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Il mio Natale anni 80

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Il mio Natale anni 80

Uno dei ricordi più forti che ho riguardo il Natale da piccolo, essendo vissuto in un paesino, è quello del più grande negozio di giocattoli della mia zona. Pur essendo un colorificio, con tutti gli attrezzi più adatti a questo lavoro, trattava anche tessuti ma soprattutto giocattoli. Decine. Centinaia. Migliaia.

La vetrina grande, solitamente adibita a illustrare pennelli e secchi di vernice, si colorava vivacemente in corrispondenza di due eventi precisi: il Carnevale (con manichini vestiti con i costumi più alla moda) e il Natale, quando alberi e giocattoli riempivano di immaginazioni e sogni noi bambini. Il piano interrato del negozio, a cui si accedeva da una stretta scala, era un autentico paradiso.

Micronauti
Micronauti

Gli scaffali di questo piano interrato traboccavano di meraviglie.
Negli anni 70 i non plus ultra per noi maschietti erano ovviamente i personaggi di Guerre Stellari, i Micronauti, i robottoni della tv e soprattutto Big Jim. Negli anni 80 Big Jim rimaneva un must, cui si aggiunsero nuovi personaggi tratti dai cartoni e dai telefilm televisivi ma soprattutto arrivarono i Masters Of The Universe capitanati da He-Man e Skeletor, i loro amici e tantissimi accessori da farci impazzire.

Masters of the universe
Masters of the universe

Sul finire degli anni 80 molti di questi giocattoli vennero sostituiti dalle macchine radiocomandate pronte a correre su qualsiasi percorso, dalle micromachine, dagli exogini e dagli schiacciapensieri, i primi videogiochi portatili. Tutti giocattoli che erano illustrati in quella che era una autentica bibbia per tutti noi, un vero modo per istigare i nostri desideri e le nostre voglie: il catalogo della Gig!

Catalogo Gig
Catalogo Gig

Verso fine novembre, in negozio arrivavano i cataloghi che venivano letteralmente divorati da tutti noi, con buona pace dei nostri genitori costretti a subire i numerosi dettagli entusiasti su questo o quel giocattolo, le meraviglie in uscita con descrizioni incredibili e l’autentica genuina ammirazione verso i nuovi prodotti che portavano quello che oggi potremmo definire “hype a mille!”

Quando vedevo i miei genitori fare rotta verso questo negozio, catalogo in mano, io sapevo che qualcosa sarebbe arrivato sotto l’albero, nonostante i loro ingenui tentativi di dissimulazione:

“Sai sono per cugino…”
“Compriamo un regalo per il figlio di…”
“Ti pare che si vada a comprare i regali assieme a te?”

E per confermare la cosa, venivo di solito ammansito con una scatolina di Lego o un personaggio Playmobil. Giusto a tenermi buono, visto che l’enorme scatola con l’aereo spaziale di Big Jim su cui avevo puntato gli occhi da mesi e che vedevo entrare nel bagagliaio mi aveva aperto il cuore di speranze. Perché anche fosse stato davvero il regalo per il figlio dell’amico del lavoro, per fare bella figura con me cosa avrebbero dovuto fare?

Big Jim Spaziale
Big Jim Spaziale

Nove volte su dieci, ovviamente, quel pacco finiva sotto il mio albero e mi veniva consegnato con tanto di sorriso furbo da parte della mamma con parole tipo “Hai visto? Non te l’aspettavi eh?…” Sì sì mamma, certo, come no!

Ovviamente stavo a questa recita di meraviglia e stupore, mentre scartavo l’enorme pacco e mi pregustavo lunghe storie coi miei personaggi preferiti. Avevo questo strano rito in cui mettevo in fila, sul pavimento, tutti i giocattoli nuovi, come se fossero ancora nella vetrina del colorificio del paese. Li guardavo con ammirazione e con rispetto.

Poi sceglievo, piano piano, i ruoli di ognuno di questi nelle nuove avventure che mi apprestavo a vivere. L’altro rito era invitare il mio migliore amico, nonché vicino di casa, facendogli portare i suoi giocattoli nuovi (quelli che poteva far uscire di casa) che molte volte combaciavano perfettamente con quelli da me ricevuti:

se io avevo ricevuto il Big Jim agente segreto con le facce nella valigia, lui aveva ricevuto Boris, il super cattivo.

Big Jim Agente Segreto
Big Jim Agente Segreto

se alla mia collezione di Masters si erano aggiunti l’He Man con la corazza che si rompeva e il mezzo cingolato, alla sua si erano aggiunti Mer Man e il mezzo corazzato con le punte rotanti.
In pratica non si litigava mai, non si rischiavano i doppioni e ci si scambiavano i personaggi durante i nostri pomeriggi assieme.

Dove invece i miei genitori mi fregavano sempre era l’epifania, perché i regali più belli ed inaspettati arrivavano la notte della Befana.

Ma questa è un’altra storia…

Buon Natale!

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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.