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Ritorno al Futuro – La Mostra

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Ritorno al Futuro – La Mostra

Dopo avervi parlato del museo di George Lucas, che richiederà un lungo viaggio oltre Oceano per essere visitato, ecco qualcosa di decisamente più vicino a noi.
Anzi, addirittura a pochi chilometri da casa mia, tanto che quando lo scorso inverno venni a sapere della mostra su “Ritorno al Futuro” che si sarebbe tenuta a pochi chilometri da casa mia, ero oggettivamente febbricitante.

Non solo per il trentennale che si sarebbe festeggiato di lì a poco.
Non solo perché il 2015 era la data “del futuro” in cui Marty e Doc facevano visita. Era soprattutto per la mia passione cinefila, condita da un po’ di collezionismo (giusto un po’, visto che sono sempre in bolletta) e il feticismo cinematografico.

Armato di tanta pazienza ho atteso gli ultimi giorni, cercando di vincere la folla ed eventuali fastidiose code.

E ho vinto!

mostra di ritorno al futuro
La locandina

ritorno al futuro il museo

Si comincia con una serie di piccoli oggetti che già da subito colpiscono il cuore di chi ha consumato le vhs del primo film. Soprattutto il giornalino di fantascienza e la telecamera di Marty “per questo il vostro presidente è un attore. Deve venire bene in televisione”

ritorno al futuro il museo

I dettagli continuano con altri piccoli oggetti ma quello che colpisce subito dopo sono gli interni di una delle De Lorean del film. Con le originali strip colorate riguardo Data e Ora della macchina del tempo.

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Qui si va sul “pesante”.
La prima è la giacca che George Mc Fly (Crispin Glover) indossa in numerose scene negli anni 50, come documentato nelle fotografie di scena. Nel certificato si autentifica l’oggetto con una serie di dettagli, fra cui il nome dell’attore cucito in una targhetta all’interno della giacca.

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La seconda è la camicia indossata da Lorraine nel finale del film, in quel presente “nuovo/alternativo” al viaggio del tempo.

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La camicia di uno dei fratellini di Lorraine, nonché futuro zio di Marty, che si vede nella scena della cena a casa dei (futuri) nonni del protagonista.

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La riproduzione (in serie) dello skate di Marty

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E qui un’altra chicca. Una delle cariche di plutonio che usa Doc Brown all’inizio del film. Come specificato nella descrizione, non si sa di preciso se sia quella che Doc inserisce nella macchina del tempo, ma era comunque presente nel film. E tanto basta.

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Il modellino di auto con cui Doc Brown spiega a Marty il suo piano per farlo tornare “indietro nel futuro”. Questa è il modello che non è andato a fuoco nel film. Come da descrizione, questi erano modellini di auto americane anni 50 prodotte in giappone. Ognuna di queste auto aveva una sua targa allegata ed unica per ogni automobile. Anche grazie a questo dettaglio che si ha l’autenticità dell’oggetto.
Altra particolarità è che il modellino non era a molla come si vede nel film, ma si muoveva con un piccolo motorino nascosto nel vano passeggeri, coperto poi da una plastica bianca nei sedili dietro, a simulare il telo della decapottabile.
Il modello andato a fuoco appartiene ad un privato.

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L’autentica targa usata nel film!
Quella che si vede all’inizio, quando Doc fa viaggiare nel tempo Einstein, in suo cane. Meraviglia.

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E qui il musicista che è in me ha urlato di giubilo. La chitarra che Marty usa nelle scene iniziali a casa di Doc, quella che attacca al super amplificatore prima che “esploda” di suoni.
Come nuova.

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Questa è la tuta che indossa Marty quando si ritroverà a viaggiare indietro nel tempo.
La descrizione per autentificare questo oggetto era molto lunga, aiutata anche dalle immagini della scena proiettate nel televisore che si intravede nella foto.
Velocemente, questa è la tuta indossata sia da Michael J Fox che dalla sua controfigura.
Lo si nota perché all’interno del cavallo vi è una cucitura, un rammendo di uno strappo avvenuto durante il tuffo dentro la De Lorean ad opera di Marty, dopo la scena dell’omicidio di Doc.
Questa scena fu girata dalla controfigura.
Sulle gambe della tuta vi sono delle macchie, ben visibili anche nella foto (a sinistra), che si possono notare nel film durante le stesse scene, queste invece girate da Fox.
Sarà anche la stessa tuta nella famosa scena di “Dart Vader dal pianeta Vulcano”, quando Marty convincerà il suo giovane padre ad invitare Lorraine al ballo, usando una cassetta di Van Halen nelle cuffiette del suo…

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Walkman! Presente in numerose scene del film. Un oggetto che noi degli anni 80 abbiamo posseduto un po’ tutti. E di cui abbiamo una forte nostalgia… almeno, io.

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Una maglia indossata da Doc.
Sinceramente non ricordo in che scena del film fosse.

