Dimenticate ogni confronto: Una Pallottola Spuntata non è un remake pedissequo, ma un sequel‑revival che rispetta la leggenda di Leslie Nielsen senza volerla emulare.
Liam Neeson veste i panni di Frank Drebin Jr., figlio (e perfetta eredità) del celebre tenente, incarnando un poliziotto rigoroso e totalmente ignaro del caos che lo circonda.
Con una trama spassosamente assurda, Drebin Jr. si trova a smascherare Richard Cane (Danny Huston), un magnate tecnologico che vuole riportare l’umanità a uno stadio primordiale con un piano chiamato P.L.O.T. (Primordial Law of Toughness). Il ritmo è serratissimo: appena 85 minuti, condensati in gag uno dietro l’altro senza cedimenti.
Pamela Anderson, nei panni della femme fatale Beth Davenport, è sorprendente: il suo personaggio non è solo eye candy, ma una presenza vivace, ironica e auto‑cosciente che affianca Neeson con tempismo comico perfetto.
La regia di Akiva Schaffer, co-autore del soggetto insieme a Dan Gregor e Doug Mand, mantiene l’equilibrio tra parodia retrò e humour moderno. Il suo stile da The Lonely Island emerge in gag visive volutamente grossolane e in un end‑credits memorabile cantato da Neeson.
Punti di forza principali
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La comicità pura: battute elementari e demenziali ma irresistibili: più sono stupide, più fanno ridere.
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L’autoironia di Neeson: finalmente libero dal serio cliché da action star, si diverte in un ruolo che lo libera dalle catene del dramma.
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Il cast funzionale: oltre ai protagonisti, Paul Walter Hauser, Kevin Durand e CCH Pounder compongono una squadra comica variegata, anche se alcuni personaggi rimangono meno sfruttati.
Qualche nota critica
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Il film rallenta nella seconda metà, quando la trama prende il sopravvento sulle gag più frequenti, diminuendo la scintilla iniziale.
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Alcuni personaggi rimangono marginali e non sempre all’altezza del potenziale comico di un cast così ricco.
Questa nuova Pallottola Spuntata è molto più di un revival: è una celebrazione della commedia slapstick che mescola nostalgia e freschezza. Neeson non imita Nielsen, ma lo onora creando un personaggio a sé stante, rigorosamente serio per esaltare il senso dell’assurdo. Se siete alla ricerca di risate a denti stretti e di un classico estivo senza pensieri, questo reboot è una scommessa vinta.

