Home Videogiochi Le sale giochi anni 80: L’arrivo delle coin’op

Le sale giochi anni 80: L’arrivo delle coin’op

439
CONDIVIDI
sale giochi anni 80

L’arrivo delle coin’op (i giochi cabinati)
Macchine funzionanti a gettoni (coin operated) che hanno rappresentato l’epoca dei pionieri della storia videoludica e col tempo si sono evolute, restando per molti anni il riferimento più importante se si voleva saggiare con mano il videogame più bello e potente del momento. Le versioni per console da casa erano solo conversioni più o meno fedeli all’originale, che rimaneva comunque inarrivabile.
Da lì il passo fu breve, ed arrivarono le costose macchine nipponiche della Sega, videogiochi mastodontici che riproducevano moto, auto ed aerei.


Le “Sale Giochi”

Cabinati anni 80

Un tempo fumoso regno di biliardi e flipper popolato solo da adulti nullafacenti (a Roma ancora oggi si chiamano bische), vennero invase da queste diavolerie elettroniche nippo-americane che facevano beep-beep e waka-waka, fagocitavano monetine molto più in fretta di qualsiasi altra cosa.
Noi, in zona (quartiere Alberone – Roma), avevamo almeno cinque Bische dove intrufolarci quando facevamo sega (al nord “marinare”) a scuola e andare a sentirci grandi in mezzo ai bulli del quartiere. Il passo dal videogame al ping pong e dal ping pong al biliardo fu molto breve. Il rischio però era il solito: vedere cose che non dovevi vedere o tua madre che veniva a pistarti (trad.: picchiarti) davanti a tutti, facendoti fare un enorme balzo indietro nella gerarchia dei “fichetti da strada” che con tanta fatica pensavi d’aver scalato.
Verso la fine degli anni Ottanta la sfida tra le sale da giochi e gli Home Games entrerà nel vivo.
Le console da casa si faranno sempre più performanti e conquisteranno i più ampi spazi di mercato, le sale giochi arretreranno e perderanno la loro centralità nell’industria dell’intrattenimento fino a ridursi a posti bui, mal frequentati e non ben definiti.

Il ricordo di alcuni Games
Scontato parlarvi dei vari Pac-man o Ghost & Goblins e tanti altri, vi accennerò a quelli che io, in quanto autore dell’articolo, poco arbitrariamente ho scelto di ricordare per questa occasione, prendendo anche spunto dal secondo volume del mio libro “I miei anni ’80”.

Bomb Jack
Bomb Jack è un videogame Arcade rilasciato dalla Nintendo nel 1987. Il protagonista del gioco si chiama Jack e dovrà attraversare 16 livelli della piramide che compongono il gioco. Questo gioco arriva nelle sale giochi negli anni ottanta. Diventerà in breve tempo un Classico.

Buggy Boy
Noto anche come Speed Buggy, Buggy Boy è un fortunato gioco di guida prodotto dalla Tatsumi nel 1985. Scopo del gioco è percorrere i cinque tracciati disponibili nel minor tempo possibile. Ogni percorso è suddiviso in cinque tappe (o giri) ognuno disseminato di ostacoli di tutti i tipi. Si va dalle rocce ai muri che sbarrano la strada, dagli alberi ai ponti e ai tunnel. Non mancano poi ostacoli particolari che non impediscono alla vostra vettura di proseguire ma ne modificano il comportamento, facendola saltare o procedere su due ruote. Esistono poi una discreta serie di bonus, come cancelli che forniscono tempo extra, o bandierine da raccogliere in un certo ordine per accumulare più punti. Particolarmente divertenti i palloni da “calciare” lontano.

