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Sophie Marceau, il tempo delle mele è finito

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il tempo delle mele

Per noi lei resterà sempre la dolce Vic (Victoire Berreton): caschetto castano, jeans e walkman, così carina da sembrare disegnata da chissà quale, talentuoso fumettista. La teenager che nel bel mezzo di una festa, anziché abbracciata, viene “incuffiata” dal suo Mathieu: in un attimo, ai ritmi sfrenati e “danzerecci” del party si sostituisce la mitica Reality di Richard Sanders. Ebbene, chi poteva immaginare che quella ragazzetta stretta al suo boyfriend (anzi, ‘petit copain’) e a un bicchiere di limonata, sulle note della colonna sonora de Il Tempo delle Mele, un giorno avrebbe dato prova di un impegno civile assai raro nello show business?

È una vera lezione quella che ci viene da Sophie Marceau, da oltre trent’anni la fidanzatina di Francia. Lei, che è stata il simbolo di un Paese gioioso e benestante, governato dal buon vecchio Mitterand, oggi dà l’ennesima dimostrazione di grinta e senso civico. Per chi non se ne fosse accorto, durante la sua luminosa carriera Sophie si è più volte battuta per la tutela dei diritti umani, sfruttando la propria notorietà per sensibilizzare il pubblico su questioni legate all’ambiente e alla difesa dei deboli.

Giovedì scorso l’attrice ha destato clamore in tutto il mondo, rifiutando pubblicamente la Legion d’Onore, la massima onorificenza riconosciuta dal governo francese ogni anno ad illustri personalità. Sophie non ha dato adito a fraintendimenti, spiegando lei stessa via Twitter le ragioni che l’hanno spinta al “gran rifiuto” (in Francia la Legion d’Onore è il riconoscimento più ambito): proprio quest’anno la Legione è andata anche a Mohammed ben Nayef, il principe ereditario saudita. Che può vantare, solo per il 2015, su ben 154 esecuzioni capitali nel suo Paese. E’ come se la coriacea Sophie avesse gridato a gran voce: «Non voglio un premio offerto anche a un boia, e non mi presto alla vostra pagliacciata. Io non ci sto».

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Sophie Marceau oggi

L’atto dimostrativo della 49enne attrice non solo ha richiamato l’attenzione su un tema delicato come la pena di morte nei Paesi mediorientali, ma ha squarciato un velo di ipocrisia. Il sito di Causette – un mensile politico femminile francese – il giorno dopo lo scandalo ha infatti rivelato che è stato lo stesso principe saudita, attraverso il proprio ministro dell’interno, a richiedere espressamente la Legion d’Onore. Uno scoop che ha suscitato un’ondata pubblica di indignazione, dovuta al fatto che il presidente francese Francois Hollande non ha battuto ciglio, soddisfacendo tempestivo la regale pretesa. Certo, in ballo ci sono la Ragion di Stato e forti interessi economici: ma i francesi su queste cose non transigono.

Questo episodio ci dice insomma che anche in Francia il tempo delle mele è finito: ora siamo al tempo delle grane… Ma la determinazione e la coerenza di Sophie Marceau ci ricordano che c’è modo e modo di affrontarle.

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