Non perché chi non l'ha ancora vista non possa leggerlo, ma perché alcune delle cose più belle da dire su questa serie riguardano il finale, le morti, le risoluzioni e raccontarle senza averle vissute cambierebbe qualcosa nella qualità dell'esperienza.Se siete qui e non avete ancora finito la serie: andate a...