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Aerei, missili, Ray-Ban e moto

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Ray-Ban
Ah, gli anni 80.

Gli anni dell‘America e della Russia, e il resto niente. Gli anni dei buoni e dei cattivi, e in mezzo niente. Gli anni in cui i buoni e i cattivi (qualunque fosse la vostra scelta) litigavano e facevano la voce grossa e minacciavano sfracelli, ma stando ognuno a casa propria. Mai visto un russo in Italia, in quegli anni.

L’unica occasione in cui un buono poteva incontrare un cattivo, o viceversa, era salire su un sottomarino o su un caccia, magari scattando foto in volo rovescio se era spavaldo e sbruffone come il tenente Pete “Maverick” Mitchell in Top Gun.
Ma questo succedeva 30 anni fa. Oggi i cattivi non hanno caccia né missili, in compenso ti vengono a cercare a casa imbottiti di tritolo, e insomma sono tempi decisamente peggiori. Per cui la nostalgia per Top Gun è raddoppiata, e sembra proprio che la ricorrenza non debba passare inosservata: a differenza che per Ritorno al Futuro, infatti, sembra ormai certo che si farà un sequel.

In bocca al lupo a regista e sceneggiatore, perché è difficile immaginare cosa possa diventare oggi Top Gun. La Guerra Fredda era infatti una bella guerra simmetrica, e le guerre simmetriche sono infinitamente più belle di quelle asimmetriche dal punto di vista estetico e narrativo. Sulle guerre simmetriche hanno campato generazioni e generazioni di scrittori, pittori e registi: esercito contro esercito, samurai contro samurai, pistolero contro pistolero, F-14 americano contro MiG-28 sovietico. Insomma, uno scontro ad armi più o meno pari e il più bravo vince: chiaro, semplice, pulito.
Il nemico lo puoi abbattere con un caccia, come il buon Tom Cruise faceva tra un amplesso con Kelly McGillis e un giro in moto.

Kawasaki GpZ 900R
Kawasaki GpZ 900R

A proposito di moto: la Kawasaki GpZ 900R era una componente fondamentale del fascino di Tom Cruise, insieme con il giubbotto da aviatore, gli occhiali da aviatore e, naturalmente, la faccia di Tom Cruise (per il resto del decennio la metà dei ragazzi provò a replicare la formula di quel fascino investendo cifre spaventose in giubbotti Schott e occhiali Ray-Ban, dimenticandosi probabilmente che la faccia di Tom non era acquistabile).
La GpZ 900R non era una moto qualunque, ma più o meno il massimo che potevi avere allora se eri un pilota militare dai bollenti spiriti.


Dotata di un motore 4 cilindri in linea con 115 CV, raggiungeva i 250 km/h con un’accelerazione bruciante e la proverbiale “cattiveria” dei motori Kawasaki. E’ stata l’icona di una generazione e ha lasciato una degna discendenza: l’ultima pronipote, l’attuale Kawasaki ZX-10R, ha appena vinto il campionato del mondo Superbike e si candida ad essere la sostituta ideale della GPz 900R… oppure no?

In questi 30 anni il mondo è cambiato anche per le moto, e Maverick avrebbe a disposizione una scelta enorme, sia in generale che anche solo rimanendo in casa Kawasaki: oltre alla ZX-10R la Z1000, la Z1000SX e, perché no, la Ninja H2 con motore sovralimentato da 200 CV, discendente diretta della GPZ Turbo, versione più potente della GpZ 900R (prendi questo, Tom). Anzi, visto che in questi giorni a Milano c’è il Salone della Moto [www.eicma.it], potrebbe essere l’occasione per andarle a vedere dal vivo tutte le moto del mondo, e farvi un’idea di quale sarebbe la migliore.

Ninja H2
Ninja H2

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