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Scenografia tratta dal “Ballo Incanto Sotto Il Mare”, dove si svolgono molte scene clou. Fra cui l’esibizione selvaggia di Marty alla chitarra.

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Alcuni dei giornali, una bozza dello spaventapasseri che verrà investito da Marty con la De Lorean e il famoso volantino della Torre dell’Orologio di Hill Valley.

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Bozzetti preparatori su numerosi oggetti di scena. Si va dalla macchina del tempo all’amplificatore. Fino al mr.Fusion già visto anche nella foto numero 3. Progetti scritti a mano e fotografie di accompagnamento. E’ sempre curioso vedere come un semplice bozzetto sia poi trasformato in oggetto di scena.
Un oggetto che diventa poi mitico, come nel caso della De Lorean di questo film.
Divertente anche avere la possibilità di notare le numerose differenze dal progetto alla realizzazione.
Quanto amo il cinema!

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Il fumetto di fantascienza che legge il figlio del fattore Peabody. Notare la forte somiglianza dell’alieno in copertina con la figura di Marty nella tuta antiradiazioni che si vedrà nella scena poco dopo.
La riproduzione di questo era in vendita anche nel reparto merchandising, e con mia sorpresa all’interno vi era un vero fumetto! Ma non è dato sapere se è una riproduzione di un vero comics di quegli anni oppure un fumetto creato appositamente.

ritorno al futuro il museoUna delle carte da lettera del locale, usate da Marty per lasciare il messaggio a Doc prima della fine del film.
E parte dell’elenco del telefono che userà il protagonista appena giunto negli anni 50 per trovare la casa del suo amico scienziato.

Ora si passa al secondo capitolo, quello del futuro.
Qui gli oggetti si fanno ancora più interessanti, per alcune autentiche chicche che ci hanno fatto sognare per anni. Un futuro che purtroppo non si è rivelato tale… forse…

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Cominciamo con il sesso…!! Oh LàLà… OhLaLà… il giornalino erotico in cui Biff nascondeva l’almanacco delle scommesse sportive che aveva creato scompiglio nel tempo.
Purtroppo il suo interno non è visionabile… e nella riproduzione in vendita nel merchandising vi erano solo pagine di fotocopie della copertina. Peccato, un po’ di piccante sarebbe stato gradito…!

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Ecco la prima delle chicche. La originale prima pagina del giornale del futuro con la news dell’arresto del figlio di Marty (interpretato da Fox stesso). Notare come tutta la pagina sia curata sotto ogni dettaglio. Anche le altre news sono verosimili e non solamente abbozzate o peggio. La differenza fra un certo tipo di cinema e un altro è nella cura dei dettagli.

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La seconda autentica chicca è l’almanacco sportivo 1950/2000. Proprio quello che scatenerà tutta una serie di conseguenze spazio temporali, su cui gira l’intero film. Da notare, in copertina, l’autografo di Michael J. Fox. Al suo interno, come descritto nella didascalia (purtroppo non in foto) vi è anche quello di Thomas F. Wilson, il cattivo Biff.
Anche questo era in vendita, in riproduzione, nel merchandising. A differenza di OhLàLà, dentro vi erano invece statistiche nomi quote etc.
Voglio tornare indietro nel tempo!

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Queste, invece, sono riproduzioni delle famose scarpe auto allaccianti del futuro. Con altri oggetti da collezionismo (la maglietta e la spilla ad esempio). Anche la scatola è un oggetto da collezione molto spiritoso.

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Il cappellino e gli occhiali, invece, sono autentici pezzi del film. Il cappellino veniva indossato da Fox, mentre gli occhiali sono quelli indossati da Christopher Lloyd (Doc Brown) in numerose scene. Divertenti anche le istruzioni d’uso.

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Se prima abbiamo visto le copie attuali, ecco invece una autentica scarpa usata film. Notare che, nel tempo, l’oggetto di scena si è rovinato. Questo accade perché molte volte gli oggetti dei film vengono riprodotti in più esemplari. Di solito quelli con le inquadrature in primo o primissimo piano sono costruiti con materiali più resistenti e curati.
Quando le inquadrature sono più lontane, o sono indossati dagli stuntman, questi sono meno curati e, generalmente, di materiale meno resistente.
Non so se questa scarpa rientri nella seconda ipotesi, ma è molto probabile.
Sicuramente dispiace vederlo così ridotto.
Notare, al suo interno, i fili e il “congegno” per simulare la chiusura automatica dei lacci. Espediente da effetto speciale che ne autentica il valore.
Le calze… boh…

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Uno dei dollari usati nel film con l’effige di Biff. Ritroveremo più avanti altri oggetti di scena con la faccia del cattivo, presenti nel “presente alternativo” del film.

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Ecco l’oggetto più atteso da me e da tantissimi altri amici.
L’autentico Hoverboard che usava Marty per scappare dai bulli.
Ricordiamo che è di color rosa, e con l’effige della Mattel, perché Marty lo “prendeva in prestito” da una bambina per strada. Che poi glielo lasciava in favore di quello più bello coi razzi. Notare che, come per la scarpa, anche questo oggetto è andato rovinandosi nel tempo.
Delusione totale scoprire che è fatto di polistirolo!

