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Mega Salvi Show

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Mega Salvi Show
Negli anni ’80 ero veramente ossessionato da Francesco Salvi, che era (e lo è ancora) uno dei miei comici italiani preferiti.

Apparso con un personaggio (“Neuro”) che conteneva già tutto il suo umorismo in Fracchia la Belva Umana, accolto con successo nel Drive-In di Antonio Ricci, dove comunque i suoi personaggi non erano l’attrazione principale, nel 1988 ottenne un po’ a sorpresa uno spazio tutto suo, in seconda serata su Italia 1 dalle 23 alle 23.15 (e in replica la mattina alle 6.00). Per quella stagione e la successiva andò così in onda il Mega Salvi Show, la vera apoteosi del programma demenziale.

è difficile descrivere il Mega Salvi e viene da chiedersi quale produttore abbia approvato un palinsesto di soli quindici minuti, composto da un susseguirsi caotico di gag fulminanti, che duravano da una manciata di secondi ad un massimo di due e tre minuti e spesso ripetute quasi identiche. Un format decisamente originale e coraggioso per quegli anni, ma che fu premiato con un successo al di là di ogni aspettativa. Salvi proponeva una serie di personaggi surreali, certi inventati, altri che erano parodie di persone reali, più o meno celebri.

Molti si ricorderanno sicuramente dello Zio Pino, i Budini Molly Diesel, Francesco da Assisi, le televendite, il capo della gang mafiosa, il professor Karlapratolato e naturalmente i miei preferiti: Matteo, Categorico e altri piccoli giocattoli che facevano i salti mortali (“Brau Mateu, fa il saltino Mateu”, incitava Salvi) in un contesto completamente assurdo e senza una logica precisa.

Tutti i personaggi di Salvi diventarono dei veri e propri tormentoni (tanto da creare un album di figurine) e il suo linguaggio è stato subito adottato dai giovani degli anni ’80: dal lupo “che una volta andava via come il pane, adesso el va no” all’Amaro Qualunque, “l’amaro per l’uomo inutile”.

La popolarità di Francesco Salvi fu tale da portarlo addirittura sul palco di Sanremo, dopo aver fatto ballare tutte le discoteche con la sigla del Mega Salvi Show, una delle sue canzoni più famose: “C’è da spostare una macchina” che verrà poi inclusa nel suo primo album: “Megasalvi“.

Vi saluto come avrebbe fatto lui: “ciao e basta! ciao sì, ma… e basta! saluto a tutti tranne che a Illo! perché Illo ha fatto appelloso (e basta!)”.

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