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Popcorn & Patatine

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Popcorn & Patatine
Dalla sceneggiata napoletana al nuovo cinema meridionale.

Eccessivo, esagerato, romantico, autentico e cafone, scostumato, violento e fetente, il cinema neomelodico, rielaborato criticamente come cinema ‘e cartone, è la rappresentazione dell’immagine “brutta”, del racconto popolare destinato agli ultimi, di un’epica antieroica meridionale.

Dalla sceneggiata di Mario Merola e Pino Mauro ai musicarelli di Nino D’Angelo, Carmelo Zappulla e Gigi D’Alessio fino ad arrivare al fenomeno Gomorra e alle parodie neomelodiche di Checco Zalone, il genere di cartone è contaminato e contaminante, viaggia in seconda classe analizzando gli aspetti di un’umanità socio-antropologicamente dimenticata e desiderosa di un’emancipazione sociale, culturale ed economica.

È il cinema delle marginalità, esteriori ed interiori, un percorso per troppo tempo lasciato in penombra malgrado le infinite connessioni e i numerosi rimandi tra vecchi e nuovi autori del cinema italiano.

Così parlò Bellavista, Scugnizzi, Mery per sempre, Tano da morire, L’imbalsamatore, L’uomo in più e tante altre opere si ritrovano finalmente all’interno di un’inedita genealogia melodrammatica da scoprire e approfondire; un genere anomalo, invisibile, che trova le sue radici nella cine-sceneggiata e nel cinema-canzone anni settanta e ottanta e che oggi, orienta i gusti e gli stili dell’immagine contemporanea.

GLI AUTORI:

Giuseppe Marco Albano è regista, sceneggiatore e produttore.
Vincitore del Nastro d’argento nel 2011 per il cortometraggio Stand by me e del David di Donatello 2015 per il cortometraggio Thriller.
Attualmente cura la regia del prestigioso Premio Tenco. Tra i riconoscimenti ricevuti, il Premio Massimo Troisi, La Medaglia d’oro UNESCO per il cinema e il Premio Rodolfo Valentino.

Renato Scatà è critico e ricercatore presso lo storico Filmstudio di Roma.
Tra le pubblicazioni, Sguardi sui Film Festival (Ed. Quaderni di CinemaSud, 2011), Speciale Francesco Rosi (Ed. Quaderni di CinemaSud, 2014), Mai più triste né solitario – Il cinema argentino di Osvaldo Soriano (Ed. Urbone – La Fronda, 2021).

Al sud siamo nati per non avere [dalla prefazione]

Questo genere cinematografico sottovalutato di cui vi occupate in questo saggio, questo cinema puveriello o ’e cartone, potrebbe essere il pretesto per un discorso molto più ampio sul meridione.

Noi del sud, siamo nati per non avere. In qualsiasi circostanza, è come se dovessimo chiedere sempre “scusa”.

Se uno come me ha successo, se una squadra come il Napoli vince uno scudetto, se apri un ristorante, se crei un brand importante, devi sempre giustificare qualcosa.
Al sud, se hai successo sei un miracolato oppure, in altri casi, c’è qualcosa di poco chiaro.
Questo cinema che canta, sempre maltrattato e nascosto, può servire oggi a guardare meglio il passato.

Mi viene in mente Mario Merola che è stato il capostipite del genere della cine-sceneggiata, uno dei fenomeni più importanti della Napoli del novecento, alle canzoni e ai
testi di Libero Bovio che erano presenti in quel cinema, alla poesia di Salvatore Di Giacomo e a tutto quel mondo scomparso pieno di umiltà e semplicità.

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