Il tempo passa ma a volte, certi avvenimenti o protagonisti, continuano a rimanere molto attuali ed è il caso degli anime dedicati ai robot anni 70-80 (Goldrake, Daltanius, Mazinger Z, Trider G7…). Probabilmente sono più conosciuti oggi che quando vennero presentati la prima volta sulle varie emittenti italiane.
Le gesta di questi nuovi eroi mitologici conquistarono il pubblico non solo di adolescenti, furono un vero è proprio Bing Bang dell’animazione che sconvolse tutti i concetti fino all’ora conosciuti. La loro forza scenica, la potenza della narrazione era qualcosa di notevole, talmente penetrante che fu come uno tsunami che spazò via tutto quello che vi era precedentemente per portare una novità che molti però non compresero e che causò tante polemiche.
Se oggi siamo ancora qui a parlarne è perché seppero, con la loro visione creare qualcosa di unico, storie e personaggi che in un contesto di battaglie a base di missili, raggi e armi spettacolari a creare una certa poetica che non si è più rivista in quelle serie robotiche giunte nei decenni a seguire.
In questo presente le ricordiamo con un certo romanticismo, un mix tra la novità che fu e i ricordi della nostra adolescenza, forse per questo, ritengo che il volergli dare una connotazione accademica, come accade in certi saggi o panel, sia errata, il voler cercare dei valori o degli aspetti nascosti che non vi sono, sminuiscono il vero impatto che ebbero su di noi queste opere negli anni 70-80.
In questo fantastica avventura che molti di noi ha avuto la fortuna di vivere di persona, vi sono delle leggende che intorno a molti titoli si sono venuti a creare:

La famosa parola ATLAS che compare nella dicitura del titolo di Goldrake, il mitico robot creato dal maestro Go Nagai è giunto in Italia nel 1978. Per anni si è sostenuto che fosse stato un errore, da parte di un funzionario RAI, nell’immettere tale dicitura nel titolo, convinto che fosse la corretta traduzione dell’opera. Invece era la parola che indicava “Atlante” ovvero il fascicolo in cui erano racchiusi le schede tecniche dell’opera. Ultimamente gira voce che fu una scelta del direttore del doppiaggio, ritenendola un termine adatto per questo cartone animato.
Dove sia la verità continua ad essere un mistero: la prima affermazione non potrà mai essere confermata, perché la RAI che è una struttura statale che promuove programmi di divulgazione varia, dichiarare che abbia sbagliato minava a quell’epoca la sua credibilità. Oggi affermare il contrario è un po’ una paraculata, per amicarsi il popolo della cultura pop. Inoltre mai è stata rilasciata una dichiarazione ufficiale dei piani alti dell’emittente di Stato.

Altro robot del mangaka Go Nagai è “Jeeg Robot D’Acciaio”, l’idea di creare un mecha con la trasformazione attraverso i componenti magnetici, fu della casa produttrice di giocatoli Takara che era interessata a immettere sul mercato un robot componibile. All’autore venne in mente di basarsi su un robot che si scomponeva magneticamente nel settimo episodio di Mazinger Z: Deimos 7-3.
Mazinger Z venne trasmesso su RAI 1 nel 1980 ma voci, raccontano che alcune puntate, non in sequenza, furono trasmesse per la prima volta nel 1978 nel programma “SuperGulp – i fumetti in tv”.
Questa ritengo che sia una vera bufala, perché il compianto Guido De Maria, grande artista e realizzatore del programma, non vedeva di buon occhio, questa invasione Nipponica.
Tra le leggende del periodo vi è quella legata all’ episodio 27 mai realizzato di Tekkaman. L’anime, per via del suo scarso interesse del pubblico Nipponico, venne interrotto all’episodio 26, rispetto ai 52 che erano preventivati. L’ultima puntata termina con un fermoimmagine rosso, in cui, George con l’armatura del Cavaliere dello Spazio, si avventa contro l’astronave di Waldaster. Eppure molti sostengono che esista un finale inerente a questo scontro, ammettendo addirittura di averlo visto.
Da sfatare il mito dell’esplosione atomica a forma di fungo atomico, il regista di Goldrake: Tomohaku Katsumata ha rivelato, che la nascita di questa esplosione è dovuto all’idea degli sceneggiatori per dare un tocco più cinematografico con un potente effetto visivo. Quindi nessun riferimento alla bomba Atomica di Hiroshima e Nagasaki.
Le leggende hanno un loro effetto magico, a volte alimentano il mito di certi personaggi facendoli diventare immortali.