Burger Time
Un arcade giapponese (1982) creato dalla Data East Corporation. In Giappone, il gioco fu dapprima intitolato Hamburger, ma fu poi rinominato BurgerTime prima di essere introdotto negli USA. Il videogioco pone il giocatore nei panni dello chef “Peter Pepper”, il quale deve far precipitare su dei vassoi, camminandovi sopra, gli strati che compongono vari hamburger, evitando nel contempo i personaggi che gli danno la caccia all’interno del labirinto. Il gioco fu abbastanza popolare in ambito arcade. Le due versioni del gioco possono essere distinte dal nome del produttore nei titoli di presentazione sullo schermo. Lo scenario è composto da scale su cui giacciono degli enormi strati di hamburger (pane, carne tritata, pomodori, lattuga e formaggio). Gli strati sono sistemati verticalmente, cosicché possono cadere direttamente l’uno sull’altro. Lo scopo del giocatore è di ultimare gli hamburger tramite il controllo dello chef, che dovrà camminare al di sopra dei predetti strati. Quando il giocatore ha calpestato l’intero strato, questi precipita al piano sottostante. Se quest’ultimo è occupato da un altro strato, questi a sua volta cade al livello inferiore. Quando tutti gli strati degli hamburger saranno giunti nel vassoio posto al di sotto, l’hamburger è completo. Allorché tutti gli hamburger sono ultimati, si supera il livello. La via più rapida per completare un hamburger è di far precipitare lo strato più in alto (il pane) con un nemico posizionato sopra. Ogni livello diventa sempre più difficile, con più nemici e con labirinti più impegnativi, in cui lo chef può rimanere facilmente intrappolato in un angolo ed ha maggiori difficoltà a raggiungere gli strati degli hamburger.

Firefox
È per un singolo giocatore. Un arcade game a dischi laser basato sull’omonimo film del 1982 con Clint Eastwood. Prodotto nel 1984 è stato l’unico gioco laserdisc di Atari. Come i precedenti giochi di Atari Star Wars e Impero colpisce ancora, Firefox è stato creato con un cabinet che dava la possibilità di sedersi ed immergersi totalmente nelle atmosfere del film. Per sviluppare il filmato laserdisc, i due sviluppatori, Mike Hally e Moe Shore, hanno passato al setaccio migliaia di riprese del film, per un totale di circa 30 ore. La maggior parte del filmato risultante sono i colpi in prima persona girati dagli elicotteri che volano sopra la Groenlandia e la Scandinavia. Epico e raro per l’epoca.

Vanguard
Vanguard, il gioco dei vermoni spaziali. Il mito della serie sparatutto, un capolavoro di grafica e giocabilità, con i fantastici vermoni spaziali come ultimo avversario e una colonna sonora che sembrava uscita da “Guerre stellari” davvero evocativa. L’evoluzione della specie: l’azione si sviluppa orizzontalmente, e ora le navicelle si spostano sia da sinistra verso destra, anziché dall’alto in basso. Aumenta anche la capacità di manovra degli alieni, e l’azione è più frenetica. Inoltre è stato uno dei primi giochi dotati di sintesi vocale. Vanguard era caratterizzato da un originale sistema di comando, costituito da un Joystick e quattro pulsanti di fuoco, corrispondenti alle direzioni ortogonali in cui poteva sparare il veicolo del giocatore.

CONDIVIDI
Articolo precedente30 anni di “Touch Me”
Articolo successivoDynasty torna in Tv dopo 30 anni
Mirco Delle Cese
Mirco Delle Cese è nato a Roma (1972), è appassionato collezionista e cultore del mondo dei media, dei fumetti, dell’animazione e della cinematografia dei decenni ‘70, ‘80 e ‘90. Nel 2007 ha partecipato in veste di giurato alla prima edizione del Roma Fiction Fest. Ha pubblicato un articolo sul Batman di Grant Morrison e collaborato ad altri articoli per riviste di settore. Di recente ha scritto la sceneggiatura teatrale dal titolo “Portineria Zorro”. Ed è da poco in libreria con un saggio dal titolo “I miei anni ’80 vol.1”, il primo di due volumi dedicati interamente alla decade dell’ultima rivoluzione! Attualmente è in forza al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco come vigile coordinatore.