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Capitan Tsubasa… onomastica di un mito.

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Capitan Tsubasa
Sono pochi i campioni sportivi capaci di attraversare le fedi calcistiche, i campanilismi, o addirittura le barriere nazionali.

Eroi che sembrano non risentire del passare del tempo… al contrario pare che il tempo ne consolidi la gloria e ne amplifichi i successi.

Creando cosí il mito. L’immortalitá.

Capitan Tsubasa, al secolo Oliver (o Holly) Hutton, é decisamente uno di questi eroi immortali.

Dei successi sportivi di Holly e del suo amico Benji, della New Team, delle partite su campi che non sembrano aver fine sappiamo tutto, o quasi.

Apro una parentesi in stile settimana enigmistica: l’angolo del “forse non tutti sanno che“.

Forse non tutti sanno che la curiosa curvatura dei campi di calcio (infiniti) del fumetto, le sgroppate palla al pede che duravano mezzo episodio del cartone animato, durante il quale si sovrapponevano flashback, sogni, ricordi era in realtá un escamotage tecnico.
Il manga (il giornalino a fumetti) e l´anime (il cartone animato) si muovevano in parallelo, ma ovviamente a due velocitá diverse.

Il disegno (manga) aveva ed ha ovviamente tempi molto piú lunghi; lo storyboard, il layout del fumetto, l’impaginazione, la stampa. Mentre il lavoro dell’anime è relativamente piú rapido. Quindi il cartone animato ha dovuto utilizzare vari stratagemmi (tra i quali il piú evidente è quello del campo di calcio che si estende per colline e praterie) per dare il tempo al manga, di raggiungerlo e seguire insime lo sviluppo narrativo..

Del resto, solo da un manga (fumetto) di successo nasce un anime.

Altrettanto interessante peró é l´analisi onomastica e semiologica di un fumetto, che nasce per ispirare i ragazzini delle scuole elementari e medie giapponesi, ma che da 40 anni appassiona milioni di fans in tutto il mondo.

Iniziamo con il nome di battesimo stesso stesso del nostro eroe.
Nome (e cognome) per nulla banali.

All’anagrafe (giapponese) Holly è: Ozora (大空) Tsubasa (翼). Detto cosí, forse, non dice molto. Ma analizzando uno per uno i caratteri Kanji del nome e del cognome si scopre molto di lui. Delle sue aspirazioni, del suo destino. Nomen Omen..

Nome: Ozora: O (大)= grande. Zora (空) = cielo.
Cognome: Tsubasa (翼) significa “ali“.

Non esistendo una traduzione diretta ed univoca per i nomi giapponesi, dobbiamo lavorare un poco di fantasia ed interpretare i segni grafici come “ali per volare nel cielo, altissimo, della gloria“. Piú o meno queste furono le intenzioni dei genitori di Holly…ed ovviamente quelle del suo creatore, Yoichi Takahashi.

Anche la lettura onomastica dei nomi delle squadre di calcio dove Holly miete i suoi primi successi, raccontano di una evoluzione del manga, per certi versi perfino inaspettato.

I primi passi nel mondo del calcio Capitan Tsubasa li muove nella squadra della scuola elementare di NanKatsu, che é una localitá di fantasia. Una scuola elementare qualsiasi, nella quale qualsiasi ragazzino giapponese puó riconoscere la sua cittá e la sua scuola.

Le prime maglie di Holly infatti mostrano sul petto il nome (in caratteri Kanji) della cittá di NanKatsu, che si compone di due caratteri: Nan = 南 = sud, e Katsu = 葛 =che scritto in questo modo, identifica una pianta tipica asiatica dai delicati fiori viola.

Il successo enorme, anche al di fuori del Giappone, che il fumetto riscuote sin dai suoi inizi, impone di lavorare anche sulla simbologia.
Occorre un nome nuovo ed una squadra nuova. Appunto, la New Team!
La maglia di Holly, abbandona i caratteri Kanji (di difficile lettura per gli appassionati del fumetto con poca familiaritá con i caratteri tradizionali cinesi), per lasciar posto ad una “N“ di piú facile lettura, molto piú identificabile e piú facilmente esportabile.

