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I raccontastorie

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I raccontastorie

Credo che il mio voler essere un attore e doppiatore nasca da bimbetto. Davo voce ai miei giocattoli, facevo i suoni dei robot quando giocavo, andavo spesso al cinema con le mie all’epoca giovani zie (almeno una volta a settimana). E ascoltavo un sacco di fiabe.
Se negli anni 70 sono cresciuto con i 45 giri de “Le Fiabe Sonore” e i loro libri, gli anni 80 mi hanno segnato ed accompagnato le musicassette e i fascicoli settimanali de
I Raccontastorie”.
Che meraviglia.
Ricordo come fosse oggi l’emozione di quando aprii la confezione del primo numero, la copertina blu e quella buffa strega col gatto spaventato. Inserita la cassetta cominciò la sigla, un motivetto che mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita.

Furono tanti i personaggi narrati in queste fiabe cui, negli anni, tutti noi lettori ed ascoltatori ci affezionammo.
Il giullare Mingherlino, Bastoncello col suo ragno nel cappello Abigaille, Angelo Perfetti, Gobbolino
Senza dimenticare le fiabe classiche, le filastrocche, le poesie.
Il tutto accompagnato da illustrazioni sempre differenti, a volte fumettistiche, altre davvero artistiche.

Ma quello che colpiva di più erano le voci. Quelle voci.
Molti erano di attori famosi che venivano dal cinema e dal teatro come Oreste Lionello, Gastone Moschin, Mariangela Melato, Paolo Poli. Senza dimenticare Giorgio Gaber, Ottavia Piccolo, Lella Costa, Milena Vukotic e tantissimi altri.

Quel loro modo di raccontare, accompagnarci nelle storie fra musiche ed effetti. Il loro caratterizzare le voci, creare atmosfera cambiando intonazioni, pause che aumentavano la tensione.

i raccontastorie
i raccontastorie

Insomma per un bimbetto come me cresciuto fra cinema, passione per il teatro e la tv era un vero paradiso.
Adoravo ascoltare “Pina Fantozzi” che mi narrava le avventure dell’ometto di panpepato, o “Woody Allen” che mi illustrava le avventure di un bimbo a cui crescevano le ali.

E’ successo che toccasse a me, anni dopo, di dover leggere fiabe in studio per altre collane di bambini. Cercando di ritrovare quelle atmosfere che ero solito ascoltare io, immergendomi in un mondo fatato.

Ma soprattutto aver avuto la fortuna e il piacere di lavorare con alcune delle voci di questa mitica raccolta.
Pensare di essermi appassionato a questo lavoro anche grazie a quelle fiabe, ed avere il giullare Mingherlino che mi dirigeva in studio facendomi i complimenti.

Tornando ai Raccontastorie, come spesso accade, col passare del tempo hanno iniziato ad acquistare un certo valore fra i collezionisti. La collezione completa di queste favole può raggiungere cifre ragguardevoli.

Vi sono anche diversi siti che raccolgono tutte le fiabe che si possono scaricare in mp3, avendo la possibilità di leggere e guardare le illustrazioni degli albi direttamente sul web (www.oasidelleanime.com/minisiti/raccontastorie/index.htm).

Ovviamente anche i social network non hanno dimenticato le avventure di Aldo in Arcadia e gli altri personaggi.
Infatti vi è la pagina fan su facebook (www.facebook.com/I-Raccontastorie-i-Cera-una-volta-Fiabe-Sonore-Degli-ANNI-80-126160920787511/?fref=ts).
Senza ovviamente scomodare Youtube, dove sono presenti tutte le fiabe in diversi video.

Raccontastorie collezione
Raccontastorie collezione su Ebay

Se qualcuno di voi, andando a scavare nelle vecchie cantine di famiglia, dovesse scoprire di possedere i due albi rilegati e la valigetta rossa con le cassette, sappia che possiede un vero tesoro.

E la mia invidia.
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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.

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