Matteo Redigolo
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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

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Baby Records: Mixage degli anni 80!

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Fondata nel 1974 a Milano da Freddy Naggiar, la Baby Records è stata una delle etichette discografiche italiane più importanti degli anni ’80, riuscendo a imporsi sul mercato internazionale grazie a un mix vincente di Italo Disco, pop commerciale e compilation di grande successo.

Negli anni, Baby Records ha saputo costruire un’identità sonora precisa, puntando su produzioni innovative e su artisti che avrebbero lasciato il segno nella musica dance e pop dell’epoca.

Inizialmente, Naggiar firmò un contratto di distribuzione con la Yep che già nel 1975 ottenne un successo da hit parade con Tornerò dei Santo California.

L’etichetta poi decise di puntare sulla musica dance e iniziarono ad uscire i primi LP ispirati al Munich Sound, ma anche si dava spazio ad artisti storici come i Ricchi e Poveri e a quelli emergenti come Enzo Ghinazzi, Pupo che negli anni successivi avrebbe portato molta fortuna alla Baby.

Gli anni ’80: il dominio dell’Italo Disco e del pop da classifica
Con il fenomeno Italo Disco che la Baby Records esplose davvero a livello internazionale. Tutto iniziò con l’arrivo dei fratelli Carmelo e Michelangelo La Bionda, precursori del genere che ricordiamo per i loro successi Bandido, 1 2 3 4 Gimme some more, One for me One for you e I Wanna Be Your Lover.

 

Con l’arrivo del 1982 si inaugura il successo della italo disco con un brano iconico Masterpiece di Gazebo! Negli anni seguenti una miriade di successi e di dischi venduti tra cui ricordiamo:

Gazebo, con Masterpiece (1982) I Like Chopin (1983), Lunatic (1983), Telephone Mama (1984)

Pink Project e il loro medley Disco Project (1983)

Den Harrow, con brani come Future Brain e Bad Boy (1985), Catch the Fox e Charleston (1986) Don’t Break My Heart (1987)

Tom Hooker con Looking for Love (1986)

Stefano Pulga con Take me Higher (1984)

Albert One, Turbo Diesel (1984) Heart On Fire e Lady O (1985)

Ricordiamo anche il progetto dei Rondò Veneziano, nato nel 1980 dal compositore Gian Piero Reverberi, portò invece la musica classica nei circuiti pop, grazie a un sound che fondeva strumenti classici e sonorità elettroniche. Album come La Serenissima e Odissea veneziana vendettero milioni di copie, facendo conoscere il gruppo in tutto il mondo.

L’etichetta lanciò anche fenomeni pop come Al Bano & Romina Power, che con brani come Felicità e Ci sarà raggiunsero il successo internazionale.

Le compilation Baby Records: il fenomeno “Mix”
Uno dei segreti del successo della Baby Records furono le compilation, che permisero alla label di conquistare il pubblico con selezioni di brani dance e Italo Disco mixati con sapienza.

Nel 1983 la Baby Records pubblicò il primo volume delle compilation Mixage, che raccoglieva le hit della disco made in Italy, e Bimbomix, con canzoni rivolte al pubblico dei più piccoli. Queste compilation vendettero centinaia di migliaia di copie, contribuendo a far conoscere l’Italo Disco in tutta Europa e imponendo la Baby Records come un punto di riferimento per gli amanti della dance.

Spesso per l’impossibilità di avere i diritti di alcuni brani inglesi o americani da inserire nelle compilation, si usava il trucchetto all’italiana, ovvero le cover con i nomi degli artisti storpiati ed italianizzati!

Il declino e la chiusura della Baby Records
Alla fine degli anni ’80, con il declino dell’Italo Disco e l’avvento della house music, la Baby Records iniziò a perdere il suo predominio nel mercato musicale. L’etichetta cercò di adattarsi ai nuovi trend, ma senza lo stesso successo degli anni precedenti.

Nel 1990 Naggiar cedette l’intero catalogo alla BMG (subentrata alla RCA Italiana). Non ci furono nuove produzioni fino al 1994, anno in cui la Baby Records cessò di esistere, sostituita da “Baby Records International” per le produzioni future

Nonostante la chiusura, il marchio Baby Records resta sinonimo di una stagione d’oro per la musica dance e per le compilation che hanno fatto ballare un’intera generazione.

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