Una curiositá…
Inizialmente la “N“ di NewTeam avrebbe dovuto essere ispirata dalla grafica del titolo del fumetto:

Con un richiamo ai baffetti laterali dei fonts giapponesi (katakana e kanji).

Ma si preferí dare al segno, un significato piú enfatico e celebrativo.

La N infatti é ricavata da due tagli all´interno di un cerchio. O meglio di un sole… un Sol Levante! Il simbolo stesso del Giappone.

Celebrando cosí l’identitá nipponica del nostro eroe.

Celebazione che si ritrova anche nel nuovo titolo del manga; che ora diventa:

Capitain –

Tsubasa ,

….. Rising Sun“…

con un Hinomaru (sole rosso della bandiera giapponese) a fare da sfondo!

Un nuovo team, una nuova immagine del Giappone (vincente) da esportare. I valori della tenacia, della solidarietá, della etica confuciana (lo spirito di sacrificio che alla fine viene sempre premiato).

Qualcuno ha riconosciuto in Holly, un Kazuyoshi Miura (primo giapponese a giocare nel campionato italiano) ante litteram. Chissá..
Di certo, Holly, Benji e tutti gli eroi del fumetto prima e del cartone animato poi, ha ispirato generazioni di calciatori giapponesi!

Nome: Ozora: O (大)= grande. Zora (空) = cielo.
Cognome: Tsubasa (翼) significa “ali“.

Non esistendo una traduzione diretta ed univoca per i nomi giapponesi, dobbiamo lavorare un poco di fantasia ed interpretare i segni grafici come “ali per volare nel cielo, altissimo, della gloria“. Piú o meno queste furono le intenzioni dei genitori di Holly…ed ovviamente quelle del suo creatore, Yoichi Takahashi.

Anche la lettura onomastica dei nomi delle squadre di calcio dove Holly miete i suoi primi successi, raccontano di una evoluzione del manga, per certi versi perfino inaspettato.

I primi passi nel mondo del calcio Capitan Tsubasa li muove nella squadra della scuola elementare di NanKatsu, che é una localitá di fantasia. Una scuola elementare qualsiasi, nella quale qualsiasi ragazzino giapponese puó riconoscere la sua cittá e la sua scuola.

Le prime maglie di Holly infatti mostrano sul petto il nome (in caratteri Kanji) della cittá di NanKatsu, che si compone di due caratteri: Nan = 南 = sud, e Katsu = 葛 =che scritto in questo modo, identifica una pianta tipica asiatica dai delicati fiori viola.

Il successo enorme, anche al di fuori del Giappone, che il fumetto riscuote sin dai suoi inizi, impone di lavorare anche sulla simbologia.
Occorre un nome nuovo ed una squadra nuova. Appunto, la New Team!

La maglia di Holly, abbandona i caratteri Kanji (di difficile lettura per gli appassionati del fumetto con poca familiaritá con i caratteri tradizionali cinesi), per lasciar posto ad una “N“ di piú facile lettura, molto piú identificabile e piú facilmente esportabile.

Una curiositá…
Inizialmente la “N“ di NewTeam avrebbe dovuto essere ispirata dalla grafica del titolo del fumetto:

Con un richiamo ai baffetti laterali dei fonts giapponesi (katakana e kanji).

A tal punto, che nel marzo di quest’anno, la J League (lega calcio giapponese) ha voluto celebrare i 40 anni di Capitan Tsubasa.

Ben 57 club professionistici nipponici, introdurranno – nei loro store ed online – una serie di gadget ed un merchandising speciale dedicato agli eroi del fumetto.

Sito ufficiale: https://www.jleague.jp/news/article/19633/
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"Avevamo tutti quell´etá in cui non hai ancora deciso de mettere su famiglia o perderti per il mondo." Mediterraneo. Film datato 1991, in realtá ultimo film di Salvadores degli anni 80. Dopo aver vissuto gli '80 da teenager, é arrivata la scelta di: perdermi per il mondo! Prima la Germania, poi 15 anni di Asia (passati tra Shanghai, Tokyo e Singapore) e da qualche anno il Messico. Passioni? Il Design, la fotografia, i viaggi , la musica. E la buona cucina.

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