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Omicidio a luci rosse

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Omicidio a luci rosse (Body Double) – 1984 di Brian De Palma.

Un film in stile Hitchcockiano, realizzato da un grande regista, con delle scene tecnicamente perfette, uno dei miei preferiti degli anni 80.

Un attore di B-movie (Craig Wasson) si invaghisce di una vicina mora e sensuale (Deborah Shelton) che verrà uccisa per mano di un misterioso figuro vestito da indiano. Improvvisatosi detective, il protagonista si ricicla come pornoattore per indagare meglio su alcuni contatti tra la defunta vicina e una hot star di nome Holly Body (Melanie Griffith).

Omaggio ai classici del thriller a sfondo sessuale, rimpolpati ai tempi dell’AIDS e della pornografia industrializzata, Omicidio a luci rosse è uno dei lavori più ispirati di Brian De Palma, che unisce una tensione narrativa e un taglio di regia ancora oggi moderna.

Il film omaggia “La finestra sul cortile” di di Alfred Hitchcock, con il protagonista che osserva con il suo teleobiettivo l’edificio di fronte e assiste a un omicidio.

Il ritmo viene un pò perso con l’avanzare della pellicola, ma tieni incollato lo spettatore fino alla fine, un pò grazie agli attori, in primisi Melanie Griffith, a suo agio nei panni di una pornostar e al sottovalutato protagonista Craig Wasson.

Il regista include nel film il cameo dei Frankie Goes to Hollywood che esegue la hit Relax, della quale firma anche una versione del videoclip musicale. Il brano si prestava a giocare ironicamente con l’atmosfera iconoclasta del film.

All’uscita il film fu pesantemente criticato, sia per i continui rimandi ai film di Alfred Hitchcock, sia per gli elementi controversi che conteneva, dal sesso alla violenza visiva.

Il film rimane uno dei più interessanti thriller degli anni 80, oggi assolutamente da rivalutare.

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