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LE COVER ITALO DISCO – 1 parte

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L’italo disco è stata e sarà sempre un punto di riferimento per la musica mondiale, anche se da molti viene considerata trash, spesso sottovalutata, ma è stata indubbiamente un fenomeno mondiale e sta avendo una nuova vita proprio negli ultimi anni.

Per testimoniare la forte impronta internazionale della dance made in Italy, ho deciso di parlarvi di Cover Italo, perchè negli anni 80 sono uscite decine di Cover dance di brani super famosi, spaziando dal funky, al pop, al rock, insomma preparatevi perchè oggi non si parla solo di dance, ma di storia della musica.

L’italo disco, deriva da un mix di Disco Music, Elettronica, Funky e quindi iniziamo dalle “origini”.

Sono uscite infatti molte cover di brani disco anni 70 come ad esempio Let’s Groove dei Earth Wind and Fire, infatti nel 1987 esce un rifacimento sotto nome Fire Project e nello stesso anno, King Kong ci propone una versione italo disco di Don’t let me be misunderstood dei Santa Esmeralda.

Continuando con la Discomusic abbiamo i Destination con You and I, ovvia ispirazione con i Delegation! E poi anche 5 o’ clock di Indianapolis cover dei Village People.

Forse il pezzo che ha venduto di più nel mondo, quasi 100 milioni di copie, Born to be Alive di Patrick Hernandez, anche lui coverizzato da Frank Raja. Altra cover da ricordare è Sunny, brano dei Boney M, rifatto in versione più dance dalla Cricket’s Band nel 1988.

Tra i capisaldi della dance mondiale c’è pure Giorgio Moroder, omaggiato nel 1983 dalla Zanza Records che fa uscire una versione molto fedele all’originale di From Here to Eternity.

Ricordate “Please don’t go” di KC and Sunshine Band?
Si, negli anni 90 spopolò la versione di Double you, ma nel 1985 la Many Records fa uscire un pezzo davvero bello, l’artista si chiamava Digital Game e rispetto all’originale, troviamo suoni più elettronici, ma che riescono a mantenere tutto l’aspetto romantico di questa canzone.

Ci sono delle cover interessanti anche riguardanti la musica italiana, ad esempio nel 1977 Battisti pubblicava una versione inglese della Canzone del Sole (The Sun Song) e nel 1985 con il nome Garage, esce una versione molto reggae di uno dei brani pìù iconici di Lucio.

Interessante anche la cover di Jesahel dei Delirium del 1988 dove grazie a Key West viene proposto un pezzo molto fedele all’originale, ma con un sound arabeggiante.

Ken Laszlo, uno dei simboli della italo disco, sul finire degli anni 80 ha realizzato una versione inglese di Madame di Renato Zero come solo lui sa fare, il ritmo è simile all’originale, ma l’arrangiamento è in vero stile dance italiana, davvero un super pezzo.

Andiamo ora su dei classici italo, cover e remix che sono diventati pezzi di culto, non possiamo dimenticare I Pink Project, con Disco Project del 1983, brano che ha spopolato in tutta Europa con un Medley di Mammagamma e The Wall, un vero tormentone.

Dello stesso ramo sono Der Da Da Da, sempre dei Disco Project, mix stavolta di Da Da Da e Der Kommissar.

Ultimo remixone per oggi è quello dei P4F, che nel 1987 combinano assieme Relax dei Duran Duran e Le Freak degli Chic. Successo non solo in Italia, ma in vari paesi d’Europa.

Questa è solo la prima parte, oggi siamo passati dalla disco music, alla musica italiana, per finire su grandi successi italo disco.

A breve nuovi brani non solo per appassionati come me, ma che spero possano appassionare altri a questo fantastico genere tutto italiano.

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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

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