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Lupo Solitario, Librigame e Joe Dever

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Lupo Solitario

Non so per le femminucce, ma per i maschietti arriva sempre il momento in cui i giochi iniziano ad essere stretti, in quella fase adolescenziale chiamata pubertà.
Si inizia ad essere interessati al gentil sesso, si comincia a fare compagnia con tanti amici, ma rimane sempre un po’ di attrazione verso il gioco che si cerca, molte volte, di mantenere nascosto.
Ora ci sono i videogame, le consolle e simili.
Quando eravamo ragazzini noi, negli anni 80, tolte poche eccezioni la maggior parte dei giochi che noi reputavamo “da grandi” erano quelli di società.
Che usavamo molto, fin da piccoli. Ma che da adolescente ti facevano sentire meno “bambino”, con quel senso di ingenua vergogna nel pensare ancora a Big Jim o ai Micronauti e la voglia di evasione ludica.
Verso la fine di quel decennio molti di noi scoprirono l’affascinante mondo dei “giochi di ruolo” che era un qualcosa che andava oltre la semplice serata a Risiko o Monopoli.
Era aggregazione, fantasia, divertimento e gioco in libertà.
Parallelamente ai vari D&D e Tunnel&Troll arrivarono prepotentemente in casa nostra i librigame, una fantastica invenzione in cui un semplice libro poteva essere letto e riletto più volte con riscontri sempre differenti.

librogameVi era la collana horror, quella di avventura di fantascienza e, senza alcun dubbio, quella più famosa e richiesta: la collana fantasy.
E su tutti svettava Lupo Solitario.
Il ricordo più bello era poter portare avanti le proprie avventure e condividerle con gli amici, scambiarci i libri, suggerire trucchetti e fantasticare su quelle trame che, inevitabilmente, portavamo anche nei giochi di ruolo in compagnia.
Soprattutto la bellezza di trovare i libri in cartoleria, quelle copertine disegnate magistralmente, i colori con cui si differenziavano le varie collane, le fascette colorate con il logo che tanto ci facevano sognare.
C’è chi ha continuato a giocare di ruolo, amici che hanno fatto della loro passione persino un lavoro, altri che hanno creato e prodotto dei loro giochi di ruolo per case editrici varie. Chi è passato ad altro tipo di giochi, sempre più complessi descrittivi e, diciamolo pure, costosi (!!!).
Non c’è fiera del fumetto, comics che sia che non abbia una sua sezione molto seguita ed affollata di GdR e simili.
Ma il fascino che esercita ancora oggi Lupo Solitario credo sia ineguagliabile.
Con quelle sue ambientazioni molto tolkeniane di terre fantastiche e popoli variopinti, battaglie e scelte che potevano portarti avanti nel gioco oppure, molto spesso, uccidere il tuo personaggio “costringendoti” a ricominciare da capo dovendo, poi, ricordare quale sentiero prendere (a destra o a sinistra) per non morire nuovamente e proseguire l’avventura.
Perché alla fine eri tu quello che comandava il gioco. Erano le tue scelte quelle che ti permettevano di proseguire.

joe-deverPochi giorni fa è mancato Joe Dever, ex tecnico audio al servizio di personaggi come Frank Zappa e Peter Gabriel e soprattutto lo scrittore ed inventore di Lupo Solitario ed altre avventure.
Colui che portò effettivamente, almeno in Italia, i librigame alla ribalta grazie proprio alla sua creatura più famosa.
Qualche anno fa, assieme ai miei soci Joey Tassello e Ozzo, cominciammo a portare la serie Lupo Solitario sul web, interpretando, musicando e disegnando ex novo la prima avventura.
Forse un giorno riprenderemo mano a questo progetto.
Intanto divertitevi.
E grazie di tutto, Joe.

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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.

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