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40 ANNI DI SALTI CON JUMP DEI VAN HALEN

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Jump

40 ANNI DI SALTI CON JUMP DEI VAN HALEN

6 CURIOSITA’ CHE FORSE NON SAI SUL CELEBRE BRANO ROCK ANNI 80

Era la metà di gennaio del 1984 e veniva pubblicato in tutto il mondo uno degli album tra i più rappresentativi della storia del rock, per l’appunto 1984 dei Van Halen.

Questo sarà il primo vero successo commerciale per la band statunitense capitanata da Eddie Van Halen con oltre 10 milioni di copie vendute, che li porteranno a scalare le vette delle classifiche di molti paesi.

Il brano più iconico presente nel brano è Jump ed oggi vi racconteremo qualche curiosità sul mitico brano rock.

La versione originale

Il primo embrione di Jump, venne composto da Eddie Van Halen già nel 1981, ma agli altri membri della band inizialmente non piacque. Solo due anni più tardi, nel 1983 il loro produttore chiese a David Lee Rooth di provare a fare un testo per il brano. Poco dopo David venne ispirato dalla storia di un uomo che stava per suicidarsi gettandosi da un palazzo.

Un gruppo diviso

Jump è sicuramente il brano più famoso del gruppo, un successo commerciale e molto radiofonico, cosa non scontata per una band rock. Il compianto chitarrista Eddie imparò a suonare il pianoforte ancor prima della chitarra, ma quel Il famoso riff di synth divise il gruppo. Nel 1981 Eddie, dopo aver ascoltato il brano Kiss on my List di Hall & Oates decise di provare ad inserire un sintetizzatore in uno dei loro prossimi singoli. Il resto della band però voleva continuare con lo stile hard rock e il frontman David sosteneva che i fans non avrebbero capito quella scelta così azzardata. Eddie però voleva provarci a tutti i costi e sappiamo che la cosa si rileverà poi vincente, spaccando però la band, che nel 1985 perderà il leader Lee Rooth.

Il Significato

Jump ci invita davvero a saltare e ncoraggia le persone a rischiare e ad essere coraggiose. Per quanto la vita possa essere difficile, bisogna trovare il coraggio di andare avanti e di essere padroni del proprio futuro. Esorta gli ascoltatori a prendersi cura di sé e a fare un salto nella direzione dei propri sogni e desideri. Il ritornello della canzone ripete i versi: “Might as well jump, go ahead and jump”, sottolineando che non possiamo stare fermi nella vita, ma che dovremmo invece saltare coraggiosamente verso l’ignoto.

Il Video Musicale

Anche il video musicale di Jump divenne un punto di riferimento per decine di registi di Video Clip. Il budget per la realizzazione era veramente limitato e si decise così di riprendere la band durante una loro finta esibizione. Vennero filmati con una pellicola da 8 millimetri e il tutto venne poi tagliato e montato, inserendo alcuni momenti divertenti in cui la musica è slegata dal video. Il famoso salto di David Lee Roth a rallentatore diventerà uno standard per moltissime band rock ed Heavy Metal degli anni ’80. Il Video riceve tre candidature agli MTV Video Music Awards vincendo nella categoria Best Stage Performance Video. Di seguito un video del Backstage!!!

La cover Eurobeat

Nel 1989 l’italiana Asia Records realizza per il mercato giapponese una cover di Jump in stile eurobeat con gli progetto Eskimo. Il synth che veniva spesso utilizzato nelle produzioni dance anni 80, è perfetto in questo rifacimento con BPM elevati.

Anche gli Aztec Camera realizzano una versione acustica di Jump, con voce chitarra e pochi altri strumenti. Per gli amanti della musica da camera non posso non consigliare la versione di un grande della musica Paul Anka. E vi ricordate la Crazy Frog? Quella delle suonerie, ebbene anche la rana pazza nel 2005 condirà la canzone coi suoi suoni computerizzati.

Un Inno

Il brano diventato iconico, verrà utilizzato negli anni nei modi più disparati, Steven Spielberg lo scelse per la colonna sonora del film Ready Player One e lo ritroviamo in altre pellicole come Cattivissimo me 3, Sing, Herbie il super maggiolino. Nello sport viene usato dall’A.C. Milan quando segna un gol nello stadio di casa, il San Siro e all’entrata in campo dei giocatori della Lazio per il riscaldamento allo Stadio Olimpico di Roma.

Jump, è stato un vero e proprio salto per i Van Halen, una sfida, un tentativo folle che li porterà alla gloria eterna, un brano che scalerà le classifiche di mezzo mondo, diventando un evergreen intergenerazionale.

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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

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