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Griff, il nipote di Biff, è per quanto possibile ancora più bullo del nonno. Ed alquanto più stupido (considerando gli adolescenti rappresentati in quel futuro nel film, si rimane sconcertati da quanto vengano dipinti stupidi ed inetti. Guardando molti adolescenti di questo 2015, forse Zemeckis non ci è andato tanto lontano). Quando Griff decide di farla pagare a Marty Jr, attiva una mazza da baseball automatica ed estensibile. Notare la comodità di uno dei guanti indossati dal giovane bulletto nel film.

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Quando Marty scappa a bordo del hoverboard “preso in prestito”, i bulli amici di Griff si muovono anch’essi con degli skate volanti. Ognuno con disegni ben precisi e particolari. Molto gangsta style. Ecco i tre del film. Questi sopravvissuti al tempo. Probabilmente meno esposti.

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Parte della sceneggiatura, oggetti di scena di Biff e la targa futuristica della De Lorean, tutti corredati dagli attestati di autenticità.

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Questi sono gli altri oggetti di scena di Biff, come accennato sopra. E una parte di Storyboard della scena dei volopattini di prima. Notare la cura del dettaglio della scena. E di quanto Griff assomigli ad un terminator nei disegni.

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La gonna indossata sempre da Michael J. Fox che qui interpretava la figlia del futuro, Marlene.
Accanto, i resti della maschera/make up, l’effetto speciale indossato da Fox per sembrare più vecchio.

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La giacca auto asciugante e restringente. La giacca faceva parte di una serie costruite appositamente per il film. Tutte usate durante le riprese.
Questa, in particolare, ha al suo interno l’effetto speciale che lo faceva gonfiare e rimpicciolire a comando. I tubicini e i comandi si possono vedere benissimo dentro la giacca.
Questo rende l’oggetto unico nel suo genere, visto che era effettivamente il solo con i comandi attaccati.

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Le bottiglie futuristiche della Pepsi,

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il manganello del futuro e lo “spara flash” che usava Doc per addormentare Jennifer, la fidanzata di Marty, chiudono la parte riguardo il capitolo due.

Del terzo film, quello ambientato nel far west che chiude la saga, non era esposto molto. Ma erano comunque oggetti molto carini.

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La “tremenda” camicia anni 50 con cui Marty si presentava nel vecchio west, deriso ovviamente da tutti i cowboy. Notare i simboli atomici sui pettorali e le frange.

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Altro articolo di giornale, questa volta nel puro stile west.
Anche la carta sembra invecchiata.

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La fondina con la pistola che indossava Marty nel film. Nella foto si nota Fox nei panni del trisavolo Seamus Mc Fly.

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Il piattino da torta “20” usato da Marty come… frisbee, ed un’altra copia di un giornale del west.

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Concludiamo il viaggio nella mostra con un megafono usato sul set e le fotografie stile antico di Buford “Canepazzo” Tannen.

Ma potevamo finire così?
Direi di no.

C’era ancora tempo per giocare.
Infatti davanti al merchandising vi erano due attrazioni dove potevi giocare gratuitamente.

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Il flipper sulla trilogia. Con cui abbiamo aperto una piccola sfida fra noi (e la poco più che ventenne Ire che giocava per la prima volta a flipper… BONTA’ DIVINA!)
Ma soprattutto…

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Wild Gunman. Il videogame dove “bisogna usare le mani”.

Ma che Ritorno al Futuro sarebbe senza una De Lorean?

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Ed ecco una autentica De Lorean che è stata ristrutturata ed allestita come la macchina del futuro originale del film.
Ogni dettaglio è stato molto curato.

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Purtroppo un guasto al motore ha impedito che ci potessimo fare un giro sopra, ma le foto di rito non sono mancate.

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La mostra mi ha riportato ai tempi di quando, nel cinema del mio paese, andammo a vedere il primo capitolo. Le emozioni erano grandi. Che ho potuto rivivere assistendo all’esposizione di questi cimeli.
Il potere del cinema!

FONTESito ufficiale del museo
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Tunch
Attore, doppiatore, speaker, bassista e anche autore. Nato nella metà degli anni 70, vive gli anni 80 fra scuole elementari, scuole medie e tutte le mode che ne hanno segnato il passo. Dalla musica new wave ai paninari, fino al cinema che ha segnato anche la sua futura carriera. Nel 1987 debutta ,infatti, prima col cinema e poi con il teatro, continuando gli studi recitativi fino agli inizi degli anni 90. I quegli anni si leva diverse soddisfazioni, fra cui assistere alla vittoria dei mondiali del 1986 della “sua” Argentina con Maradona. Chiude gli anni 80 vedendo in concerto i Pink Floyd. Due volte. Insomma, la fine più che degna per questo decennio.

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